Catamenia - VIII - The Time Unchained

Copertina 5

Info

Genere:Black Metal
Anno di uscita:2008
Durata:61 min.
Etichetta:Massacre Records
Distribuzione:Audioglobe

Tracklist

  1. GARDEN OF THORNS
  2. ALIVE... COLD... DEATH!
  3. TUHON OMA
  4. DOMINION
  5. THE TIME UNCHAINED
  6. EMBODY AND BEHOLD
  7. FALLEN
  8. UHRIMALJA
  9. ROAD OF BONES
  10. THE LAST DAY BEFORE...
  11. FROM OUT OF NOWHERE (FAITH NO MORE COVER)
  12. VIIVAKOODIT (APULANTA COVER)
  13. SYNTI VOIATTA (SHITTER LIMITED COVER)

Line up

  • Ari Nissila: vocals/guitar
  • Riku Hopeakoski: guitar
  • Toni Kansanoja: bass
  • Kari Vahakuopus: clean vocals
  • Mikko Nevanlahti: drums

Voto medio utenti

Come passa il tempo... mi sembra ieri quando i Catamenia muovevano i primi passi nel mondo della musica con il loro Black Metal melodico, e adesso sono arrivati al disco numero otto. Purtroppo per loro non ci sono arrivati nel migliore dei modi perchè agli esordi i loro album potevano pure essere sfiziosi ma adesso si sono persi un po' nell'anonimato. Si sono evoluti i Catamenia, purtroppo verso un qualcosa di completamente insapore, ne carne ne pesce. Le loro radici rimangono sempre ben salde in quello che potrebbe essere una sorta di Black Metal sinfonico molto alleggerito, il tutto però con forti (anzi fortissime) dosi di melodia che li ha portati anche ad un abuso della voce pulita, adesso addirittura in formazione c'è un cantante che si dedica solo a questo aspetto. Alcune volte vanno a richiamare i primi Children Of Bodom, senza però avere la minima vena artistica dei bambini di bodom, altre volte invece si buttano su una sorta di Rock che non ha alcuna ragione di esistere, come nel caso di Fallen. Otto dischi in dieci anni praticamente, troppi. I Catamendia ormai sembra che abbiano deciso di andare avanti per inerzia, pubblicando dischi solo per dare il contentino a quelli che li seguono costantemente o forse solo per avere una scusa in modo tale da suonare per il mondo. Una scelta nobile, quando è supportata da musica valida però. Ormai l'anonimato li ricopre del tutto, troppo melodici per chi ascolta Metal estremo, forse troppo estremi per chi ascolta un Metal più melodico. In più metteteci una vena creativa ridotta al minimo e i giochi per loro sono chiusi.
Recensione a cura di Andrea 'BurdeN' Benedetti

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