Due chiacchiere con... Paradise Lost

Info

Siamo sempre all’Alcatraz e, dopo aver parlato con i Soen, non potevo certo trascurare gli headliner della serata. Così, eccomi a fare quattro chiacchiere veloci con Steve Edmonson, bassista della band. Persona gentile ma estremamente concisa, è sembrato un pochino distaccato dal suo stesso ruolo di musicista. Ad un certo punto è entrato un roadie, che ha annunciato trionfalmente la cena; Steve si è informato su cosa ci fosse da mangiare e, dopo aver sentito di pasta, pomodori ed altre cose tipiche del nostro paese, mi ha guardata in maniera inequivocabile… ed è scappato a mangiare.

Pensi che la serie di concerti che avete tenuto per Draconian Time abbia influenzato il sound di Tragic Idle?
Sì, è molto probabile. In un certo senso, la serie di concerti per Draconian Time è servita a ricollegare il presente della band con il suo passato musicale più celebre ed amato. Addirittura gente che da anni non andava più ai concerti è venuta a vederci. Il ritorno a dei suoni più duri era già iniziato ma quella iniziativa è servita a sancirlo definitivamente. In quel periodo stavamo già componendo il nuovo album.
Mi sembra di capire che tu sia più contento di essere tornato alle orgini…
Oh, sì, assolutamente!
Greg e Nick si occupano di comporre uno la musica e l’altro i testi…
… e sono contento di lasciare a loro quella parte del lavoro. Preferisco dedicarmi ai video, lo trovo molto più divertente; ho appena finito di girare quello per Fear Of Impending Hell. Rifinisco le parti del mio strumento da solo, sulla base delle tracce create da Greg. Lavorare tutti insieme sarebbe troppo confusionario, anche se, ovviamente, quando si tratta di registrare e mixare, passiamo giorni in studio.
Come vivi il tuo essere nella band rispetto a quando hai iniziato?
Quando cominci tutto è eccitante: i concerti, i dischi, la gente che fa la fila per farsi fotografare con te. Con gli anni lo vedi come un lavoro, anche se creativo e non monotono come un lavoro normale. Suoniamo, viaggiamo, cerchiamo di divertirci il più possibile.
Il posto migliore in cui hai suonato ed il peggiore?
America ed Australia potrebbero essere i migliori, perché sono totalmente diversi dall’Inghilterra; l’Australia, in realtà, come usi e costumi della popolazione non aborigena è abbastanza simile. Nella madre patria, invece, potremmo aver trovato i posti peggiori. Il pubblico inglese non è così campanilista come si pensa, i suoi gusti sono pilotati dai magazine e da canali come MTV; siamo più famosi all’estero che in casa nostra.
Che effetto ti fa riascoltare Gothic oggi?
E’ un album ancora valido e non suona per nulla datato, anche se, ovviamente, i suoni sono quelli che la tecnologia dell’epoca permetteva. Come molte opere importanti, è nato per caso, senza sapere che sarebbe diventato un classico. Non avremmo pensato nemmeno di venire inquadrati come i creatori di un genere musicale e, in realtà, non ci è mai importato granché esserlo; ci siamo sempre limitati a suonare quello che ci piaceva, i cambi di stile che abbiamo avuto nel tempo lo testimoniano. La gente dal di fuori ti vede in un certo modo ma non è detto che corrisponda a come ti vedi tu.
La tua musica preferita attualmente?
I Tool, insieme a classici come gli Iron Maiden, che adoro. In realtà, potrei dire di non ascoltare musica o di ascoltarla tutta… non compro cd da secoli, scarico da internet ed ascolto distrattamente, quando ho tempo. All’ultimo di Steve Harris ho dedicato un po’ più di attenzione ma non mi è piaciuto per niente!
La copertina di Shades of God fu realizzata dal grande Dave Mckean, che ha lavorato anche con i My Dying Bride. Come mai lo sceglieste? Eravate lettori dei suoi fumetti?
Devo confessarti che non me lo ricordo proprio!
Se guardi al futuro dei Paradise Lost, cosa vedi?
Sarà bello tornare a suonare in Sud America a Dicembre, lì i fans sono scatenati, fanno un casino mai visto; poi aggiungeremo altre date il prossimo anno. Dopodiché ricominceremo a pensare ad un nuovo album… e così via. Mi piacerebbe allargare il pubblico in America.
Intervista a cura di Laura Archini

Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 15 ott 2012 alle 10:46

mr. entusiasmo!