Copertina 6,5

Info

Genere:Death Metal
Anno di uscita:2007
Durata:47 min.
Etichetta:Metal Blade
Distribuzione:Audioglobe

Tracklist

  1. HELEL BEN_SHAGHAR
  2. SPREADING THIR DISEASE
  3. LIVING SIN
  4. HATE THEM
  5. YOU PRAY TO NOTHING
  6. CARESSED BY THE HOLY MAN
  7. HOUSE OF GREED
  8. GODLESS
  9. WHEN THE WAR COMES
  10. THEERE WILL BE NO HEAVEN FOR ME
  11. LUKE 4:5_7
  12. NO ONE ESCAPE US

Line up

  • Tommy Dahlström: vocals
  • Zeb Nilsson: guitars
  • Daniel Dlimi: guitars
  • Nils Fjellström: drums
  • Max Carlberg: bass

Voto medio utenti

Prodotti dall'inesauribile Dan Swano nei suoi Unisound Studios, gli Aeon debuttano sotto le ali protettrici della Metal Blade con il loro secondo prodotto, quel "Rise To Dominate" che viene come al solito sbandierato quale l'album destinato a superare ogni limite del death metal più brutale ed intransigente. Gli Aeon si definiscono una band matura, ricca di idee innovative e ragionate, che rifugge gli standard ed i riempitivi nel modo più assoluto. La realtà però risulta essere un tantinello diversa. I nostri 5 prodi cavalieri dello strumento danno vita ad un disco che ben si riflette in quanto è già stato prodotto dai maestri americani del genere. In particolare per l'occasione vengono riletti in maniera praticamente completa i Cannibal Corpse del secondo periodo (quello da "Vile" In poi per intenderci), con Tommy Dahlström intento ad emulare gli scream apocalittici di George Fisher e Nils Fjellström a replicare totalmente lo stile esecutivo di Paul Mazurkiewicz alla batteria. Le undici canzoni proposte infatti presentano la stessa struttura, gli stessi cambi di tempo (e talvolta anche gli stessi riffs) che fanno oramai da trademark dei CC, con buoni risultati peraltro. Qua e là spuntano anche riferimenti ad altri mostri sacri del genere, quali Morbid Angel ed in parte anche i Deicide, e qui devo dire che la miscela sonora elaborata dagli Aeon mostra un buon amalgama ed una discreta freschezza di idee. Purtroppo l'album si perde un po' alla distanza, con alcuni riempitivi (si, avete letto bene, proprio quelli che band rifugge ecc.ecc.) che non riescono a raggiungere i livelli delle iniziali "Helel Ben_Shaghar" e "Spreading Their Disease". In conclusione, siamo di fronte ad un buon dischetto di intrattenimento, creato apposta per farci trascorrere qualche oretta in allegria, nell'attesa che uscite di ben altro spessore reclamino il loro meritato posto all'interno dei nostri lettori. Aeon? Flux!
Recensione a cura di Roberto 'Robbyy' Corbatto

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