Entropy Fest 2018: parlano i nuovi finalisti (Quma + Rusty Groove)

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Pubblicato il:12/04/2018

L'Entropy Fest organizzato da Douglas R. Docker (Docker's Guild, Vivaldi Metal Project) si avvicina alle fasi calde e ci consegna altri due finalisti, i Quma per la categoria Gruppi Originali e i Rusty Groove per i Gruppi Cover. Abbiamo incontrato anche loro per parlare dei loro progetti. Buona lettura!

Ciao e benvenuti! Potete presentare brevemente i vostri progetti artistici?
QU: Siamo i Quma, un gruppo crossover rock con base a Pinerolo (TO) nato nel 2015. Il nostro sound è fortemente orientato al progressive rock e caratterizzato dalla fusione delle influenze musicali di ciascun membro: l'effetto scaturitone viene accompagnato da alcuni intermezzi teatrali durante le nostre esibizioni.
RG: Grazie! Dunque, i Rusty Groove - trio composto da Maurizio Giroldo (basso e voce), Livio Gertosio (batteria) e Igor Marongiu (chitarra) - nascono alla fine del 2015 con l’intenzione di divertirsi e suonare rock-blues “sanguigno”. Poche parole, tanto volume e tanta energia!
Quali sono i vostri punti di riferimento musicalmente parlando?
QU: Le nostre influenze e le nostre sensibilità musicali sono molto diversificate e tentiamo continuamente di portare questa eterogeneità all'interno di ogni brano. Le più evidenti spaziano dal sound progressive rock/metal (Opeth, Mastodon, Tool), al funk/rap metal (Faith No More, Rage Against The Machine), al grunge, all'hard rock e molto altro ancora.
RG: Tutto ciò che riguarda il rock (in particolare anni ’70) e blues (in po’ più “pepato”).
Come siete venuti a conoscenza dell'Entropy Fest?
QU: Siamo venuti a conoscenza dell'Entropy Fest attraverso i social e la grande pubblicità che ne ha fatto Douglas ci ha permesso di entrare i contatto diretto con lui.
RG: Tramite Fecebook grazie ad un post pubblicato da un’amica di CuneoRock (gruppo Facebook che si occupa di promuovere la musica nella provincia Granda).
Cosa pensate di eventi come questo?
QU: I festival come l'Entropy e affini sono un polmone per la musica emergente del territorio, senza il quale moltissimi gruppi si troverebbero privi di un palco sul quale suonare. Per molti altri, invece, si tratta di una grande rampa di lancio che aiuta a tessere rapporti con persone nuove e di grande competenza.
RG: Beh non può che essere una iniziativa positiva! Parlando in particolare di Entropy Fest, abbiamo avuto modo di constatare che è una manifestazione davvero ben organizzata e con regole semplici e chiare dove abbiamo avuto modo di conoscere band e confrontarci con altri musicisti in un’atmosfera amichevole e divertente instaurando nuove amicizie (scusate se è poco!)

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Avete già programmi per il futuro delle vostre band?
QU: Per il momento ci stiamo concentrando sul comporre pezzi nuovi da proporre nei concerti che verranno e siamo alla ricerca di nuove date. I nostri desideri più impellenti sarebbero registrare un altro album in autonomia o collaborando con qualche figura professionale e allargare il nostro raggio di ascolti geograficamente parlando.
RG: A breve abbiamo intenzione di registrare alcuni brani per avere un po’ di materiale promozionale e stiamo cercando di ampliare i contatti per incrementare l’attività live (al momento ci sono già alcune date fissate per motoraduni e feste varie).
Vi piacerebbe proporre la vostra musica all'estero o vi basta proporla in Italia?
QU: A dire il vero l'Italia ci sta un po' stretta, poiché il nostro genere sul territorio suscita l'interesse di una nicchia di ascoltatori. Una nostra grande ambizione è sicuramente quella di portare il nostro genere almeno a spasso per l'Europa, in un futuro prossimo.
RG: Un giretto all’estero ce lo faremmo molto volentieri (ride, ndr)! In ogni caso suonare in giro per l’Italia va più che bene!
Sia come musicisti che come normali spettatori, preferite le situazioni live con una sola band o la "modalità festival" con più formazioni sullo stesso palco? Perché?
QU: La modalità festival è sempre garanzia di grande varietà e rende improbabile per uno spettatore annoiarsi. Tuttavia, questo sistema rende spesso difficili, se non tesi, i rapporti tra musicisti o tra musicisti e organizzatori, date le sue difficoltà logistiche. Perciò, l'assetto "opening band + headliner", tende ad essere preferibile per l'unione di minori difficoltà gestionali e maggiore resa dello spettacolo.
RG: Le situazioni con più band che si alternano sul palco sono molto interessanti e forse più stimolanti (sia come musicisti che come spettatori). Chiaramente quando si va ad un concerto della band o dell’artista del cuore oppure di una band anche sconosciuta ma capace di emozionare, penso che non ci sia il bisogno di dover diversificare lo show e difficilmente ci si annoierà.
Come promuovete la vostra musica? Qual è il vostro rapporto con i social network?
QU: Crediamo che per i musicisti il momento fondamentale per presentare le loro creazioni sia il live. Ciononostante, sappiamo quanto ovviamente siano importanti i social e ne facciamo abbondante uso, da Facebook a Instagram fino a YouTube. L'utilizzo dei social per la promozione della band ha come obiettivo la creazione di una propria fanbase che segua il gruppo anche negli eventi live, risultato ambizioso e difficile da ottenere, ma che può essere raggiunto con il duro lavoro della gavetta facendosi un nome nei locali. Insomma, per noi le esibizioni dal vivo e l'utilizzo dei social network devono viaggiare su strade parallele, senza intralciarsi ma nemmeno privilegiando un aspetto a discapito dell'altro.
RG: Principalmente con il passaparola e tramite la nostra pagina Facebook (RustyGroove.trio).

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Recentemente Spotify ha "richiamato all'ordine" molti utenti che usufruiscono illegalmente dei suoi servizi: qual è la vostra posizione a riguardo? Voi come preferite ascoltare la musica (cd, vinile, mp3...)?
QU: Crediamo che la musica sia una forma d'arte e che, come tale, debba poter essere disponibile a tutti, ma da "addetti ai lavori" sappiamo molto bene quanto questa arte abbia un costo in termini di tempo, energie e, non ultimo, finanziamenti economici che gravano sulle spalle degli stessi gruppi musicali. Di conseguenza, ci sembra normale che per fruire della musica via internet, venga applicato un prezzo, peraltro giustamente popolare e per tutte le tasche. Tra di noi ci sono anche collezionisti di vinili e cd, che è un altro discorso ancora, ma è sempre un modo per sostenere concretamente le band a cui si è affezionati.
RG: Preferiamo ascoltare musica tramite vinile e cd (siamo musici “attempati”, un po’ rusty!) Chiaramente i tempi sono cambiati e grazie ad Internet la fruizione musicale è molto più semplice e meno costosa così come anche la possibilità di produrre e promuovere la propria musica. Però tutto questo ha un rovescio della medaglia e non fa troppo bene né alla musica (in fatto di qualità) né ai musicisti che, di musica, vorrebbero vivere.
Grazie per la vostra disponibilità e in bocca al lupo per tutto! A voi lo spazio per chiudere questa intervista come meglio credete...
QU: Grazie a voi per lo spazio riservatoci. Un saluto caloroso ai lettori di Metal.it, seguiteci su Facebook (quma.official), Instagram (quma_official) e YouTube (Quma Official) per essere aggiornati sugli eventi a cui parteciperemo: vi garantiamo che lo show sarà sempre all'altezza delle aspettative!
RG: Grazie a voi per l’attenzione! Veniteci a sentire e visitate la nostra pagina Facebook! Che il ROCK sia con voi e vi accompagni sempre! Amen!
Articolo a cura di Gabriele Marangoni

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