Entropy Fest 2018: parlano i primi finalisti (kNowhere + The Glimpse)

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Pubblicato il:28/03/2018

Prosegue in grande stile l'Entropy Fest organizzato da Douglas R. Docker (Docker's Guild, Vivaldi Metal Project) e ci regala i primi due finalisti, i kNowhere per la categoria Gruppi Originali e i The Glimpse per i Gruppi Cover. Quale miglior occasione per parlare di questi due promettenti progetti? A loro la parola!

Ciao e benvenuti! Potete presentare brevemente i vostri progetti artistici?
KN: I kNowhere un duo alternative rock di Torino nato da due amici affascinati dall'idea comune di creare un concept album. Ci siamo formati ufficialmente nel 2016 e uniamo sonorità differenti utilizzando timbriche minimali che creano un sound incisivo. Abbiamo appena concluso la registrazione del nostro primo disco.
TG: I The Glimpse nascono con l’idea di proporre del rock d'atmosfera ricercato, nella musica, nei testi e nelle emozioni che la combinazioni di questi trasmettono.
Quali sono i vostri punti di riferimento musicalmente parlando?
KN: Non abbiamo punti di riferimento precisi, anche se per esempio ci piacciono Chris Cornell, Kurt Cobain e artisti moderni come Biffy Clyro e Royal Blood. Cerchiamo sostanzialmente di comporre quello che sentiamo dentro esprimendolo con la musica minimale.
TG: Il rock d’atmosfera dagli anni Settanta a oggi, in particolare artisti come David Gilmour (e Pink Floyd ovviamente) e Alan Parsons.
Come siete venuti a conoscenza dell'Entropy Fest?
KN: Abbiamo seguito l'Entropy Fest già lo scorso anno come spettatori e ci ha convinti a partecipare vista la notevole organizzazione di Douglas e dello staff, il bel locale che ci ospita e i premi molto allettanti.
TG: Cercando un locale che potesse essere interessato alla nostra musica siamo capitati nel locale che ospita l’Entropy Fest, e lì ci hanno parlato di questo festival!
Cosa pensate di eventi come questo?
KN: Sicuramente questo festival dà la possibilità a band emergenti di suonare in un locale molto bello, di avere uno staff tecnico molto preparato e sopratutto, visti i premi, di avere occasioni di visibilità non indifferenti.
TG: Se ben organizzati come l’Entropy Fest sono un ottimo modo per dare a band emergenti e ignote come la nostra la possibilità di salire su un palco e farsi conoscere.

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Avete già programmi per il futuro delle vostre band?
KN: Ora siamo concentrati nel fare uscire il nostro primo disco “Spiral”. È già pronto, ma attendiamo il momento più adeguato per pubblicarlo per sfruttarne al massimo le potenzialità.
TG: Nessun programma definito. Coglieremo le occasioni che si presentano una alla volta e definiremo la nostra strada di conseguenza!
Vi piacerebbe proporre la vostra musica all'estero o vi basta proporla in Italia?
KN: Poter avere l'occasione di suonare all'estero è certamente una bellissima opportunità, speriamo di trovare una booking agency ed un'etichetta che ci possano mettere nelle condizioni di suonare in Italia e, perché no, anche all'estero.
TG: Siamo una band emergente, di conseguenza sarebbe già un bel traguardo farci conoscere nel nostro territorio!
Sia come musicisti che come normali spettatori, preferite le situazioni live con una sola band o la "modalità festival" con più formazioni sullo stesso palco? Perché?
KN: Suonare con più band ci dà modo di confrontarci con altre realtà, fare amicizie, esperienze nuove e conoscere musicisti con potenzialità diverse. La condivisione è di gran lunga la nostra preferenza per i motivi sopra indicati.
TG: Come musicisti pensiamo che le situazioni live con più formazioni sullo stesso palco lascino spesso un senso di incompletezza in quanto ti trovi a dover scendere dal palco non appena sei pronto per iniziare davvero! Da spettatore la sensazione può essere simile nel momento in cui si ascolta il proprio artista preferito in un concerto che vorresti non finire mai, ma nel caso di un festival come l’Entropy Fest - con tante band valide - è piacevole anche ascoltare stili, generi e influenze diverse dove ogni formazione cerca di dare il meglio nel poco spazio che ha a disposizione.
Come promuovete la vostra musica? Qual è il vostro rapporto con i social network?
KN: Abbiamo un manager - un nostro amico - che ci aiuta nell'organizzazione della band e si occupa di seguire e potenziare i social network come Facebook (kNowhererockband), Instagram (kNowhere_official), YouTube (kNowhere band) e sta davvero facendo un ottimo lavoro!
TG: Principalmente utilizziamo Facebook (TheGlimpseSound) e YouTube. Abbiamo un rapporto “soft” con i social, ci dedichiamo il giusto senza metterci troppo in vetrina, lasciando la musica come vera e unica protagonista.

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Recentemente Spotify ha "richiamato all'ordine" molti utenti che usufruiscono illegalmente dei suoi servizi: qual è la vostra posizione a riguardo? Voi come preferite ascoltare la musica (cd, vinile, mp3...)?
KN: Al momento non utilizziamo Spotify come canale di diffusione per scelte personali, prediligiamo i cd e i vinili perché sono oggetti che rimangono. Inevitabilmente, al giorno d'oggi, tutto il web marketing è fondamentale per cui stiamo cercando di trovare un equilibrio tra le parti!
TG: Grazie a servizi come Spotify, YouTube e simili, la musica è davvero alla portata di tutti, ogni genere e ogni artista. La musica esclusivamente digitale rischia però di essere effimera e di essere svalutata, c’è qualcosa di “magico” nel tenere tra le mani un vinile o un cd per noi importante perché è legato a qualche ricordo o emozione, cosa che difficilmente avviene con un mp3 o con un video su YouTube.
Grazie per la vostra disponibilità e in bocca al lupo per tutto! A voi lo spazio per chiudere questa intervista come meglio credete...
KN: Grazie a voi per la possibilità che ci avete dato, per noi è un onore far parte di un vostro articolo e saremo fieri di promuoverlo nel migliore dei modi!
TG: Ringraziamo ancora l’Entropy Fest, Douglas e tutti gli organizzatori per questa bellissima occasione! Seguite la nostra pagina Facebook per le novità e i prossimi concerti!
Articolo a cura di Gabriele Marangoni

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