Viana: follow your dreams ...

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La “passione” è una “brutta bestia” ... si può provare a soffocarla, accantonarla, fare finta che non ci sia, ma poi a un certo punto eccola che riemerge ... pressante, intensa, praticamente impossibile da scacciare. E così capita che un talento vero del rock melodico come Stefano Viana ci metta un “po’” per concretizzare le sue velleità creative e che il risultato sia talmente intrigante da sfrondare di qualunque eventuale scoria retorica l’idea di assecondare con coraggio e determinazione il perseguimento dei propri sogni.
Viana”, impreziosito da importanti ospiti (Alessandro Del Vecchio, Anna Portalupi, Alessandro Mori, Gabriele Gozzi, Pasquale India e Francesco Marras) è davvero un buon lavoro di hard melodico “ottantiano” coinvolgente e sufficientemente “fresco” da non indulgere in moleste nostalgie, e sottolinea ancora una volta la preziosa opera di valorizzazione dell’underground svolta da un’etichetta attenta e competente come la Street Symphonies Records.
Ora sta a voi sostenere adeguatamente il “progetto” e “convincere” Viana a proseguire in un percorso artistico iniziato qualche tempo fa ...
Chissà che le sue parole entusiaste e affabili, che trovate qui di seguito, possano in qualche modo contribuire ad un doveroso supporto ...

Ciao Stefano! Benvenuto su Metal.it e complimenti per il tuo “debutto” nel rockrama melodico. Proprio come a tutti gli esordienti sulle nostre pagine, la prima domanda è volta a fornire ai lettori una breve scheda di presentazione dell’artista ... raccontaci “tutto” di te ...
Ciao a te Marco e a tutti i lettori!
Ho iniziato a suonare la chitarra all’età di sedici anni come autodidatta, spinto dal desiderio di emulare Randy Rhoads, poi c'è stata una militanza in qualche band underground.
Quel periodo si rivelò frustrante a causa della mia costante ricerca della perfezione, portandomi allo scontro con gli altri musicisti, fino a quando conobbi il mondo dell'Home Recording con cui potevo dare sfogo alla mia creatività.
Registrai le prime canzoni realizzando qualche demo e seguendo questa passione finii il primo cd, senza però ottenere riscontri significativi.
Senza perdermi d'animo registrai un secondo cd ed è proprio durante la realizzazione di quest'ultimo che incontrai Aessandro Del Vecchio.
Anche questo mio lavoro non trovò l'attenzione del mondo discografico, ma mi permise di mettere le basi per il progetto seguente...

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... e poi di “Viana” (e dei suoi prestigiosi ospiti!), un disco che ha avuto una gestazione piuttosto “travagliata” ...
Proprio così! Cominciai a scrivere le canzoni per "VIANA" tra l'inizio del 2007 e la fine 2008 con l'intento di sottoporre il progetto ad Alessandro, poi nel marzo del 2009 iniziammo a registrare. Prima la batteria di Alessandro Mori, poi il basso di Anna Portalupi, quindi le mie chitarre e per ultima la voce di Alessandro. Ma quando sembrava ormai vicina la vetta, un problema economico mi costrinse ad abbandonare la scalata. Mi portò via letteralmente tutta la mia musica e la mia fantasia. Smisi di suonare e poco a poco la musica uscì dalla mia vita ...
Quali sono state le circostanze che hanno finalmente condotto alla pubblicazione dell’albo? Come sei entrato in contatto con la Street Symphonies Records?
Ritrovata la serenità necessaria, agli inizi del 2016 chiesi ad Alessandro la sua disponibilità a concludere il lavoro iniziato tanto tempo prima. A lavori ultimati mi resi conto che il risultato superava le aspettative! Ricordo molto bene cosa dissi quando ascoltammo insieme i pezzi dopo il master finale: 'Ale, ma non si riesce a trovare un porto a questa barca?'. Dopo qualche giorno il porto arrivò, si chiamava Street Symphonies e quella barca aveva un nome: VIANA!
Come avete operato per perfezionare un Cd inciso nel 2009? L’aggiunta delle chitarre di Francesco Marras è stato l’unico intervento “importante” apportato all’opera?
Non solo, le chitarre di Francesco hanno certamente aggiunto ulteriore qualità al progetto ma tutto il materiale è stato mixato completamente ex-novo con precisione maniacale, aggiungendo alle canzoni quella freschezza che fin dall'inizio del progetto sognavo!
Uno dei tuoi principali numi tutelari è Randy Rhoads, un chitarrista che personalmente adoro e che ho ritrovato in alcune sfumature del tuo stile esecutivo ... cosa apprezzi in particolare delle modalità operative del compianto Randy? Quali sono le tue altre fonti ispirative come esecutore e come compositore?
Grazie! Rimasi folgorato dall'outro solo su “Mr.Crowley“ di Randy, furono la melodia, la velocità e la grinta unita alla tecnica di esecuzione che mi colpirono. In seguito mi piacque molto sapere dell'umiltà di un artista che andava alla ricerca d’insegnanti di chitarra in ogni città dove il tour con Ozzy lo portava. Inoltre Richie Sambora è un altro mio importante riferimento così come lo è Adrian Vandenberg! Mi dimenticavo di Reb Beach! Stra-bravo e sfortunato in un periodo della sua vita, ma è riuscito a combattere contro le avversità e ora ha il successo che merita ... e poi tanta umiltà!

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I testi del disco sono stati scritti da Alessandro Del Vecchio, autore tra l’altro anche di una prova vocale di grande spessore ... ha lavorato in completa autonomia o sei stato tu a fornirgli gli input primari sotto il profilo lirico? Quale importanza riveste l’aspetto “testuale” nell’economia della tua proposta musicale?
Concordo pienamente, inizialmente pensavo che Alessandro mi avrebbe consigliato un cantante adeguato al progetto, ma poi quando giunse il momento di registrare le voci mi disse: 'Stefano le canto io!' Ricordo bene quel momento: eravamo nel mio studio, a stento riuscii a contenere la gioia! Detto questo, Alessandro ha lavorato in completa autonomia, com’è giusto che sia per un artista del suo calibro. I testi nell'economia del brano possono fare la differenza, anche a livello di melodia!
Ora una domanda che faccio spesso (e che tra l’altro ho rivolto di recente anche al tuo compagno d’etichetta Daniel Gazzoli!), ma che ritengo utile a scopo “orientativo” ... nel convulso e frenetico panorama musicale contemporaneo, fatto di ascolti troppo spesso frettolosi e superficiali, quali ritieni potrebbero essere le tracce di “Viana” in grado di convincere un musicofilo “distratto” ad approfondire come merita il tuo disco?
Grande Daniel! “Straight Between Our Hearts”, a parer mio, racchiude l'essenza della mia musica, la consiglierei a un ascoltatore frettoloso, ma gli consiglierei anche “Feel Your Love Tonight” e “That Place Is You”!
Noto con piacere che critica e pubblico stanno accogliendo molto bene, in maniera del tutto debita, il tuo lavoro ... come vivi quest’apprezzamento così ampio e caloroso? Immagino sia un’enorme gratificazione, nonché una sorta di “ricompensa” per non aver mai “mollato” ...
Sinceramente non me lo aspettavo, fin dall'inizio volevo un disco onesto, ma grazie al talento di tutti quelli che vi hanno preso parte ho avuto di più. Non credevo, però, che il risultato ottenuto piacesse così tanto. Voglio aggiungere che apprezzo molto le tue parole, hai colto nel segno l'essenza della fatica nello scalare la montagna e l'appagamento del raggiungimento della vetta! E in VIANA è accaduto tutto questo! Per me questo lavoro si può descrivere in questo modo.
Ora però, bisogna continuare a “insistere” ... c’è già qualche “avvisaglia” del successore di “Viana” e di chi vi prenderà parte?
Ora vivo il momento, mi dedico alla promozione e alla fine di questo 'processo' vedremo cosa il futuro ci riserverà!
Ritorniamo per un attimo alla tua “storia” ... cosa ci puoi dire dei due lavori realizzati all’inizio della tua parabola artistica e mai pubblicati ufficialmente? E’ prevista anche per loro una qualche attività di “recupero”?
Non credo, riascoltandoli risultano acerbi e sicuramente non all'altezza di VIANA. Ho scritto una frase nel booklet del cd 'Follow your dreams and give it your best!', ecco i precedenti lavori non avevano il meglio!
Sei un musicista abbastanza esperto e frequenti la scena melodica italiana già da un po’ ... mi dici cosa ne pensi e in che cosa - qualora ci sia - credi debba ancora migliorare per raggiungere un’inattaccabile competitività “internazionale”?
Manca una piena consapevolezza di essere bravi quanto gli 'altri', ma soprattutto l'Italia dovrebbe diventare un Paese dove un musicista possa vivere della propria musica.

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Stefano Viana e i social media ... che rapporto hai con questo apparentemente imprescindibile fenomeno comunicativo contemporaneo?
Sono sempre stato un po’ schivo, pertanto non ho mai avuto un profilo socia l... fino al contratto con Street Symphonies! Ora ho una pagina Facebook e un account Twitter e devo dirti che mi piace molto! Ora ho un contatto con persone a cui piace il genere di musica che piace a me... e a cui piace la mia musica!
Nel ringraziarti e nel rinnovare i complimenti, ti concedo in piena libertà il nostro glorioso “microfono” per le ultime parole dell’intervista e per i saluti conclusivi ...
Grazie Marco, vorrei essere io a ringraziare te, per le domande attente e precise e per quest’opportunità! Un saluto particolare a tutti i tuoi lettori... Rock on!

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Area: Classic Area
Gruppo: Viana

Intervista a cura di
Marco Aimasso
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