(02 luglio 2017)Blind Guardian + Ensiferum + Turisas + Grave Digger + Firewind - Ippodromo del Galoppo di San Siro Milano

Ottimo inizio per un festival che può è deve crescere molto!

Si può affermare con certezza che la prima edizione del Battlefield Metal Fest è promossa a pieni voti, certamente non senza qualche piccolo “difettuccio" da imputare principalmente al fatto che fosse la prima edizione, da cui sicuramente si ripartirà per migliorare la prossima edizione!


L’ottima location dell'ippodromo del Galoppo di San Siro è probabilmente la migliore che si potesse scegliere, in città, comodissima da raggiungere con i mezzi pubblici, ottimo palco, ottimi suoni, niente asfalto rovente, e fortunatamente le temperature a Milano in questi giorni sono decisamente più gradevoli rispetto una settimana fa.

Noi di Metal.it alle 14:00 siamo già sul campo di battaglia, in anticipo come consigliato dall'organizzazione, in seguito ai controlli meticolosi, imposti dal questore per motivi di ordine pubblico dopo i noti fatti avvenuti a Torino.

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Ottimo il rapporto qualità/quantità del bill, una sesta band avrebbe suonato togliendo spazio e qualche pezzo magari ai Grave Digger o gli Ensiferum.

La composizione del festival, è stata perfetta: gli headliner, tre gruppi importanti ai quali è stata concessa tutti un’ora o poco più per la loro esibizione, e poi l’opener che nonostante il meno tempo a disposizione e l'ingrato compito di suonare mezz'ora dopo l'apertura dei cancelli, è stato all’altezza dell’evento.

Il tutto ad un prezzo, neanche esagerato considerando che ormai pure i concerti per vedere un singolo artista bisogna pagarli profumatamente, gli organizzatori del Battlefield Metal Fest, sono riusciti nel miracolo di tenere bassi i costi, offrendoci un bill di altissimo livello, tanto per dire già solo Blind Guardian e Turisas insieme valevano il prezzo del biglietto. 

Ovviamente a fronte di tutto ciò, esiste anche il rovescio della medaglia, se parlassimo solo bene non saremmo del tutto obiettivi, come dicevamo qualche problemino lo abbiamo riscontrato, tralasciando ovviamente quelli dovuti ai controlli delle forze dell’ordine. 


Ciò che salta subito all'occhio è la scrupolosità con cui le forze dell'ordine effettuano i controlli, probabilmente in alcuni casi, possono sembrare addirittura esagerati, (roba che neanche a San siro per Inter - Barcellona) ormai però la situazione è questa, che piaccia o no, certo quando si arriva a “sequestrare” una cintura borchiata, i trucchi (ma ragazze! dovete per forza portavi i trucchi nella borsetta ad un concerto Metal??? Nda) addirittura abbiamo sentito di persone a cui sono stati “contestati” gli scarponi con le borchie, ovviamente tutto ciò non è imputabile agli organizzatori, anche se visti i severi controlli che erano stati annunciati, forse sarebbe stato il caso di aprire i cancelli molto prima, per poter così permettere a tutti, di assistere all’esibizione dei Firewind

Mancanza totale di zone d'ombra, col senno di poi sarebbe bastato un tendone con alcune panche per potersi riprendere dalle varie “battaglie” che si sono susseguite.


Pochi punti di ristoro, di cui uno ha chiuso praticamente all’inizio del concerto degli headliner, con lunghe code per prendere un panino e birra decisamente non a buon mercato.


Poco merchandising e zero bancarelle da festival, peccato perché con tutto quello spazio disponibile, vedere qualche altro stand popolare il “campo di battaglia” sarebbe stato davvero fantastico.

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Encomiabile il rispetto degli orari, e gli sforzi dietro le quinte per gestire i meet&greet.


Alle 15:00 in punto salgono sul palco i Firewind, col loro melodic power metal pronti ad infiammare il poco pubblico presente, molti ragazzi sono bloccati all’ingresso in seguito ai controlli di cui abbiamo già parlato, quelli presenti sotto il palco “sfidano” il sole, dimostrando di apprezzare la prova della band ellenica. 



Firewind

Ode to Leonidas
We Defy

Head Up High

Hands of Time

World on Fire

The Fire and the Fury

Mercenary Man
Falling to Pieces


ALBUM FOTOGRAFICO QUI

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Dopo un veloce cambio di palco è la volta degli attesissimi Grave Digger, la band tedesca è scatenata, una macchina oleata alla perfezione capitanata dal carismatico leader Chris Boltendhal, che propone brani storici, pescati un pò da tutta la discografia della band.
Sicuramente il momento di maggior impatto è stata la doppietta finale, "Rebellion" e "Heavy Metal Breakdown".



Grave Digger


Healed By Metal
Lawbreaker

Witch Hunter

Killing Time

Ballad of a Hangman

The Dark of the Sun

Hallelujah

Excalibur

Season of the Witch

Highland Farewell

Rebellion
Heavy Metal Breakdown



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Ma veniamo ai veri eroi della giornata, i Turisas!

Il messaggio che la band aveva pubblicato sulla sua pagina Facebook era alquanto eloquente.




"DUE GIORNI PRIMA DELLO SHOW:


Il bassista Jesper Anastasiadis è stato ricoverato ed è dovuto essere sostituito all'ultimo minuto e senza prove."

"UN GIORNO PRIMA DELLO SHOW:

Il bagaglio della band è smarrito da Air Berlin: strumenti, attrezzature, costumi… tutto."


"IL GIORNO DELLO SPETTACOLO:

Il volo della di Olli Vänskä’ è costretto a tornare indietro a Helsinki a causa di un uccello che ha colpito la turbina dopo la partenza.


Secondo le informazioni che abbiamo al momento, il suo nuovo volo dovrebbe atterrare a Milano circa 30 minuti prima dello show."

A questo punto ci si sarebbe aspettato che la band decidesse di non suonare, sarebbe stato anche comprensibile e probabilmente molte altre band al loro posto avrebbero preso questa decisone!


Non loro, non i Turisas, che non hanno mollato, anzi con molta umiltà hanno chiesto “aiuto” ai fans chiedendo loro di portare pitture rosso e nere per il face painting, e infine sono riusciti a regalarci un’esibizione mozzafiato.


Poco importa che in scaletta mancasse “Battle Metal”, oggi la vera battaglia l’hanno vinta loro, come dei veri guerrieri.
“Stand Up And Fight”



Turisas

To Holmgard and Beyond
A Portage to the Unknown

Cursed Be Iron

Fields of Gold

In the Court of Jarisleif

Five Hundred and One

The Dnieper Rapids

Miklagard Overture


Encore:
Stand Up and Fight



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Dopo il folk Metal dei Turisas, ecco arrivare il momenti degli Ensiferum che fanno il loro trionfale ingresso sul palco,  sferrando subito una doppietta micidiale "From Afar" e "Token of Time", come inizio non ce male!

Ma siamo solo alle battute iniziali, "Warrior Without a War", “One More Magic Potion”, sono due inni di battaglia! in particolare modo la seconda, che personalmente ritengo essere fra i migliori brani di tutta la discografia  degli Ensiferum.



Tutta la band è in ottima forma, a partire dalla talentuosa Netta Skog, che non riesce provo a star ferma sul palco correndo da una parte all’altra, dimostrando ancora una volta che l’ex Turisas aggiunge più dinamicità ai nostri Vichinghi.
Sembra quasi che Petri e Sami non riescano a starle dietro, ciò nonostante anche loro tengono il campo di battaglia in maniera epica!


Purtroppo si sente la mancanza della battagliera “Iron”, ma il pubblico sembra non accorgersene e si arriva così in dirittura d’arrivo senza rendersene conto.
“In My Sword I Trust” e “Two Of Spades” che rappresentano la perfetta appendice di una serata trionfale ma è con “Lai Lai Hei” che l’epicità tocca i massimi livelli!



Ensiferum

From Afar

Token of Time

Warrior Without a War

One More Magic Potion

Heathen Horde

Axe of Judgement

Burning Leaves
In My Sword I Trust

Two of Spades

Lai Lai Hei



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La giornata è stata lunga, il sole riesce ancora a fare capolino alle spalle del grande palco del Battlefield, quando alle 21, puntuali come un orologio svizzero, arriva il momento più atteso della manifestazione, finalmente è il turno dei 'bardi

.

Il tema della serata lo conosciamo già, i Blind Guardian suoneranno tutto "Imaginations from the Other Side", ma non subito, si parte infatti con "The Ninth Wave" tratta dall'ultimo lavoro "Beyond the Red Mirror” cui segue la storica "Welcome to Dying".


Ma è con la successiva "Nightfall" che la battaglia entra definitivamente nel vivo!

"Fly" sarà il preludio a "Imaginations from the Other Side" suonato per intero senza soste, fino all'epilogo "And the Story Ends"

Ma la battaglia deve continuare, così i nostri tornano sul palco con "Sacred Worlds" tratta dal più recente passato della band, ed infatti non riesce a scaldare più di tanto il pubblico che si aspetta ben altre sorprese.
Il tema sembra essere già delineato, con l'attesissima ed immensa "Valhalla", un rullo compressore capace di demolire qualsiasi cosa incontri lungo la sua strada!


La seguente "The Bard's Song - In the Forest", è proprio quello che ci vuole per tirare il fiato, epica, gigantesca, emozionante, una delle ballad più belle di sempre, non solo dei Blind Guardian!



Siamo quasi in dirittura d'arrivo, ed ecco le note di "Mirror Mirror" che sembrano essere l'epilogo di questa lunga giornata, ma il pubblico non è d'accordo ed invoca a gran voce ancora una canzone, giunge così il momento dei saluti non prima però che i 'bardi regalino ai presenti la gloriosa "Majesty", che effettivamente risulta essere la panacea per i tanti che aspettavano fin dall'inizio delle ostilità questa canzone!


Adesso si che si può dire… The story Ends … but The journey must procede!


Blind Guardian


The Ninth Wave
Welcome to Dying

Nightfall

Fly

Imaginations from the Other Side

I'm Alive

A Past and Future Secret

The Script for My Requiem

Mordred's Song

Born in a Mourning Hall

Bright Eyes

Another Holy War

And the Story Ends


Encore:
Sacred Worlds
Valhalla

The Bard's Song - In the Forest

Mirror Mirror

Majesty


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