Copertina 8,5

Info

Past
Genere:Power Metal
Anno di uscita:1998
Durata:52 min.
Etichetta:AFM Records

Tracklist

  1. OVERTURE
  2. UNTIL WE RISE AGAIN
  3. HOW MANY MILES
  4. SCARLET ROSE
  5. OUT OF CONTROL
  6. VAIN GLORY OPERA
  7. FAIRYTALE
  8. WALK ON FIGHTING
  9. TOMORROW
  10. NO MORE FOOLIN
  11. HYMN (ULTRAVOX COVER)

Line up

  • Tobias Sammet: vocals, bass, keyboards
  • Jens Ludwig: guitars
  • Dirk Sauer: guitars
  • Frank Lindenhall: drums

Voto medio utenti

Prima che il progetto Avantasia prendesse il sopravvento sulla carriera di Tobias Sammet, questi aveva una band di giovanotti di belle speranze chiamata Edguy (lanciata da Timo Tolkki degli Stratovarius) in grado di produrre album power metal pregevoli e consistenti. Poco alla volta gli Edguy hanno quasi “rinnegato” il passato degli esordi per diventare una specie di copia sbiadita dei Kiss ma questa è un’altra storia… “Vain Glory Opera”, cronologicamente parlando, è un primo embrionale tentativo di “metal opera” (gli Ayreon, a metà degli anni Novanta, privilegiavano un sound meno pesante per cui parlare di “metal opera” mi sembra improprio) con ospiti che, in questo caso specifico, si limitano allo stesso Tolkki e a Hansi Kursch dei Blind Guardian (in “Out Of Control” e nella title-track). Manca un vero e proprio “concept” (cosa che invece sarà ben definita nei vari capitoli di Avantasia) ma l’atmosfera complessiva è omogenea e “ruggente” (grazie anche al lavoro dietro al mixer del sopraccitato Tolkki). I brani più riusciti sono sicuramente quelli più “tirati” (“Until We Rise Again”, “How Many Miles”, “Out Of Control”, “No More Foolin’”), e non mancano momenti meno seriosi come “Fairytale” (di memoria helloweeniana, del resto Sammet non ha mai nascosto il suo amore per Michael Kiske, con cui in seguito lavorerà) e “Vain Glory Opera” (una specie di “The Final Countdown” degli anni Novanta) o inaspettati (la cover di “Hymn” degli Ultravox). Per quanto riguarda i lenti, mi sento di dire che Sammet ha fatto di gran lunga meglio nelle produzioni successive. Un pochino acerbo, ma un punto di riferimento per tutte le (troppe) “metal opera” sopraggiunte sugli scaffali dei negozi negli anni seguenti.

A cura di Gabriele Marangoni

Recensione a cura di Ghost Writer
CAPOLAVORO!!!

Ho sempre pensato a questo disco come al capolavoro degli Edguy, insuperato anche con i successivi. Contiene l'attitudine grezza degli esordi e allo stesso tempo ha quel tocco di pomposità che caratterizzerà le produzioni successive. Soprattuto tutte le canzoni sono ispiratissime. Opera somma di Sammet coadiuvato al tempo da un certo Timo Tolkki(quello vero).

Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 10 set 2015 alle 17:23

STUPENDO. Appena parte l'album mi si accende un sorriso che si spegne solo alla fine. Adoro le melodie e l'atmosfera. La voce di Toby qui è più "sognante" rispetto alle composizioni successive.

Inserito il 09 set 2015 alle 20:09

Più che il side project, si sono proprio fusi..musicalmente propongono la stessa roba praticamente..

Inserito il 09 set 2015 alle 11:35

Non riesco a digerire nessuno dei parti firmati Avantasia ma questo album degli Edguy è indubbiamente il lavoro meglio riuscito a Sammett. Il successivo Theater of Salvation l'ho trovato dispersivo e pieno di filler. A mio avviso se Tobias Sammett avesse limitato i suoi capricci compositivi ad un unico album Avantasia profondendo le sue energie al progetto Edguy (possibilmente con l'aiuto degli altri 4 membri) forse il percorso della band madre sarebbe stato differente. Per me gli Edguy sono stati interessanti fino a Mandrake, poi addio....sono diventati il side project degli Avantasia.

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