Copertina 8

Info

Past
Genere:Heavy Metal
Anno di uscita:1992
Durata:58 min.
Etichetta:EMI

Tracklist

  1. BE QUICK OR BE DEAD
  2. FROM HERE TO ETERNITY
  3. AFRAID TO SHOOT STRANGERS
  4. FEAR IS THE KEY
  5. CHILDHOOD'S END
  6. WASTING LOVE
  7. THE FUGITIVE
  8. CHAINS OF MISERY
  9. THE APPARITION
  10. JUDAS BE MY GUIDE
  11. WEEKEND WARRIOR
  12. FEAR OF THE DARK

Line up

  • Bruce Dickinson: vocals
  • Steve Harris: bass
  • David Murray: guitars
  • Janick Gers: guitars
  • Nick McBrain: drums

Voto medio utenti

Quanti insulti ha ricevuto questo disco? Sicuramente troppi.
Anzi, a dirla tutta non ci vedo alcun motivo per criticarlo aspramente, visto oltretutto che rappresenta un progresso rispetto al predecessore, oltre ad essere l’ultimo grande disco dei Maiden (dopo di lui, solo Brave New World riuscirà ad avvicinarsi).

Be Quick Or Be Dead è un’opener in classico stile Maiden, seguita dalla melodica From Here To Eternity, altro pezzo da tenere in alta considerazione. Le osannate Afraid To Shoot Strangers e The Fugitive sinceramente non mi hanno mai detto più di tanto: meglio la pomposa e teatrale Fear Is The Key o la splendida ballad Wasting Love. Trascurabili Childhood’s End e The Apparition, a mantenere alto il livello qualitativo generale sono le tre bellissime tracce più dirette e immediate: Chains Of Misery, Judas Be My Guide e Weekend Warrior. Chiusura giustamente affidata a un brano che ha segnato un’epoca e che chiude idealmente il primo periodo Dickinson della storia Maiden, quella Fear Of The Dark che ancora oggi è l’inno metal internazionale per eccellenza, un classico intramontabile, che col tempo ha anche un po’ tritato i maroni (sic…) eppure riesce ancora a mobilitare e unire migliaia di persone in cori senza età.

Parecchi filler, è vero, ma anche tante novità nei suoni e nella struttura dei brani. Se pensate che più melodia voglia dire necessariamente sputtanamento, probabilmente usiamo due vocabolari diversi. Il mio consiglio è quello di andare a risentirlo per bene, perché è un bellissimo disco e perché rappresenta la fine di un’epoca d’oro che, purtroppo, non tornerà più.

Recensione a cura di Alessandro Quero
Iron Maiden - Fear of the dark

Dopo l'apertura sharp speed di "Be Quick..", la band si lancia nel più lento bluesy "From Here.."; poi c'è l'epico "Afraid to..", che inizia con un arpeggio elegiaco e si sposta bruscamente in una miscela di arrangiamenti orchestrali e di chitarra complessa e la cinematografica "Childhood..". La band del Maiden presenta anche la prima ballad sulla quale ("Wasting love")manca la commozione da toccare e la forza di essere.

fear

grande disco uno dei miei preferiti dei maiden ottime be quick from here to eternity la mitica title track weekend warrior judas be my guide la sottovalutata the fugitive fear is the key 2 nei ci sono non una grandissima produzione e un dickinson non sublime diciamo solo ottimo

Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 16 ott 2012 alle 16:20

Per me childhood's end è molto bella! Ci sono ancora altri pezzi da ascoltare più e più volte (la title track e afraid su tutte) comunque meglio di no prayer!!!!

Inserito il 16 ott 2012 alle 15:16

Concordo con il voto della recensione: beninteso, abbondante, eh! Tra alti - Be quick, Afraid, Fear is the key (!), Wasting Love, Apparition e la title track - e bassi (tutto il resto) resta comunque un signor disco degno di ogni rispetto, con il merito (un pò perverso) di aver rivelato i Maiden al "resto del mondo". Mi suscita emozioni contrastanti: da un lato grandissimo affetto (prima volta dei Maiden dal vivo e quella strana felicità nel sentire i Maiden in bocca a cani e porci), dall'altro la malinconia che affiora sempre a ricordarmi, ove ce ne fosse bisogno, che è l'ultimo vero disco dei Maiden. Dopo questo lavoro e la triade live, beh, la magia si è persa...

Inserito il 16 ott 2012 alle 14:50

Ma la splendida (a mio parere) Childhood's end perchè vi fa così schifo?! Per me assieme a Fear of the Dark è la migliore dell'album. Un buon album, sicuramente molti passi in avanti rispetto al precedente No Prayer ma non ci voleva molto.

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