Copertina 7,5

Info

Genere:Black Metal
Anno di uscita:2007
Durata:44 min.
Etichetta:Nailboard Records

Tracklist

  1. EMARAUD
  2. SOOMUSRONGLASE SILMIS
  3. SUUDELDA NEIDU
  4. KIRI KAEVIKUST
  5. EI KAHETSE MIDAGI
  6. VEEALUNE VALSS
  7. PEEGLI EES
  8. SURMARESTORAN
  9. ÖÖLAUL

Line up

  • Lembetu: vocals
  • M. Divine: bass
  • Gates: guitars
  • Karmo: guitars
  • Kaire: keyboards
  • Atso: drums

Voto medio utenti

Il ritorno del più celebre gruppo estone sa di rivalsa nei confronti della critica internazionale, così pressante ai tempi del precedente "Vere Kutse Kohustab" nell'accostare la band a tematiche filonaziste e guerrafondaie. Niente di più sbagliato, perché i Loits hanno semplicemente voluto raccontare il lato più oscuro dell'essere umano, capace di realizzare opere maestose come di rendersi responsabile di incredibili atti di barbarie. Anche "Must Album" (che sta per "Black Album") si ispira a queste tematiche, approfondendo le atroci sofferenze patite da chi la guerra l'ha provata sulla propria pelle.
Musicalmente lo stile dei Loits è consolidato e ben riconoscibile: ormai il black'n'roll non è più una novità, ma i nostri sei estoni lo affrontano con una ottima dose di personalità che rende il loro sound praticamente unico. Alle basse e dissonanti chitarre si associano una sezione ritmica quasi sempre adagiata su tempi medi e la catarrosa voce di Lembetu, che sperimenta però anche diversi approcci puliti. La differenza questa volta la fanno le tastiere di Kaire che sono sicuramente più incisive ed evocative. Molto malinconico è a proposito l'inizio di "Kiri Kaevikust", che non può non riportare alla mente gli esordi dei vicini Amorphis. I pezzi sono tutti riusciti e, pur essendo molto eterogenei, riescono a catturare l'attenzione dell'ascoltatore grazie a soluzioni varie e sempre ispirate. Il riffing di "Peegli Ees" non sarà originalissimo, ma si pone ai vertici del genere insieme alle band che hanno saputo meglio interpretare questo stile (Khold, Vreid).
Non c'è null'altro di particolare da segnalare riguardo a "Must Album", se non la maturità artistica ormai raggiunta da questi sei musicisti che, come ammettono loro stessi nella presentazione dell'album, ora devono trovare la naturale evoluzione di quanto mostrato negli ultimi anni. Consigliatissimo agli amanti di questo genere inflazionato, ma ancora capace di regalare ottime sorprese!
Recensione a cura di Alessandro 'Ripe' Riperi

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