Copertina 7

Info

Anno di uscita:2003
Durata:198 min.
Etichetta:Escape
Distribuzione:Frontiers

Tracklist

  1. CAUGHT IN THE INNOCENCE
  2. I DON’T WANNA (PLAY THESE GAMES)
  3. AFTER HOURS
  4. I’LL BE THERE
  5. LOCOMOTIVE LOVE
  6. THAT’S THE WAY
  7. PROMISED LAND
  8. TEMPTED
  9. HEAVY HEART
  10. THREE SECONDS
  11. FINISH WHAT WE STARTED
  12. BURNING MY HEART DOWN (98 VERSION BONUS)
  13. DON’T STOP (98 VERSION BONUS)
  14. FROZEN HEART (98 VERSION BONUS)
  15. BREATHE FIRE
  16. BLOOD AND GASOLINE
  17. ALL OR NOTHING
  18. CLOSER TO HEAVEN
  19. AIN’T TOO PROUD
  20. TAKE THE MONEY
  21. APHRODISIAC
  22. INSIDE OUT
  23. AIN’T GONNA RUN NO MORE
  24. PLAY DIRTY
  25. RIVERS RUN DRY
  26. HARD DAY IN HELL
  27. CHINESE WHISPERS (BONUS)
  28. CLOSER TO HEAVEN (ACOUSTIC VERSION BONUS)
  29. I BELONG TO THE NIGHT
  30. FACE TO FACE
  31. DON’T STOP
  32. EVERY TIME I THINK OF YOU
  33. BAD LUCK
  34. BURNING MY HEART DOWN
  35. THE OTHER SIDE OF MIDNIGHT
  36. FROZEN HEART
  37. HEART OF THE MATTER
  38. HOT LEGS
  39. THAT GIRL
  40. AMERICAN GIRLS

Line up

  • Steve Overland: vocals, guitar
  • Andy Barnett: lead guitar
  • Merv Goldsworthy: bass
  • Pete Jupp: drums

Voto medio utenti

L’etichetta Escape ha in mente di diventare la principale delizia per i palati fini degli appassionati di rock melodico. Non molto tempo fa ha riportato alla luce ottimo materiale d’archivio riguardante i Sugarcreek, confezionandolo in un triplo cd, poi è stata la volta del tributo ai Boston per il quale è stata attivata parte del gotha in campo Aor, adesso scocca il momento degli FM di Steve Overland, anche loro gratificati di un cofanetto triplo.
Nome noto del class rock, probabilmente i migliori esponenti Britannici del settore dominato da grandi formazioni quali Journey, Heart, Foreigner, gli FM sono stati in grado di esordire subito con un piccolo gioiello come “Indiscreet” (1986) e di migliorarsi ulteriormente tre anni dopo con “Tough it out”, inserito con merito nella Top20 annuale di Kerrang.
Va detto comunque che alla positiva reazione della critica specializzata non sempre ha corrisposto altrettanto interesse da parte del pubblico e malgrado l’evidente potenziale commerciale delle loro canzoni, gli FM hanno condotto un’esistenza alquanto tribolata tra cambi di line-up, scioglimenti e reunion assortite.
Ora che il rock melodico pare essere in timida ripresa è di nuovo il momento di rispolverare questa band, anche alla luce delle egregie prestazioni di Overland nei tributi ai Maiden con Paul DiAnno e nel già citato tributo Bostoniano. Così la Escape ha pensato ancora una volta in grande, triplo album che offre numerosi motivi d’interesse.
Il primo cd “Paraphernalia” è una raccolta di inediti per il mercato occidentale, materiale pubblicato soltanto per il Giappone risalente al periodo dell’album “Dead mans shoes” (1995), preludio all’ultimo split-up.
Certamente si tratta di outtakes dell’epoca ma ciò non significa obbligatoriamente materiale di scarto, pur se il livello medio dei brani risulta alla fine un po’ altalenante. Prevalentemente si tratta di brani d’atmosfera, ballate rilassate e velate di blues come “I don’t wanna” o la dolcissima “I’ll be there” ricca di una splendida interpretazione vocale di Overland. Il cantante si ripete nell’intensa passionalità di “Promised land”, scintillante slow notturno, mentre il mordente necessario a spezzare la prevalenza romantica arriva con la grintosa “Tempted”, vicina ai Bad Company o all’Atlanta Rhythm Section. Un’antologia che non porta grosse novità a ciò che conoscevamo di questo gruppo, ma contenente alcuni brani validi e non banali.
Il secondo cd è invece la riedizione dell’album pubblicato nel 1992 con l’aggiunta di un paio di bonus-track. Per i fans non servono molte spiegazioni, visto che si tratta di uno dei migliori lavori della formazione dove l’estrema pulizia del suono, il fascino commerciale, i cori anthemici e le forti venature blues, caratteristiche portanti della musica FM, sono presenti nella loro forma più smagliante per un esemplare class rock da manuale. Uno scorrere di classici energici e melodici, dalla potenza hard di “Breathe fire” la song più dura del loro repertorio, all’affascinante cameo sentimentale di “Closer to heaven”, passando per gli scroscianti assoli di “Inside out” e per il fumoso melodic-blues “Play dirty”, con una varietà di soluzioni ed una grinta spesso carente negli esecutori di questo settore. Un album di prestigio che esalta le doti di Overland e la concretezza del gruppo, magari non geniale ma certamente non stucchevole o insipido.
Per finire, il terzo cd rappresenta il piatto forte dell’opera, la registrazione del concerto svoltosi a Londra nel 1989 con la formazione nel suo schieramento più completo, che vede presenti entrambi i fratelli Overland, il tastierista Didge Digital e gli inossidabili Goldsworthy e Jupp.
Durante la serata furono eseguiti i migliori hits del gruppo, da “Frozen heart” a “Bad luck”,”Don’t stop”,”Heart of the matter”, in un contesto di grande partecipazione del pubblico continuamente stimolato da quel consumato frontman che è Steve Overland. Venne inserita anche la cover della famosa “Hot legs” di Rod Stewart, addolcita dal trattamento FM, ed il risultato finale è la prova di come anche il rock commerciale possa essere trascinante e coinvolgente in sede live, se qualcuno avesse avuto dubbi in merito.
Al termine della lunga analisi “Long time no see” si dimostra un buon prodotto di settore che garantisce oltre tre ore di ottimo Aor e può essere tranquillamente consigliato agli amanti del genere.

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