Entropy Fest 2018: a un passo dalle finali (Legacy Of Silence + Supergiovani)

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Pubblicato il:07/05/2018

Manca ormai poco alle finali dell'Entropy Fest organizzato da Douglas R. Docker (Docker's Guild, Vivaldi Metal Project). È giunto il momento di dare la parola ad altri due partecipanti, i Legacy Of Silence per la categoria Gruppi Originali e i Supergiovani per i Gruppi Cover.

Ciao e benvenuti! Potete presentare brevemente i vostri progetti artistici?
LOS: Il nostro progetto artistico nasce dalla volontà di fondere melodie, atmosfere e ritmiche tipiche del folk metal con altre correnti e sottogeneri molto più tecnici, prettamente deathcore e melodic death metal. L’idea, sviluppatasi con il tempo, nasce da un pensiero poetico-filosofico molto semplice: la natura che fiorisce selvaggia nella nostra terra ha degli schemi delicati con cui comunica, ma la loro forza, se ci si sofferma ad ascoltarli, è incredibile. Il canto di un merlo che cinguetta può sembrarci felice, ma che cosa si nasconde dietro a quel suono? Quanti inverni spesi ad affrontare i rigori del gelo, quanti freddi autunni passati a cantare solitario tra le fronde di boschi morenti. Cerchiamo di tradurre questo concetto in musica, raccontando con essa e con i testi fiabe, alcune inventate ed altre ispirate a leggende, che siano al contempo piacevoli da ascoltare che cariche di tensione, malinconia e tristezza. Da qui il nostro nome, Legacy Of Silence, lascito del silenzio: è dal silenzio statuario dei nostri boschi e delle nostre montagne, l’eredità più grande che i nostri padri ci abbiano lasciato, che nasce la nostra musica.
SG: Ciao! Innanzitutto vi ringraziamo per questa intervista, ne siamo davvero onorati! Allora… per quanto riguarda i nostri progetti, beh, sono innanzitutto quello di migliorarci sempre di più a livello musicale e di immagine. E ambientale anche. Ecco sì, vogliamo diventare praticamente una “bio-band” (anche perché vista l’età di ognuno di noi non penso potremmo mai divenire una boy-band…). Una “Bio-Band a impatto zero” come si dice, in parole povere una band a tutti gli effetti ecosolidale ed ecosostenibile. E pirla. Ma questa è un’altra storia!
Quali sono i vostri punti di riferimento musicalmente parlando?
LOS: Domanda spinosa. Ogni membro della band ha gusti musicali diversissimi, e ci abbiamo messo parecchio tempo (prendendo parecchie cantonate) a trovare un equilibrio funzionante. Per quanto riguarda il bilanciamento tra composizione tecnica e melodica guardiamo a band che ne hanno fatto un vero e proprio stendardo, quali gli Eluveitie e i Wintersun, sperando di riuscire un domani a raggiungere nella nostra nicchia artistica un’eccellenza che sia anche solo un decimo della loro. Alcuni passaggi all’interno dei nostri pezzi sono più orientati sul melodic death metal, ed in questo caso i nostri punti di riferimento sono senza dubbio i Wintersun,mentre quando ci sentiamo veramente maligni ci spostiamo sul black metal, puntando ai Carach Angren come faro di oscurità del genere. Le voci, rigorosamente growl nella maggior parte dei pezzi, sono frutto di un accozzaglia disparatissima di influenze, dai già citati Eluveitie agli Amon Amarth agli Ensiferum per quanto riguarda la voce principale, mentre nelle voci secondarie dove a cantare è il chitarrista ritmico, le influenze principali arrivano dal folk metal nord-est europeo, con band come Svartsot e Finntroll.
SG: Mah, senza dubbio gli Elio e Le Storie Tese.. Poi ovviamente i Toto, Jimi Hendrix, i Beatles, Pink Floyd, i Queen… E ci aggiungeremmo anche un po’ di Frank Zappa… Un po’ tanto anche!
Come siete venuti a conoscenza dell'Entropy Fest?
LOS: L’Entropy Fest ci è stato presentato in un primo tempo dai mitici Mario Boscatto e Fabio Samperi dei Legio Invicta. Incuriositi ci siamo informati sulle modalità di iscrizione attraverso la pagina di Facebook ed abbiamo dato un’occhiata al regolamento online. Nemmeno il tempo di starnutire che ci siamo ritrovati prima sul palco e poi in finale. Finora è stata un’esperienza grandiosa.
SG: Abbiamo conosciuto l’Entropy Fest grazie a dei nostri amici musicisti che parlandocene così bene ci hanno messo la pulce nel naso… E abbiamo detto: “Etchùahhh!.... Cacchio sì! …SI… PUÒ… FAREEEE!!!!!”
Cosa pensate di eventi come questo?
LOS: Un’altra domanda piuttosto spinosa. Gran parte dei festival per band emergenti sono costruiti per impedire alle band che abbiano meno di duecento fan paganti di emergere, il che la dice lunga. Proprio per questo motivo l’Entropy Fest ci è sembrato un’opportunità incredibile: già solo essere giudicati da maestri di musica e musicisti esperti è una possibilità di crescita incredibile per chiunque calchi quel palco. Inoltre l’organizzazione ha sì tenuto in considerazione il voto del pubblico, ma basti pensare che in ogni categoria 3 delle 4 band finaliste sono state selezionate dai giudici a fronte di un esame tecnico. È un’opportunità di crescita senza confini, e ne avremmo fatto tesoro anche se non fossimo arrivati in finale. Esserci è un traguardo personale ed un’ulteriore occasione di mettersi in gioco, che coglieremo dando il massimo. È un’esperienza grandiosa.
SG: A nostro avviso se fatte con la passione giusta, come in questo caso, è una bellissima opportunità per portare avanti tra i giovani d’oggi la cultura artistica musicale!

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Avete già programmi per il futuro delle vostre band?
LOS: Beh come tutti i giovani musicisti speriamo di emergere dall’underground. Per il momento siamo concentrati sulla realizzazione dell’album, che in buona parte (se non completamente) auto produrremo. Finito l’album ci concentreremo sul rilascio di video musicali. Nel frattempo speriamo di avere l’opportunità di partecipare a concerti, festival e manifestazioni che ci permettano di diffondere la nostra musica e di conoscere altre band, magnifiche, come ci è successo negli ultimi tempi, con le quali condividere nuove avventure.
SG: Ci piace molto suonare, quindi puntiamo alla crescita del gruppo, sia a livello qualitativo che, di seguito, vivendo ogni esperienza con il massimo della passione e del divertimento. E poi vorremmo fare un corso accelerato di influencer online con Elio, Faso e Cesareo. Sarebbe un piccolo passo per i Supergiovani, ma un grande passo per la demenza senile che dimora in ognuno di noi.
Vi piacerebbe proporre la vostra musica all'estero o vi basta proporla in Italia?
LOS: Il nostro genere, pur avendo una grande comunità di ascoltatori nel centro nord , non è molto diffuso in Italia. Ci piacerebbe prima proporci nei tanti festival Italiani, come il Malpaga, il Colony Fest, il Fosch Fest per poi organizzare con qualche altra band italiana che faccia un genere simile al nostro un tour per farci conoscere anche all’estero, dove sicuramente il mercato musicale del nostro genere offre più possibilità.
SG: Mah, crediamo che qualsiasi cosa si decida di fare, l’importante sia farla bene e con la giusta organizzazione. E crediamo anche che in fondo, organizzandosi al meglio, si possa benissimo suonare anche all’estero. Del resto, gli Elii l’hanno fatto ed hanno riscosso un grandissimo successo, per cui diremmo proprio che ci alletterebbe molto l’idea.
Sia come musicisti che come normali spettatori, preferite le situazioni live con una sola band o la "modalità festival" con più formazioni sullo stesso palco? Perché?
LOS: Assolutamente la seconda. Non c’è niente di più bello che ascoltare diverse band all’interno della stessa serata, anche con generi magari molto diversi tra loro. Quando siamo sul palco il discorso è lo stesso, e ci divertiamo ancora di più. Suonare con tante band nella stessa serata è quanto di più divertente ci possa essere: si conoscono diversi artisti, si assiste a diversi show e a differenti proposte artistiche, si lavora insieme per far funzionare la serata già in fase di organizzazione della stessa con i gestori dei locali in cui si suona. Non chiederemmo niente di meglio che girare per l’Europa con un pullman carico di ignoranti come noi per far ballare tutte le persone che incontreremmo sulla strada. Lo spirito dell’underground, salvo alcune fastidiose note stonate, poche per fortuna, è quanto di più bello vi sia nel panorama metal.
SG: Allora, in questo caso non ci piace l’ibrido ma le due modalità ben distinte e separate. Quindi se ci sono tante band secondo noi diventa pesante se le ultime band suonano per troppo tempo, al massimo potrebbe suonare per più tempo l’ultima. Se invece ogni band ha un tempo ridotto a nostro parere è molto apprezzata la modalità festival, anche se in quest’ultimo caso la gestione dei suoni delle band va a perdersi un po’.
Come promuovete la vostra musica? Qual è il vostro rapporto con i social network?
LOS: La nostra musica è al momento disponibile su YouTube in maniera completamente gratuita, con quattro pezzi ormai vecchiotti ed un EP nuovo di zecca, "Nightfall", pubblicato questo autunno. Utilizziamo Facebook per tenere chiunque ci segua aggiornato su tutti i nostri progetti, sulle serate che faremo in futuro e sull’evolversi della nostra musica e dei lavori di registrazione e composizione. Abbiamo, per scelta, scritto poche righe di presentazione per ogni pezzo pubblicandolo sulla nostra pagina Facebook, affinché chi voglia ascoltare la musica senza leggere il testo nella sua interezza possa calarsi nella storia che cerchiamo di raccontare in ogni pezzo. Abbiamo aperto da qualche mese anche il canale Instagram, che sta funzionando molto bene e che ci ha anche permesso di trovare nuove band con cui suonare in giro per l’Italia.
SG: Sfruttiamo tantissimo i social network e questo aiuta davvero tanto. La nostra pagina Facebook, il nostro canale YouTube (Supergiovani Official) e presto anche Instagram ed il sito internet su cui stiamo lavorando ultimamente, tutti mezzi di informazione per chi vuole promuovere la propria musica i quali non potrebbero che rivelarsi i più utili ed essenziali che si possano avere! E poi c’è lo spamming. E lo stalking. E le minacce di morte. Ma sempre nel Cristo, poiché come dicono gli EeLST, nel Cristo c’è la verità.

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Recentemente Spotify ha "richiamato all'ordine" molti utenti che usufruiscono illegalmente dei suoi servizi: qual è la vostra posizione a riguardo? Voi come preferite ascoltare la musica (cd, vinile, mp3...)?
LOS: Di qualsiasi cosa si tratti, rubare è sbagliato. Spotify non ha perseguito legalmente gli utenti furbetti anche se sarebbe stato pienamente nel suo diritto farlo, perciò una strigliata a costoro possiamo senza dubbio dire che sia dovuta. Le band che hanno Spotify pagano per poter mantenere i pezzi sulla piattaforma, e al di là del condividere o meno le politiche di una compagnia bisogna capire che il danno lo si crea anche a loro. Non si è mica obbligati ad usare Spotify no? Noi ascoltiamo prettamente CD, alcuni di noi ne hanno una vera e propria collezione. Quando non abbiamo un lettore CD dietro, anche perché farebbe un po’ ridere andare in giro con un mangiadischi nel 2018, ascoltiamo i pezzi su Spotify. I più facoltosi tra noi con l’account Premium, gli altri si sorbiscono pubblicità e pezzi casuali. C’est la vie!
SG: Mah, che dire.. questa domanda è troppo complicata per poterti rispondere in maniera concisa.. Avremmo troppi pareri discordanti a favore o non, sia per quanto riguarda Spotify che per gli utenti che lo utilizzano in maniera legale o meno, quindi preferiremmo risponderti con un ascolto forzato che secondo noi farebbe proprio così: “Deeeee spaaaaa citoooo… Quiero respirar tu cuello despacito, deja que te diga cosas al oído, para que te acuerdes si no estás conmigooooooo…”.
Grazie per la vostra disponibilità e in bocca al lupo per tutto! A voi lo spazio per chiudere questa intervista come meglio credete...
LOS: Ringraziamo tutti coloro che ci hanno accompagnato nel nostro percorso finora, ringraziamo tutti gli organizzatori e gli sponsor dell’Entropy Fest per quest’opportunità che ci hanno concesso. Vogliamo concludere dando un piccolo spazio ad altri, visto che noi ne abbiamo avuto fin troppo, permettendoci di consigliarvi l’ascolto di qualche band underground che potrebbe esservi sfuggita: i grandiosi Calico Jack, band pirate metal milanese; I Blodiga Skald, gli orchi di Roma; quei Fabbri dei Torinesissimi Dead White Rose e i mitici kNowhere, con cui condivideremo il palco nella finale dell’Entropy il 10 maggio. Arrivare fin qui è stata una vittoria, e la dedichiamo a tutti coloro che ci hanno permesso di raggiungerla.
SG: Beh, possiamo concludere facendo un po’ di promo se si può! Allora, per chi volesse venire a vederci in tutto il nostro demenziale splendore, consigliamo a tutti coloro che stanno leggendoci di venire a visitare la nostra pagina Facebook e di pigiare sul tasto "Mi Piace", così da poter rimanere aggiornati sulle nostre prossime date, sulle curiosità della band, sulle novità musicali in arrivo, ma soprattutto sulle millemila sorprese che li attenderanno durante ogni nostro evento! E poi, in caso i lettori volessero deliziarsi con i video di alcuni nostri concerti, vederci con Elio che ci promuove per la Festa della Musica di Torino e quant’altro, beh, c’è il nostro canale YouTube! Carissimi lettori: non rimanete arrotolati nei vostri bozzoli casalinghi, iscrivetevi al nostro canale, venite a trovarci di persona e non ve ne pentirete. Sia visivamente che uditivamente che musicalmente. E sessualmente. Parola del nostro Mangoni-fake.
Articolo a cura di Gabriele Marangoni

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