Copertina 7

Info

Anno di uscita:2001
Durata:38 min.
Etichetta:Nocturnal Music

Tracklist

  1. A MILD FORM OF HATE
  2. ELEMENTAL PAIN
  3. DEAMONS FROM MY IMAGINATION
  4. EXSTASY IN THE SPIRAL
  5. MY PRIVATE HELL
  6. NIGREDO: PANIC MALEDICTION

Line up

  • Riccardo Conforti: drums, keyboards, samples
  • Ivan Zara: guitars, bass
  • Malfeitor Fabban: vocals

Voto medio utenti

Cosa si prova quando si volge in direzione del crepuscolo, quando quel piccolo brivido vi scende attraverso la spina dorsale, e sentite salire tenuemente quella sensazione di paura misto eccitazione? Vi siete mai chiesti se è il silenzio ad essere il vuoto o se è il vuoto ad essere il silenzio? Sono perfettamente consapevole che vi starete domandando che razza di roba ho fumato oppure ho bevuto, ma la verità è che ho fatto niente di queste due cose: ho solo ascoltato…ribadisco ascoltato, non sentito. Ho ascoltato questo primo lavoro dei Void Of Silence, antecedente all’ultima fatica su Code666, e devo dire che mi ha colpito…ogni tanto è bello tuffarsi in un mondo esoterico, fatto di litanie, di tramonti imprigionati, di colori tenui…di teatro in musica. Se cercate luce e contorni netti e definiti avete sbagliato album…’Toward The Dusk’ è un richiamo alla fragile natura dell’uomo, introspettivo e claustrofobico. L’album si apre con un intro tetro e lugubre, che potrebbe essere tranquillamente suonato in una Chiesa sconsacrata. I 9 minuti della track seguente, ‘Elemental Pain’ rappresenta quello che il doom deve essere… atmosfere malsane, lente e pesanti, come una vita passata a scappare dalla luce. ’Deamons From My Imagination’ riporta alla luce i fasti decadenti dei primissimi My Dying Bride, con quella cadenza simil romantica, in bilico tra lagrime e polvere: una song articolata di circa 10 minuti. ‘Exstasy In The Spiral’ vi occluderà la porta dei sogni e vi spalancherà quella degli incubi, mentre ‘My Private Hell’ vi soffocherà senza via d’uscita e la conclusiva ‘Nigredo: Panic Maledication’ vi farà risvegliare dolcemente, ma quando ancor madidi di sudore di guarderete allo specchio, potrete ritrovarvi con un pentacolo rovesciato marchiato a fuoco sul petto…State lontani da questo Void Of Silence, il male oscuro aleggia da queste parti, cenere e sangue, candele e demoni…i Lupi mangeranno il sole. Il voto di 7/10 è ampiamente restrittivo, ma purtroppo questo è un album veramente solo per gli intenditori, come poteva essere Daemonium o i Decoryah di ‘Winsdom Floats’…se siete predatori notturni e vi cibate delle prelibatezze che la Non Luce offre, beh, allora banchettate…banchettate...
Recensione a cura di Massimo 'Whora' Pirazzoli

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