Downfall: Stronger Than Hate!

Foto So bene che quando ad una band si dice, pur con tutte le buone intenzioni, che suona precisa spiccicata ad un'altra le reazioni spesso non sono positivissime: nel migliore dei casi si rischia di citare un gruppo diverso da quello che avevano preso come modello e se proprio si cade nel baratro allora ci si scontra con l'ego del musicista che invece si era proposto di suonare originale, di metterci così tanto del suo da offuscare tutte le influenze del passato.
Non so se questo è stato il caso dei Downfall, ma resta il fatto che "Punishment for the Infidels" rimane un grandissimo disco in piena scia "Beneath the Remains" dei Sepultura.

Sentiamo cosa ne pensa la band al completo, con Federico, Matteo, Francesco e Simone.
Salve ragazzi e complimenti per il vostro ottimo Punishment for the Infidels: prima di avventurarci in questo disco ci raccontate un po’ la vostra storia, vi siete formati nel 2007 ma a parte un paio di EP non eravate ancora riusciti a debuttare, come mai?
Abbiamo fondamentalmente cominciato a suonare insieme, spinti dalla voglia di fare quella musica che ascoltavamo tutti i giorni, Metallica, Pantera ed Anthrax in primis e ispirandoci a questi abbiamo cominciato a comporre i brani che sono andati a comporre il primo EP . Con la dipartita di uno dei chitarristi e l'arrivo di Matteo il sound si è andato ad arricchire di quella violenza più tipica di gruppi come Slayer e Sepultura e da lì è cominciato un lungo percorso di personalizzazione dello stile che ci ha condotto prima a Globalized Anger e adesso a Punishment for the Infidels.
Come siete giunti al contratto con la Memorial Records?
Abbiamo saputo dell'etichetta tramite gruppi con cui abbiamo suonato live (Carnality, No More Fear). Dopo averla contattata si è mostrata subito molto interessata al lavoro e da lì abbiamo intrapreso questo percorso insieme.

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Veniamo all’album: è stato sorprendente, e per quanto mi riguarda assolutamente non è un difetto, il grandissimo richiamo in particolare a “Beneath the Remains” dei Sepultura, sapendone cogliere in maniera incredibile tutti gli aspetti, ricreando un sound che quasi nessuno riesce più a suonare. C’è stata una precisa volontà in questo, avete cercato di attenervi a quelle sonorità oppure al contrario ciò non vi ha minimamente sfiorato in fase compositiva e siete andati dritti per la vostra strada?
Sicuramente Beneath the Remains è un album che fa parte dei nostri ascolti quotidiani e da cui in parte ci siamo ispirati per il nostro sound. Più precisamente però facciamo riferimento a quelle sonorità a cavallo tra anni 80 e 90, quando il death era ancora nel suo stato embrionale e l'idea di rifarci a queste è venuto proprio dal fatto che, in un periodo di grande revival del genere, in pochissimi vi ci si rifacessero quando invece secondo noi è una delle tante sfumature che può dare molto e merita di essere ancora sviluppata.
L’unico lato negativo che ho riscontrato del vostro disco è il suono un po’ troppo scarno, specie per quanto riguarda la distorsione delle chitarre. E’ stata una vostra scelta o a posteriori cambiereste qualcosa? Dove è stato registrato il disco e quanto avete impiegato?
Abbiamo registrato il disco nella nostra sala prove con Piero Senigalliesi per poi affidare mixaggio e master ad Adriano Quaranta degli Underroom Studios in Abruzzo, questo passare da un posto ad un altro per la produzione unito ai tempi abbastanza brevi del lavoro (circa 5 mesi) hanno sicuramente inciso sul prodotto finale. Il nostro obiettivo principale era quello di trovare il giusto compromesso per un sound pesante ma che nelle parti veloci risultasse comunque violento e tagliente, rimanendo omogeneo per tutta la durata del full-lenght. Secondo noi il risultato che ne è venuto fuori è soddisfacente , anche tenendo conto di qualche mancanza che, essendo il primo, sicuramente abbiamo avuto.
Purtroppo nell’epoca dei promo digitali si è perso il significato dei testi. Quali sono dunque i temi da voi trattati? Chi sono gli infedeli che meritano la punizione?

I brani trattano varie tematiche che affliggono la società di oggi, ma che hanno tutte come unico filo conduttore l'omologazione e tutti i problemi conseguenti ad essa. Viviamo in un sistema che ti impone di essere un numero e che punisce il libero pensiero con l'emarginazione.
Senza mentirci, suonare thrash metal oggi, peraltro senza alcuna influenza modernista che possa attutirne le origini old school, è una scelta che artisticamente mi entusiasma ma al contempo purtroppo non trova molti riscontri tra il pubblico, le etichette e l’interesse generale. Quali sono le vostre motivazioni e cosa provate a suonare questa musica nel 2017?
Come già detto questo gruppo è nato per suonare quello che ci piace e il thrash metal è un genere che oltre a piacerci ci rappresenta anche come persone. è tipo di sonorità libera da standard veri e propri e che ha come unico scopo quello di fornire una musica violenta e grezza, questa caratteristica secondo noi rende questo stile tra i più personalizzabili e lo tiene ancora lontano dalla vecchiaia vera e propria.
Quali sono i dischi che maggiormente hanno segnato la vostra esistenza? E quali di vostro interesse nell’ultimo anno?
Sicuramente tra i dischi che ci hanno segnato di più all'interno della band si possono trovare classici come Darkness Descends dei Dark Angel, Chaos A.D. e Beneath the Remains dei sopracitati Sepultura e, anche se non è il lavoro più apprezzato sia dai fan del genere che della band stessa, God Hates Us All degli Slayer. Mentre in questo ultimo periodo ci stiamo tutti spostando verso ascolti decisamente più moderni a livello di sound sound come Burn My Eyes dei Machine Head, Destroy Erase Improve dei Meshuggah e Mirror Faced Mentality degli Scamp senza farci mancare qualcosa di più old school come potrebbe essere Divine Intervention degli Slayer.
Uhm...capisco. E qual è stata, fino ad oggi, la più grande soddisfazione della vostra carriera con i Downfall?
Poter andare in tournee in giro per l'Europa per poter fare tutti i giorni quello che più amiamo: suonare!

Cosa c’è adesso in ballo per i Downfall, attività live, videoclip, prossimo disco?
Sicuramente adesso ci dedicheremo alla promozione del disco sia all'interno del nostro territorio che al di fuori suonando il più possibile, nel frattempo stiamo già scrivendo nuovi brani che andranno a comporre il nostro prossimo lavoro in studio.
Siamo ai saluti, grazie per quest’intervista e le ultime parole sono per voi se volete aggiungere qualcosa!
Ringraziamo Metal.it per questa piacevole intervista e tutti quelli che ci sostengono!

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Area: Extreme Area
Gruppo: Downfall

Intervista a cura di
Gianluca 'Graz' Grazioli
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