(24 ottobre 2015) Hardcore Superstar + Michael Monroe @ Rock Planet di Pinarella (RA)

Info

Provincia:RA
Costo:€22,00 + d.p., €25,00 in cassa
“L’Italia è la nostra seconda casa”. Non è un mistero, quindi, che gli Hardcore Superstar da sempre considerino gli italiani la loro seconda famiglia e, proprio per dimostrare questo grande amore che li lega al nostro paese, Jocke Berg e soci hanno pensato di “omaggiare” i fan proponendo ben tre date, distribuite armonicamente sul territorio nazionale, che si riveleranno uno tsunami di energia e divertimento a 360 gradi. Ad accompagnare la band svedese troviamo niente di meno che l’ex frontman degli Hanoi Rocks, Michael Monroe, fresco di pubblicazione del suo nuovo album, “Blackout States” e i rockers Chase The Ace.

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Direttamente dall’Inghilterra, loro paese di “adozione” (poiché 3 membri su 4 sono israeliani), i Chase The Ace questa sera avranno modo di far conoscere il loro mix incendiario di hard rock e sleaze. Nel brevissimo tempo a loro concesso, la band riuscirà a conquistare il cuore dei fan italiani grazie al loro set - che si rivelerà veramente di qualità e che lascerà di stucco persino la sottoscritta – e presenterà alcuni brani che saranno ben acclamati e applauditi dall’audience presente in sala. Si parte con la giusta carica con “The Cats Is On The Loose”, che da subito mostra la forte carica e spavalderia del quartetto per poi proseguire con “The Stalker” e “Fortunate Seed”, brani tratti dal loro secondo album, “Hell Yeah”, in uscita a breve sul mercato discografico. Sarà, però, solamente con l’accoppiata “Bad Seed” e “Raise Your Glass” (celebre cover dei Pink Floyd) che la band di Roi Vito Peleg catturerà l’attenzione di ciascun astante, pronto a cantare a squarciagola e a movimentarsi in compagnia di questi giovani artisti. La voce del frontman, graffiante e considerata “suadente” da qualche ragazzina del pubblico, ammalia e stupisce per la grinta. Il tempo corre velocemente per questa giovane band inglese e, in pochi istanti, ci si accinge ad arrivare alla parte conclusiva con la coinvolgente “Hell Yeah”, che per l’occasione vedrà i musicisti interagire con il pubblico grazie al lancio (anche se si è trattato perlopiù di una sorta di botta e risposta) di alcuni palloni gonfiabili di color rosso. Una performance, questa, all’insegna dell’allegria più sfrenata a suon di puro rock regalata da una band che ha saputo intrattenere e divertire un pubblico ancora “tiepido” e pronto ad esplodere con l’arrivo de l mitico Michael Monroe.

Scaletta:

The Cats Is On The Loose
The Stalker
Fortunate Son
Bad Seed
Raise Your Glass
Hell Yeah
California


Al termine dell’ottima prestazione offerta dagli inglesi, il locale si è gradualmente riempito, d’altronde il binomio Michael Monroe e Hardcore Superstar si è rivelato molto ghiotto per tutti quei fan che da sempre hanno sperato di poter assistere ad un live show di questa portata. Sono circa le 21 quando sulle note di “’78” fa l’ingresso il biondo singer finlandese, accompagnato per l’occasione da una lineup di tutto rispetto. In sala si scatena letteralmente il putiferio, il pubblico è completamente rapito dall’ex frontman degli Hanoi Rocks che da subito viene accolto e acclamato a gran voce, soprattutto dalle sue più fiere sostenitrici. Per chi, come la sottoscritta, ha avuto modo di assistere a tanti live show nel corso degli ultimi anni risulta piuttosto arduo descrivere a parole e nel dettaglio la performance di Monroe, poiché bisognerebbe vivere personalmente l’esperienza per capire quanta energia sprigiona questo piccolo uomo. Il set proposto questa sera ripercorre gran parte della carriera solista dell’artista e, come da tradizione, presenta anche qualche brano degli Hanoi Rocks come “Oriental Beat”, “Tragedy” e “Malibu Beach Nightmare”, senza disdegnare il periodo legato ai Demolition 23, di cui verranno presentati solamente due pezzi ed un paio di cover utilizzate come degna conclusione di una scaletta che ha saputo offrire la creme della creme. Nonostante l’età che avanza, il polistrumentista finlandese dimostra di avere ancora un forte spirito giovanile, è un vero animale da palcoscenico e mai mi sarei aspettata una simile energia: Monroe, infatti, ha sfoggiato tutta la sua grinta saltellando da una parte all’altra dello stage e cercando una continua interazione con il suo pubblico... insomma, un vero entertainer, una trottola umana! Sono rimasta veramente impressionata dal suo comportamento,anche se da un’artista della sua grandezza questo era il minimo che ci si potrebbe aspettare! È bello poter vedere come Monroe sia ancora quel festaiolo che abbiamo imparato a conoscere negli anni e il successo di questo clima festoso non è solamente suo: gran parte della buona riuscita di questa performance è merito sia del pubblico che lo ha sempre accompagnato in ogni singolo minuto, sia dei suoi fedeli compagni di avventura. Nella baraonda più totale, Michael Monroe questa sera ha offerto una prestazione mirabile e non ha minimamente deluso le aspettative di chi, come la sottoscritta, non sapeva a cosa sarebbe andato incontro. A noi poveri fan non resta che aspettare un nuovo appuntamento dal vivo per replicare il successo della serata.

Scaletta:

’78
This Ain’t No Love Song
Old Kings Road
Trick Of The Wrist
Oriental Beat” (Hanoi Rocks)
Ballad Of The Lover East Side
Man With No Eyes
R.L.F
Goin’ Down With The Ship
Hammersmith Palais (Demolition 23)
Got Blood?
Stained Glass Heart
Tragedy(Hanoi Rocks)
Malibu Beach Nightmare (Hanoi Rocks)
Up Around The Bend (Creedence Clearwater Revival cover)
Dead, Jail Or Rock’n’Roll
Nothing’s Alright (Demolition 23)
I Wanna Be Loved (The Heartbreakers cover)


Al contrario delle più diverse supposizioni, questa sera il Rock Planet di Pinarella ospita un nutrito numero di fan accorsi da ogni parte d’Italia e d’Europa per assistere al concerto degli svedesi (molti personaggi hanno affermato di aver pagato il ticket per tutte e tre le date italiane, questa è quella che si chiama “dedizione”). C’è giusto il tempo per gli addetti di smontare e sistemare l’attrezzatura e far rifornimento al bar prima di immergersi anima e corpo in uno show che trasuderà energia da tutti i pori. Sulle note di un overture creata ad hoc solo per i live italiani che recita: “Date il benvenuto ai vostri quattro spaccaculi nati dallo stesso utero svedese. A questi ragazzi piace il casino. E a voi piace, vero? Accogliete questi quattro bastardi: Adde, Jocke, Martin e Vic. Loro sono gli Hardcore Fucking Superstar!” prende vita lo show. Si parte con l’acceleratore con l’iniziale “Sadistic Girls”, brano tratto da “Split Your Lip”, album pubblicato nel 2010 e che qui troverà un ampio spazio nella scaletta. Da subito appare evidente come Jocke Berg e soci siano visibilmente carichi e pronti a dare il via a un concerto all’insegna dell’euforia e del casino più totale, lo stesso frontman è una molla e non si ferma un solo istante, poiché pienamente concentrato sia dalla performance che da un pubblico letteralmente euforico e determinato ad accompagnare il quartetto per tutta la durata del set! Nonostante la scaletta, come appena menzionato, fosse improntata maggiormente sui brani più conosciuti, trovano spazio anche due pezzi dell’ultima – e un po’ tanto bistrattata - release della band, “HCSS”, ovvero “Touch The Sky” e “Don’t Mean Shit”, che in questa sede live hanno una maggior resa rispetto alla versione in studio… ma le sorprese non finiscono qui! Durante il corso della serata, i nostri, sorprendentemente, riservano agli spettatori persino una piccola parentesi unplugged: le luci calano, Vic Zino imbraccia una chitarra acustica e accompagna il frontman durante l’esecuzione di “Standin’ On The Verge”. Un momento intimo, questo, creato volutamente per permettere ai musicisti di ricaricare le pile in vista della seconda parte del set, quella forse più sentita dal pubblico. Applauditi a gran voce e visibilmente commossi, i musicisti ringraziano rimarcando ancora una volta il loro amore per il nostro paese; d’altronde si sa che l’Italia è veramente la loro seconda casa, lo stesso Berg ne ha data piena dimostrazione durante il corso degli ultimi anni e poco prima di raggiungere la parte conclusiva dello show comproverà nuovamente quanto testimoniato! Terminati i ringraziamenti, si riprende il fiato e si riparte con la doppietta “Hateful” e “Moonshine”, che purtroppo ci anticipa l’encore: ecco, infatti, che come la tradizione vuole Jocke chiama sul palco il fidato tour manager Rick, impegnato a servire i classici shottini che ci annunciano l’arrivo di “Last Call For Alcohol”, cantata a squarciagola da tutti gli astanti. Purtroppo, come tutte le feste, si ci avvicina molto velocemente alla fine con “We Don't Celebrate Sundays”, degna canzone per accogliere questa nuova domenica, come dichiarato dallo stesso Berg, e “Above the law”, che qui sarà protagonista di un piccolo ma divertentissimo siparietto: durante l’esecuzione del brano, il povero fonico sarà infatti la vittima designata ad un piccolo “gesto di bullismo” da parte della band stessa e verrà, purtroppo, lanciato letteralmente sul pubblico. Riassestatosi dalla “botta” subita, il fonico ha voluto ricambiare il “nobile gesto” vendicandosi sul batterista che si è visto sprovvisto poco alla volta della batteria, smontata pezzo per pezzo, rimanendo con un solo tamburo e una sola bacchetta. Nonostante la domenica sia iniziata proprio da pochi minuti, i fan degli HCSS hanno festeggiato degnamente in compagnia di tre validissime band che hanno saputo regalare tre performance di alta qualità e quando si parla degli Hardcore Superstar è risaputo che lo spettacolo è una garanzia.

Scaletta:

Sadistic Girls
Guestlist
Touch The Sky
Medicate Me
Bully
Wild Boys
Dreamin' in a Casket
Into Debauchery
Standin' on the Verge
Don't Mean Shit
Hateful
Moonshine
Last Call for Alcohol
We Don't Celebrate Sundays
Above the Law
Report a cura di Arianna G.

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