Copertina 7

Info

Anno di uscita:2003
Durata:45 min.
Etichetta:Century Media
Distribuzione:Self

Tracklist

  1. H.B.F. SUICIDE
  2. DEATHBLOW
  3. RIPPED IN A TORN
  4. DESTROY LIFE
  5. CURSED
  6. DIVINE KILLING BREED MACHINE
  7. DEEP RIVERS OF BLOOD
  8. SMOKING BOUNDARIES
  9. INTO OBLIVION
  10. MY BLOODY RAINPAGE
  11. BAPTIZED IN FIRE
  12. LET ME BLEED

Line up

  • Jonas Kjeligen: vocals
  • Jari Kuusisto: guitars
  • Petri Kuusisto: guitars
  • Stefan Westerberg: drums
  • Lars Linden: bass

Voto medio utenti

C'è da dire che i Carnal Forge, in quanto a puntualità e rigore nelle loro uscite discografiche, non hanno certo rivali. A due anni dal loro precedente "Please...Die!", tornano nuovamente in pista con il nuovo e fiammante "The More You Suffer", altro lavoro portabandiera del lato death/thrash svedese più intransigente e granitico. Anche in questo caso ci troviamo di fronte a una dozzina di canzoni che fanno dell'impatto ritmico la loro forza, tre quarti d'ora di ululanti e compatti inni alla violenza e alla ferocia scanditi dai soliti up tempo tirati fino all'inverosimile ed intervallati da passaggi cadenzati inesorabili come una tempesta tropicale nella stagione dei monsoni. Fortunatamente però i Carnal Forge questa volta hanno leggermente allentato la presa, aumentando leggermente l'influenza slayerana che da sempre permea il loro collaudato sound e fornendo una prova che, pur non brillando per originalità o varietà stilistica, in qualche punto si discosta leggermente dai lavori passati. Basti citare, ad esempio, l'iniziale "H.B.F. Suicide", nella quale trova posto un breve intermezzo arpeggiato sul quale Jonas costruisce dei cori in screaming di notevole effetto. Lo stesso vocalist appare più vicino allo stile proprio di Tom Araya, in una convincete maturazione tecnica e interpretativa che aggiunge valore a "The More You Suffer". I Carnal Forge non si reinventano, ma a quanto pare hanno deciso di giocare timidamente la carta dell'evoluzione, diminuendo la velocità media dei loro pezzi e proponendo alcune lievi variazioni sul tema. Personalmente condivido la loro scelta. E voi?
Recensione a cura di Roberto 'Robbyy' Corbatto

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