(Arise / Self)Steel Attack - Predator Of The Empire

Copertina Ai tempi del loro primo album "Where Mankind Fails", la copertina, il logo e relativo monicker del gruppo, ma anche la loro foto sul retro del Cd, avevano messo il sigillo sull'appartenenza della band svedese al più tipico Power Metal. A quello che taluni definiscono "becer". Sebbene sembri facile far parte di questa schiera, non è poi così semplice districarsene ed arrivare a farsi apprezzare. Con il loro debut album non c'erano riusciti, sul successivo "Fall Into Madness" si era già visto e sentito qualche miglioramento, ma per annotare risultati più consistenti è stato necessario aspettare il terzo album "Predator of the Empire", uscito per la spagnola Arise dopo che la band si era affidata sin dall'esordio alla AFM Records. Nulla da far gridare al miracolo, troviamo comunque alcuni cambiamenti efficaci che non si limitano ad un nuovo logo ed allo stile adottato per la cover. Infatti, si nota subito la presenza di un nuovo vocalist, Dick Johnson, più tecnico e vicino ad un stile ottantiano rispetto al suo predecessore, come si evince da "Point Of No Return" o in brani come "The Darkness" e "Cursed Land", dove Dick arriva a ricordare Klaus Maine. Ma in generale appare evidente come anche la band abbia raddrizzato il tiro, lasciandosi alle spalle le atmosfere più grezze e speedy da "True" metal band, a favore di un metal più classico. Durante l'ascolto ho avuto spesso la sensazione di trovarmi di fronte a dei Dream Evil meno potenti e meno ispirati. Anche un brano come "Heavy Metal God", che dal titolo poteva lasciar prevedere l'apoteosi del Becer Metal e nelle intenzioni doveva essere un anthem trascinante, parte benino ma dopo, anche a causa di un refrain piuttosto fiacco, lascia a desiderare scivolando via senza sussulti. Migliori i risultati raccolti con "Arise", Edguy oriented e meno ripetitiva di altri pezzi, e con "Nightmare", più sul versante Hammerfall, con dei riusciti intrecci vocali e qualche buona intuizione dei due chitarristi. Non male nemmeno il connubio Hammerfall/Scorpions presente su "Reality Unknown", brano che conclude l'album con uno strambo siparietto finale. Che dire, qualche passo avanti lo hanno fatto, ma gli Steel Attack rimangono ancora impantanati nelle seconde linee.

Modifica album


Ultime opinioni dei lettori

Non è ancora stata scritta un'opinione per quest'album! Vuoi essere il primo?

Aggiungi la tua opinione

Ultimi commenti dei lettori

Non è ancora stato scritto nessun commento per quest'album! Vuoi essere il primo?

Genere: Power Metal
Anno di uscita: 2003
Durata: 50 min.
Tracklist:

  1. PREDATOR OF THE EMPIRE
  2. CURSED LAND
  3. THE DARKNESS
  4. POINT OF NO RETURN
  5. HEAVY METAL GOD
  6. THE HOLY SIGN
  7. ARISE
  8. NIGHTMARE
  9. ONE WAY TO HEAVEN, ONE WAY TO HELL
  10. REALITY UNKNOWN

Line up:

  • Dick: vocals
  • John: guitars
  • Dennis: guitars
  • Patrick: bass
  • Mike: drums

Voto medio utenti: Nessun voto

6,5
Recensione a cura di
Sergio 'Ermo' Rapetti
In vendita su EMP
Copertina
17.99 € / T-Shirt (blu, 100% cotone)
Copertina
17.99 € / T-Shirt (nero, 100% cotone)
Copertina
9.99 € / T-Shirt (nero, 100% cotone)
Copertina
14.99 € / CD
Dello stesso genere
Copertina Sabaton
Coat of Arms
(Nuclear Blast / 2010)
Nessun voto
0 opinioni
Copertina Magic Kingdom
Metallic Tragedy
(Limb / 2004)
Nessun voto
0 opinioni
Copertina Metalium
Millenium Metal - Chapter One
(Massacre / 1999)
Nessun voto
0 opinioni
Copertina Heavenly
Carpe Diem
(AFM / 2009)
Voto: 4,0
1 opinione
Queste informazioni possono essere state inserite da utenti in maniera non controllata. Lo staff di Metal.it non si assume alcuna responsabilità riguardante la loro validità o correttezza.
Facebook Facebook YouTube YouTube MySpace MySpace Twitter Twitter Last.fm Last.fm Picasa Picasa Web Aggiungi notizia Segnala notizia Aggiungi concerto Segnala concerto
Loading