(06 luglio 2013) Stormlord: studio report del nuovo album "Hesperia"

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Provincia:RM
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Sono passati ormai ben 5 anni da quel "Mare Nostrum", uscito nel 2008 per la defunta label spagnola Locomotive, che al tempo riuscì nell'impresa di accantonare le polemiche ed il gossip che da sempre attorniano i capitolini Stormlord; infatti il quarto full length della band capitanata da Cristiano Borchi fu accolto da critica e pubblico con grande unanimità, alla luce di un songwriting ormai completamente adulto, maturo, bilanciato tra un black metal sinfonico e una concezione di epicità decisamente mediterranea, a cui gli Stormlord hanno sempre fatto riferimento, anche nei dischi precedenti, con continui riferimenti alla storia e gli accadimenti della nostra penisola.

Ancora di più, gli Stormlord per questo nuovo quinto album hanno deciso di alzare l'asticella, cimentandosi in qualcosa di ancora più maestoso e ricco ed ovviamente, al tempo stesso, ancora di più complicata e difficile realizzazione: infatti il nuovo album che si intitola "Hesperia", che uscirà per la label tedesca Trollzorn il prossimo 20 settembre, è un concept album basato nientedimeno che sull'Eneide di Virgilio e che presenta innumerevoli particolarità ed uno studio alle spalle palesemente enorme, vedi l'uso del latino nei testi, addirittura gli originali cantati in metrica - come avviene nell'opener "Aeneas", cosa che io sappia mai accaduta prima nel metal - e chi ha fatto il liceo classico e l'epica sa cosa voglia dire...

Prima di passare all'album vero e proprio, è bene specificare che lo stesso gode di una produzione mastodontica, curata nei minimi dettagli ed atta ad esaltare i continui momenti cinematografici e da "kolossal" che i brani di "Hesperia" contengono, ottenuta ancora una volta agli Outer Sound Studios di Giuseppe Orlando con il mastering ad opera di Mika Jussila dei Finnvox Studios, già padre del sound di Stratovarius e Nightwish, fra i mille altri.

Venendo al disco vero e proprio musicalmente parlando, al contrario di quanti ne hanno scritto finora, il sottoscritto non pensa e scrive la classica frase "se vi sono piaciuti fino ad oggi questo disco non vi deluderà" o il suo opposto "se non li avete mai trovati di vostro gradimento non sarà questo il disco a farvi cambiare idea", anzi oserei dire tutto il contrario.
Sono rimasto decisamente spiazzato al primo ascolto di "Hesperia" e non nascondo il personale disagio di fronte a qualcosa che non mi aspettavo: l'epicità "asciutta", alla Amon Amarth, di Mare Nostrum è completamente stravolta in "Hesperia" in qualcosa di molto più drammatico, magniloquente, narrativo e, come detto precedentemente, cinematografico.

A costo di sembrare ridicolo, visto che è un tormentone del nostro forum, mai la frase "cresce con gli ascolti" è stata usata più a ragione nella storia della musica. Quanto più un disco è accurato, studiato minuziosamente, pensato e ragionato per mesi in ogni minimo particolare, e più è il tempo che necessita all'ascoltatore per metabolizzarlo, capirlo, accettarlo, sempre che ne abbia voglia e tempo ovviamente.

Le sfuriate "a dritto" del passato sono pressochè scomparse; di estremo, l'epic metal dei nostri, ha ormai conservato solo gli scream del proprio cantante; il tono narrativo dà luogo a continui break, passaggi rallentati e sussurrati, in cui emerge uno studio oggettivamente imponente, che sfocia nell'uso di percussioni mediterranee, strumenti a fiato di origine sarda, mandole e quant'altro, consegnando all'ascoltatore tonnellate di materiale, suoni, note, evocazioni ed interludi che vogliono e pretendono ore per essere digeriti.

Approcciandosi a "Hesperia" con lo stesso spirito di, chessò, "The Gorgon Cult" o "At the Gates of Utopia", ma anche del precedente "Mare Nostrum", si corre il notevole rischio di trovarsi di fronte a qualcosa di troppo imponente per essere assimilato sin dal primo ascolto: sicuramente tanta qualità ripaga una volta che si riesce a percepire il mood con cui è stato composto il disco e le intenzioni che vi sono alle sue spalle, ma è bene precisare che l'unico brano "asciutto" e che colpisce sin dal primo ascolto è praticamente il penultimo "My Lost Empire", che non a caso è quello più legato con il passato, più semplicemente melodico e praticamente l'unico ad avere un assolo come si intende normalmente, con uno schema di base collaudato.

La stessa "Onward to Roma", che è stata scelta come singolo portavoce dell'album, dopo un chorus battagliero e decisamente eroico si cimenta in un break rallentato tra citazioni in latino accompagnate da un uso di tamburi che sulle prime non possono non lasciare stupidi i fan della prima ora degli Stormlord.

Inutile cimentarsi in un track by track, l'analisi dettagliata del disco verrà fatta in sede di recensione definitiva, ma di certo siamo di fronte ad un album che spezza decisamente con il passato e che ci presenta una band che oggigiorno, dopo più di 20 anni di carriera, non si accontenta di più di fare un buon pezzo "strofa-chorus-strofa" e che dopo 5 anni da "Mare Nostrum" si è cimentata un disco assai più "progressivo" e ragionato.
Un concept album elaboratissimo e denso di struttura che indubbiamente merita e richiede del tempo: scopriremo in sede di recensione, in vista del 20 settembre prossimo, se siamo di fronte ad un piccolo capolavoro di "epos" o di un lavoro troppo colonna sonora ed affossato da troppa carne al fuoco.


Titolo: HESPERIA
Release date: 20/09/2013
Trollzorn Records/Audioglobe

1. Aeneas 6:05 (M: Caprino, Bucci – L: Virgilio, adattata da F. Bucci)
2. Motherland 4:37 (M: Caprino, Bucci – L: Bucci)
3. Bearer of Fate 6:44 (M: Caprino, Bucci – L: Bucci)
4. Hesperìa 4:18 (M: Caprino – L: Bucci)
5. Onward To Roma 6:38 (M: Caprino, Bucci – L: Bucci)
6. Sic Volvere Parcas 1:04 (M: Caprino)
7. My Lost Empire 5:27 (M: Caprino, Bucci – L: Bucci)
8. Those Upon The Pyre 9:38 (M: Caprino – L: Bucci)

Musica arrangiata da Gianpaolo Caprino e Stormlord.
Testi di Francesco Bucci.
Concept basato sui primi sei libri del poema epico "Eneide", scritto da Publio Virgilio Marone fra il 29 ed il 19 a.C.
Registrato e mixato ai The Outer Sound Studios (Rome) da Giuseppe Orlando (Novembre, The Foreshadowing, Necrodeath, etc.)
Masterizzato ai Finnvox Studios (Helsinki, Finlandia) da Mika Jussila (Nightwish, Stratovarius, Wintersun, etc.)
CD e booklet artwork realizzato da Gyula Havancsák (Destruction, Stratovarius, Tyr, Grave Digger, Annihilator, etc.)

LINEUP
Cristiano Borchi: Vocals
Gianpaolo Caprino: Electric, acoustic and classical guitars, keyboards, clean vocals on tracks n. 3, 5, 8, FX's, lead guitar on track n. 8
Andrea Angelini: Guitars, lead guitar on track n. 7
Francesco Bucci: Bass, lyrics
Riccardo Studer: Orchestral programming, Piano
David Folchitto: Drums

OSPITI
Elisabetta Marchetti: vocals on tracks n. 2, 3, 5
G/Ab Svenym Volgar dei Xacrestani (Deviate Damaen): narration on tracks n. 1, 4, 8
Simone D'Andrea: Darbouka, Doholla, Udu Drums, Saz on tracks n. 2, 5
Mirko Palanchini: Mandola on tracks n. 2, 8
Daniele Melis: Benas on track n. 5

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http://www.trollzorn.de
Report a cura di Gianluca 'Graz' Grazioli

Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 30 lug 2013 alle 15:55

Li potrai pure ritenere inutili ma intanto sono viv, vegeti e con un grande seguito.

Inserito il 30 lug 2013 alle 11:45

Ancora esistono? Li reputo, assieme agli Skylark (di un certo Eddy Antonini, uno dei personaggi più arroganti e maleducati di sempre) la band peggiore e più inutile di sempre nate in Italia in ambito Metal ed affini.