Hardcore Superstar: un piacevole ritorno al passato (Jocke Berg, vocals)

L'Italia è la loro seconda casa. Un'affermazione forte ed importante quella usata dagli Hardcore Superstar per definire il loro rapporto con il nostro paese e con un pubblico a loro devoto ed affezionato. La band, sempre più in costante crescita e forte dell'ultima release, "HCSS", che segna un netto ritorno alle origini e ai primi lavori della sua discografia, torna in Italia per una nuova ed imperdibile data in supporto ai The Answer e ai Whitesnake del caro David Coverdale. Per festeggiare questa occasione, abbiamo avuto modo di incontrare Jocke Berg nella magica cornice offertaci dal Pistoia Blues, al quale vanno i miei sentiti ringraziamenti, e abbiamo colto l'occasione per fare il punto della situazione sugli attuali e futuri piani della band.

Ciao Jocke e bentrovato! È sempre un piacere averti qui, dato che l’Italia, come spesso dici, è la vostra seconda casa.
Grazie! Sì, a dire il vero ne stavamo parlando proprio mentre viaggiavamo sulla superstrada. Martin mi ha detto: “è strano, è come se fossimo già a casa” ed è esattamente così! Ci sentiamo a casa! È bello essere tornati!
Al momento vi state dividendo tra festival e concerti sparsi qua e là. Come stanno andando le cose?
Le cose stanno andando molto bene! Non abbiamo molti festival quest’anno, poiché non abbiamo un nuovo disco da promuovere, anche se stiamo lavorando a nuovi brani mentre facciamo le varie tappe nei club. Sta andando tutto bene!
L’ultima volta ci siamo visti a Pinarella di Cervia in occasione del tour volto a promuovere la vostra ultima release, “HCSS”. A distanza di così tanto tempo, che tipo di valutazione ci puoi fare? Deduco che l’album sia stato ben accolto…
Sì e no. Voglio dire: quando abbiamo pubblicato il disco, il 50% degli ascoltatori ha detto: “Cosa cazzo è questa roba?”, poiché era materiale diverso rispetto a quello ascoltato nei primi e precedenti album, mentre la restante percentuale ha reagito con un “wow, che figo. È una cosa nuova, sono i nuovi Hardcore Superstar”. Personalmente credo che si debba ascoltare più volte il disco per capirlo, deve crescere con gli ascolti per essere capito, solo così sarai obbligato ad amarlo!
Gli HCSS hanno sempre cercato di inglobare nuove influenze di album in album, però quest’ultima release sembra rifarsi parecchio ai primi album della band. Sarebbe sbagliato dire che avete fatto un passo indietro?
Sì, è giusto. È vero che abbiamo fatto un passo indietro, infatti vi sono tre brani che abbiamo scritto nel lontano 1994. Abbiamo ricevuto questo nastro demo da un nostro fan in Inghilterra, abbiamo ricevuto questo nastro con materiale che non avevamo ascoltato per circa 15 anni o qualcosa del genere. Quando lo abbiamo ascoltato, ne siamo rimasti sorpresi perché suonava ancora molto bene e ci siamo detti: “perché non usare questi brani e renderli più odierni, più moderni ed attuali?”… per cui, sì, hai ragione! Abbiamo fatto un passo indietro sotto quel punto di vista, sì!

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In quest’album si percepisce anche qualcosa che si rifà agli Alice In Chains, “The Ocean”…
Sì, è la mia traccia preferita!
Se non erro, mi è parso di aver letto che alcuni brani di HCSS si rifanno ad alcune prime demo realizzate dalla band. Mi riferisco a “Glue”, singolo di lancio, “Fly” e “Growing Old”. Avete deciso di mantenere il sound originale dei brani o avete rimaneggiato e sistemato qualcosa in fase di registrazione?
Quando abbiamo ripescato questi brani grazie a questo fan, abbiamo cercato di riscrivere le melodie, almeno un po’, in modo da renderle più in linea con il sound odierno degli Hardcore Superstar… per cui abbiamo costruito gli altri pezzi cercando di legarli a questi, per poter ripresentare quell’energia che avevamo già ai tempi. Abbiamo chiesto l’aiuto di Joe Barresi per il missaggio, sai è conosciuto per il lavoro svolto con i Queen Of The Stone Age, Fu Munchu e band del genere. Ha contribuito a darci quel sound che ci ha riportato indietro nel 1994 e ci è piaciuto! Come dicevi prima, a noi piace realizzare cose nuove di album in album, per cui pazientate e vedrete cosa succederà col prossimo, ehehe!
Per quel che riguarda “Touch The Sky”? cosa ci puoi dire? Devo dire che la scelta di chiamare Etzia è stata a modo suo intrigante…
Abbiamo un amico che la conosce, canta magnificamente. Se presti attenzione al verse di “Touch The Sky”, noterai che sono io a cantare, poiché abbiamo lo stesso range vocale, anche se qua si rifà più sullo stile giamaicano. Addirittura mia madre mi ha chiesto: “Sai cantare con un accento giamaicano?” e io stesso le ho detto: “No mamma, non sono io a cantare, è una ragazza!”. Etzia canta anche nelle strofe di “The Ocean”. Quando abbiamo realizzato questo video live a Goteborg, nella nostra città, eravamo di fronte a 15mila persone e abbiamo pensato che fosse bello registrare qualcosa in diretta in questo modo.
Oggi ci troviamo nella magica cornice di Pistoia in occasione del Pistoia Blues, evento che avete tanto promosso sui vostri social. Avevi già suonato a Pistoia prima d’ora?

No, anche se a dire il vero, quando stavamo guidando per venire qua ci siamo detti: “ma siamo già stati qui? No, vero?”. Non so ora se siamo mai stati qui prima d’ora o meno, anche se riconosco le strade…

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Che tipo di aspettative hai riguardo a questo show?
Credo che per gli Hardcore Superstar sia una grande occasione, suonare in questo genere di venues non solo implica esibirsi di fronte ai tuoi stessi fan, ma comporta anche il confrontarsi con altre persone, ci porta a guadagnare nuovi fan, possiamo addirittura “rubare” i fan dei Whitesnake, ehehe. Credo che per noi sia un’ottima cosa!
Ricordo molto bene che quando ci incontrammo a Bologna dicesti che la prima cosa che percepite quando entrate sul palco è l’energia emanata dal pubblico e, cosa molto importante, la band riesce a divertirsi contemporaneamente con il pubblico. Pensi che chi vi vedrà dal vivo per la prima volta questa sera possa avere le stesse sensazioni?
Credo di sì. Sai, ho avuto modo di vedere persone che si sono chieste: “Che robaccia fanno ‘sti Hardcore Superstar? Che roba è?” poi hanno avuto modo di vederci dal vivo e hanno cambiato opinione, perché noi invitiamo il pubblico a stare con noi, non sul palco, ma insieme, cerchiamo di avere questa sinergia come una famiglia. Credo che le persone che non abbiano avuto modo di vederci prima d’ora live saranno contente di vederci, sarà una sorpresa!
Questa sera condividerete il palco con i The Answer, ma soprattutto con i Whitesnake. Siete entusiasti di condividere il palco con gli australiani e con questi mostri sacri britannici?
Uhm, credo di non aver più incontrato né visto i The Answer per anni! Eravamo sotto la stessa etichetta, la Music For Nations, e se ben ricordo, hanno intrapreso la loro carriera in contemporanea con noi. Sono in giro da parecchio tempo, è fantastico! Questa sera suoneremo alle 20 in punto, avremo un set di circa 55 minuti, dopodiché scenderemo dal palco, avremo il tempo per farci una doccia, farci una birra e cercheremo di goderci l’esibizione dei Whitesnake. Non potrebbe andare meglio! Sarà un bel venerdì!
Se non erro a settembre tornerete per un’altra data in veste di headliner, per cui i fan italiani godranno di due date! Cosa puoi dirci a riguardo?
Non lo sapevo, io l’ho saputo questa mattina! Ma di che cosa si tratta? Cioè dove suoneremo? Tu lo sai?
Ma come? Sì, suonerete l’11 settembre qua…
Ah capito. (improvvisamente l’intervista si è interrotta, perché un piccione ha fatto i suoi bisogni sull’intervistato, ndr).

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Ok, torniamo in tema dopo questo episodio spiacevole… Per quel che riguarda la scaletta, invece, possiamo dire che in parte l’avete spoilerata un po’ sui social, soprattutto a noi di Metal.it ma ci riserverete anche qualche sorpresa last minute?
Suoneremo “Hello/Goodbye”, un brano assente dalla scaletta da circa dieci anni, poi ci sarà “Fame” e poi suoneremo anche alcune canzoni punk tratte dal nostro primo album. Queste sono le tre sorprese che vi riserveremo questa sera.
Forse è un po’ presto per dirlo ma siete già al lavoro su un nuovo album?
Sì. Adde ha già iniziato a registrare i nuovi brani, noi abbiamo già avuto l’occasione di sentirli oggi. Negli ultimi mesi ci siamo concentrati nella scrittura dei nuovi pezzi, abbiamo un sacco di idee, non abbiamo ancora completato tutte le canzoni, ma ci stiamo lavorando. Cercheremo di pubblicare il nuovo anno il prossimo anno!
Gli Hardcore Superstar sono ormai attivi da 18 anni. Avete mai pensato di realizzare un bel DVD? Magari live in Italia, visto il vostro amore per questo paese…
A dirti la verità, ne abbiamo parlate così tante volte, poiché sarebbe una faccenda molto grossa da gestire. Sì, ne abbiamo già discusso svariate volte, la prima volta in cui abbiamo affrontato l’argomento è stata nel 2008, durante il tour per la promozione di “Dreaming In The Basket” e ne stiamo ancora parlando. Sì, sarebbe una buona cosa farla soprattutto qui in Italia. Sai, abbiamo suonato al Live Club di Trezzo (MI), è sempre bello pieno, per cui abbiamo pensato che potrebbe uscirne un buon live DVD.
Ok, dire che l’intervista è fatta. Come sempre, lascio concludere a te questa chiacchierata come meglio preferisci!
Vorrei dire questo: ogni volta che rilascio interviste qui in Italia, mi sento veramente grato per tutto il supporto ricevuto dai fan nel corso di questi anni. Sono già passati 15 anni e, come ho più volte detto in passato, l’Italia è la nostra seconda casa, siamo così orgogliosi di essere qui e di suonare per voi. Grazie davvero!
Intervista a cura di Arianna G.

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