(Point Music / Frontiers)Biss - Biss

Copertina Vedere nuovamente on the road un vecchio marpione del calibro di Fernando "el toro loco" Garcia, è stato per me come riincontrare un vecchio compagno di scuola del quale non avevo più notizie da anni. Per chi non lo conoscesse ancora ricordo solo che il nostro amico è stato l'instancabile vocalist dei teuronici Victory, hard rock band nella quale militava anche l'ex Accept Hermann Frank, band con la quale il singer elvetico ha registrato la bellezza di ben undici album che gli hanno permesso più volte di andare in tour sia in Europa che negli States. Ma nonostante i molteplici successi ottenuti, nel 1996 il giocattolo Victory si ruppe per via di insistenti voci di corridoio che volevano addirittura il buon Fernando alla corte dei Gamma Ray di sua maestà Kai Hansen. Così, mentre Herman Frank andò a formare i Moon'Doc, il nostro eroe è rimasto al palo per più di un lustro, ed ora si ripresenta al grande pubbico metal facendosi accompagnare da un altro desaparecido di
lusso, ovvero il chitarrista Doc Hayne ex Tenner e Mad Max, che qui si occupa anche delle parti di basso. Prodotto dal mitico Micheal Voss, ex Bonfire ora nei Jagged Heart, l'omonimo debutto dei Biss sembra non distaccarsi molto dal class metal a stelle e strisce della defunta band di Hannover, restituendoci un "toro loco" ancora in grado di graffiare con la sua tipica voce roca vizziata dai mille abusi di fumi ed alcol,anche se i molteplici inserti di tastiera dal vago sapore dance, nonche il suono piatto di una batteria elettronica, fanno perdere quotazione ad un album che, secondo un mio modesto parere, avrebbe meritato miglior fortuna. Infatti anche se il songwriting su cui poggia le sue basi l'intero album, sembra di buona fattura, ed anche i brani sono piuttosto ben strutturati, con l'axe man Doc Hayne che si dimostra completo mattatore del Biss-sound, incatenando una serie di vorticosi riffs spacca ossa, quel senso di amaro in bocca, non si riesce proprio a mitigare. Ma badate bene, questo non è pretendere sempre e comunque il meglio, ma giuro che da artisti del calibro dei due, non mi sarei mai aspettato certe cadute di stile, insomma come se si volesse a tutti i costi
rendere moderno un genere che da anni ed anni regala emozioni sempre più forti. Ripeto, nella sua interezza l'album non è così malvagio, anzi, e tracks del calibro dell'opener "Circle of time", melodic power molto vicina come concezione agli ultimi At Vance, o la Dokken-iana "God" farebbero sperare bene, così come pure la triste ballad "Agony", solo che da li in poi l'album sembra alternare luci ed ombre con le sole "Intoxication" e "Pain" a salvarsi dalla mischia. Chiude il lavoro la celebre cover di "Rock me Amadeus" di Falco, con una parte rap-pata completamente fuori dal contesto che i nostri avrebbero potuto pure risparmiarci. Un disco senz'altro da riascoltare con le dovute cautele.

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Genere: Hard / Rock / AOR / Glam
Anno di uscita: 2002
Durata: non disponibile
Tracklist:

  1. CIRCLE OF TIME
  2. GOD
  3. ELECTRICITY
  4. AGONY
  5. WARZONE
  6. INTOXICATION
  7. PAIN
  8. SILENCE
  9. RELIGION
  10. SLAUGHTERHOUSE
  11. ROCK ME AMADEUS

Line up: non disponibile

Voto medio utenti: Nessun voto

6,5
Recensione a cura di
Beppe 'HM' Diana
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