(13 dicembre 2016)Saxon + guest - 13 Dicembre 2016 (Music Factory, Bologna)

SAXON + OVERTURES – 13 Dicembre 2016 – Bologna


Erano mesi che erano state annunciate le tappe italiane del tour che ha visto i mitici Saxon accompagnarsi alle altrettanto mitiche Girlschool. Quelli con più memoria ricorderanno che questa formazione era parte del tour che i Motorhead avrebbero dovuto affrontare un annetto e mezzo fa, e che poi è stato annullato per i problemi di salute di zio Lemmy. Un trittico di tutto rispetto che avrebbe assicurato uno show devastante. Rischedulato, si è arrivati alla formazione a due, certamente più povera ma in ogni caso interessante.

Immagine


Naturalmente quando le cose sono troppo belle e precise deve per forza andare storto qualcosa, e così a 4-5 giorni dall’inizio del tour italiano ecco che le Girlschool danno forfait per non meglio precisati motivi (ovviamente le male lingue si sono sbizzarrite nel mettere in giro una marea di dicerie sull’accaduto, senza, ovviamente, citare fonti certe). Come se non bastasse, per le gravi condizioni di salute della moglie, il bassista dei sassoni Nibbs Carter è stato costretto ad abbandonare il tour. Va da se che per quanto la cosa possa aver lasciato un po’ di amaro in bocca, davanti alla salute nessuno può mai permettersi di giudicare, per cui tanto di cappello a Nibbs per la sua decisione, e auguri di guarigione per la povera moglie. Il suo posto è stato prontamente preso da Gus Macricostas, ex Battleroar, ex Casus Belli, che come vedremo ha svolto in maniera impeccabile il proprio lavoro. Così come il posto delle Girlschool è stato preso dagli italiani Overtures, e questa è stata una scelta decisamente meno azzeccata. C’erano decine di gruppi che si adattavano meglio al tipo di serata, anche della penisola, ma evidentemente i ben noti giochi di mercato hanno fatto ricadere la scelta sulla band friulana, che c’entrava con lo show come un cucchiaio di nutella su un piatto di carbonara!

photo: Marinella Tomassone

OVERTURES
Per carità, non voglio massacrare gli Overtures per partito preso, perché hanno dato vita ad uno show sicuramente molto professionale. Pure troppo, forse, ed è questo il problema, nel senso che rientrano in quella schiera di gruppi che col metal c’appizzano veramente poco. Look fighetto, tutti precisini, attitudine zero, due coriste (!!!), i nostri sono impeccabili dal punto di vista tecnico/esecutivo, quanto sono freddi come un ghiacciolo al limone, figli perfetti del pessimo modo di intendere il metal degli ultimi 15 anni. Ad ogni modo i friulani cercano di sfruttare al meglio i 45 minuti a loro disposizione. Il loro metal è molto pomposo e pieno di arrangiamenti, il tasso tecnico, come già sottolineato è molto alto, e nonostante le mie considerazioni personali i più affezionati sotto il palco sembrano gradire quanto proposto, tributando al sestetto anche qualche ovazione. In ogni caso nulla che possa lasciare agli annali la loro esibizione, anche se l’umiltà con la quale la band ha accettato di partecipare al tour va sottolineata, per cui applausi…



SAXON

Quando sono arrivato davanti al locale avevo temuto un mezzo flop, in quanto i presenti erano si e no una ventina. Evidentemente mi sbagliavo, forse proprio perché i bolognesi conoscendo gli orari dell’inizio dei concerti nella loro città, sono arrivati tutti dopo una certa ora, riempendo in ogni dove il Music Factory, con un colpo d’occhio veramente notevole e un giusto tributo ad uno dei pilastri della nostra musica. Già, perché è proprio questo quello che sono i Saxon, uno dei pilastri dell’heavy metal, e questa sera l’hanno dimostrato per l’ennesima volta con uno show che definire impeccabile è riduttivo. Abituati tanto ai mega palchi dei mega festival estivi quanto a situazioni più intime come quelle di questa sera, per Biff e soci non fa differenza trovarsi davanti a 40000 o a 500 persone, una volta saliti on stage danno sempre il 1000%. Se a questo aggiungete una marea di classici capirete come il concerto è decisamente in discesa per i nostri. Biff è come sempre simpaticissimo, interagisce con il pubblico, lo fomenta, scherza, racconta aneddoti, ma soprattutto, cosa non da poco, ha ancora una voce perfetta, che non accusa neanche un calo durante tutta la durata dello show. E fa da contraltare ai due axeman Paul Quinn e Doug Scarratt, decisamente più timidi e schivi, ma altrettanto efficaci dal punto di vista chitarristico. Dell’ottimo lavoro svolto da Gus Macricostas abbiamo già accennato. Nonostante il poco tempo a disposizione ha imparato alla perfezione le linee di basso, e ha approcciato il concerto con un’umiltà e un’emozione notevoli. Chi impressiona, invece, è Nigel Glocker, una vera e propria macina dietro i tamburi, che nonostante i problemi di salute accusati qualche anno fa continua a pestare come un ossesso. Ma veniamo alla musica… “Battering ram” introduce la band sul palco, con dei suoni nitidi e potenti al tempo stesso, e pochi orpelli se non qualche gioco di luce. Ma già dal secondo brano, l’immortale “Heavy metal thunder”, un vero e proprio inno generazionale, si capisce che saranno i classici a farla da padrona questa sera. Volete qualche nome? “Strong arm of the law”, “Dallas 1 p.m.”, “20.000 ft”, “And the bands played on”, e così via, è un susseguirsi di classici ed emozioni. Così come emozionante è stato il tributo che la band ha deciso di pagare a Lemmy, con una potentissima e riuscitissima cover di “Ace of spades”, un omaggio ad un altro pilastro del metal, eseguito con l’umiltà che solo i grandi possiedono… La cinquina finale è da cardiopalma: “Wheels of steel”, “747 strangers in the night”, “Crusaders”, “Denim and leather”, “Princess of the night”!! Non so se mi spiego, qui stiamo parlando della storia del metal, con brani immortali entrati di diritto nell’immaginario di ogni metallaro che si rispetti… L’impressione che ho avuto è che la band si diverta ancora tantissimo on stage, ed è sicuramente questo che fa la differenza. Sono sicuro che se avessero potuto sarebbero usciti e rientrati almeno altre 4 o 5 volte per gli immancabili bis, perché era evidente come loro stessi per primi fossero contenti di continuare a suonare. Cosa dire? Finché questi “dinosauri” del metal continueranno ad infiammare le platee come è successo questa sera qui a Bologna, direi che possiamo dormire sonni tranquilli. L’abisso che c’è tra band come i Saxon e le cosiddette nuove leve è incredibilmente enorme, con buona pace dei modernisti e dei finti metallari. Biff e soci sono ancora in grado di mettere il sale sulla coda ai vari Avenged Sevenfold, Bullet For My Valentine e porcherie simili. Sarebbe ora di riscoprire il vero metal, sarebbe ora di riportare il vero metal nella sua dimensione primitiva ed originale, l’unica vera e valida…

Setlist:
BATTERING RAM
HEAVY METAL THUNDER
SACRIFICE
SOLID BALL OF ROCK
NEVER SURRENDER
CHASING THE BULLET
STAND UP AND BE COUNTED
THE DEVIL'S FOOTSTEP
STRONG ARM OF THE LAW
POWER AND THE GLORY
20.000 FEET
QUEEN OF HEARTS
AND THE BANDS PLAYED ON
DALLAS 1 P.M.
ACE OF SPADES (MOTORHEAD COVER)
WHEELS OF STEEL
LET ME FEEL YOUR POWER
747 STRANGERS IN THE NIGHT
CRUSADERS
DENIM AND LEATHER
PRINCESS OF THE NIGHT



Dopo la disanima strettamente musicale, permettetemi di esprimere un paio di opinioni per quanto riguarda il Music Factory. Locale spettacolare dal punto di vista tecnico, con bel palco, belle luci, ottimo impianto. Peccato che stia in culo ai lupi, per cui, come spesso accade, i poveri cristi che giungono da fuori città, oltre a doversi sobbarcare il viaggio devono anche affrontare l’ennesima odissea per arrivare alla location. Niente di che, direte voi, siamo abituati. Certo. Poi arrivi lì e scopri che la tessera ARCI è obbligatoria altrimenti non puoi entrare, quindi oltre ai 30€ di biglietto, cacciane altri 10 (!!!) per la tessera (qui da noi costa 5, vi dico solo questo). A questo punto dici: ok, è un circolo ARCI, i prezzi dentro saranno modici, visto che non pagano le tasse. Certo, una birra altri 5€, come in un normale pub/discoteca. Hai fame? Il Factory non ha cucina, perciò o ti attacchi, o aspetti che il paninaro zozzo arrivi all’esterno del locale per rifocillarti (a prezzi alti, ovviamente!). Finisce il concerto, non passano autobus notturni, per cui o hai la fortuna di trovare un’anima pia (come è successo a me) che ti dia un passaggio fin dove devi arrivare, oppure hai sempre l’opzione taxi, che per 1,5km (tanto distava il mio B&B) ha avuto la faccia tosta di chiedermi 15€!! Morale della favola, quanto deve costare un concerto tra: viaggio, ingresso, tessera, birre, panino, taxi, etc? Uno sproposito. Per quanto tempo ancora dovremo continuare a sopportare tutto questo senza poter dire nulla? Perché gli organizzatori non le valutano queste cose nel momento in cui scelgono una location invece di trattarci sempre e comunque come animali da soma? La questione è annosa e penso che mai troverà risposta o risoluzione, però permettetemi almeno di sottolinearlo ogni qual volta me ne capita l’occasione…

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