(12 novembre 2017)Mr Big + The Answer + Faster Pussycat - 12 Novembre 2017 (Live Music Club, Trezzo sull'Adda)

C’era molta attesa per questa data dei Mr. Big in Italia: l’ultima infatti risaliva ormai al 23 ottobre 2014, sempre qui la live Club di Trezzo D’Adda. Nel frattempo è stato pubblicato quest’anno il loro ultimo disco Defying Gravity.

Il clima è quello delle grandi occasioni: tutto esaurito, audience molto calda e fremente che apprezza anche i gruppi supporters THE ANSWER e FASTER PUSSYCAT. Gira anche voce in sala che il concerto sarà registrato per la futura pubblicazione su dvd!

In ritardo solo di qualche minuto entrano tre dei nostri eroi: Eric Martin, Paul Gilbert e Billy Sheenan accompagnati dall’ormai fedele Matt Starr alla batteria, accolti dal pubblico con grande entusiasmo. E la partenza è al fulmicotone con la classica Daddy, Brother, Lover, Little Boy eseguita da manuale, con l’accoppiata Gilbert/Sheenan sugli scudi con assolo a base di trapano, seguita da American beauty in cui le bellezze presenti in sala, sentendosi sicuramente coinvolte, hanno cominciato a far funzionare a tutta birra le anche, riscaldando il già caloroso ambiente.

Non c’è tempo di rilassarsi e la band riparte con la prima di What if, Undertow, che ormai il pubblico conosce molto bene e risponde con altrettanto coinvolgimento. Ma è con Alive and Kickin’ che si capisce quanto ci mancano le canzoni del primo album, con Gilbert – in grande forma - a dare lezioni di blues a tutti i chitarristi sicuramente presenti in sala.

Ed è soprattutto con Temperamental che l’emozione prende definitivamente il sopravvento, grazie all’ingresso on stage di Pat Torpey che, nonostante la malattia inesorabile dispensa grandi sorrisi e un impegno encomiabile sia nel suonare le percussioni che nelle parti corali.

L’accoglienza è commovente e raggiunge il climax quando, nella successiva Just Take my Heart, Torpey si siede alla batteria suonandola in maniera impeccabile. Il tempo di ricevere l’ondata di applausi e la formazione al completo si butta su 2 dei pezzi più belli e conosciuti del repertorio: Take Cover e Green-Tinted Sixties Mind.
Giusto il tempo di calmarsi che la band sciorina il nuovo hit Everybody Needs a Little Trouble, seguita dalla trascinante Price You Gotta Pay, terminata con il momento che molti chitarristi- e non - aspettavano: il solo di Mastro Gilbert.

Che non solo ha soddisfatto ma ha anche strabiliato i presenti, grazie sicuramente al briciolo di pazzia che governa il nostro cerimoniere, con l’utilizzo anche di una vecchia Ibanez delle sue – poggiata su un reggichitarra orizzontale – e un eco infinito che sta diventando sempre più il suo marchio di fabbrica. La bellezza del suono e un onnipresente amore per il blues hanno reso l’intervento del nostro Maestro inarrivabile, dimostratosi in grande forma. C’è ancora tempo per la nuova Open Your Eyes prima del momento acustico, con l’ormai classica versione di Wild Word di Cat Stevens e Damn I’m in Love Again, contenuta nell’ultimo album, prima di ricadere dritti negli anni 90 con R&R Over. Qui si balla di brutto, per poi tuffarsi nel delirio di Around the World, che non si ferma fino all’immancabile solo di basso: qui Billy dimostra di essere davvero uno dei più grandi esponenti rock dello strumento soprattutto dell’ultimo ventennio.

Ma l’orgia non si vuole veramente fermare, con continui scambi strumentali tra Paul e Billy per l’ultimo brano della serata Addicted to That Rush prima degli immancabili – e a gran voce richiesti – bis.
Che purtroppo sono stati caratterizzati da un calo di voce di Martin, percepita soprattutto nella dolce To Be With You. Niente di male, con la solita maestria e ben conscio dell’abbassamento dovuto all’età matura riesce a sostenere l’encore che è composto da 2 brani nuovi – 1992 e Defying Gravity, ultima definitiva canzone in scaletta – e il pezzo più “abbaiante” della storia del rock: Colorado Bulldog. Non sarebbero usciti dal locale se non l’avessero suonato, visto come è stato richiesto a gran voce!

Che dire: come al solito il gruppo non ha perso un colpo, nonostante i problemi di salute e la raggiunta mezza età. Soprattutto Gilbert e Sheenan hanno dimostrato di essere ancora i riferimenti per tutti i manici del mondo. E per quanto riguarda i brani nuovi, che nell’album hanno un po' deluso soprattutto per il livello di registrazione, nel live si sono rivelati molto più freschi e godibili. Alla prossima!

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