Danzig - Live On The Black Hand Side

Copertina 7

Info

Anno di uscita:2001
Durata:114 min.
Etichetta:Restless
Distribuzione:Self

Tracklist

  1. IRVINE MEADOWS '92
  2. GODLESS
  3. LEFT HAND BLACK
  4. HOW THE GODS KILL
  5. DIRTY BLACK SUMMER
  6. PAIN IN THE WORLD
  7. EVIL THING
  8. HALLOWEEN II
  9. NOT OF THIS WORLD
  10. KILLER WOLF
  11. GOIG DOWN TO DIE
  12. BRINGER OF DEATH
  13. STALKER SONG
  14. LONG WAY BACK TO HELL
  15. SATANS CHILD
  16. 7TH HOUSE
  17. 5 FINGER CRAWL
  18. UNSPEAKABLE
  19. LILIN
  20. HER BLACK WINGS
  21. IT'S COMING DOWN
  22. DO YOU WEAR THE MARK
  23. UNTIL YOU CALL ON THE DARK
  24. DEEP
  25. BELLY OF THE BEAST
  26. SHE RIDES
  27. TWIST OF CAIN
  28. MOTHER

Line up

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Doppio live antologico per l'ex front man dei Misfits, il tarchiato e muscoloso Glenn Danzig. La carriera solista di questo carismatico personaggio, dotato di una delle voci più riconoscibili del rock, è stata sempre costellata di veri e propri capolavori affiancati, in tempi piuttosto receti, da dischi di non eccelso valore, tendenti verso alcuni lidi elettronici non particolarmente consoni al genere proposto. "Live On The Black Hand Side" risulta essere una compilation di tre diverse esibizioni, del 02, del '94 e del 2000, che portano all'attenzioni tre differenti periodi della carriera del cantante. Troviamo così classici, oltretutto ottimamente registrati, come "How The Gods Kill", "Little Whip", Bringer Of Death" e "Mother" accompagnati da episodi come "Belly Of Th Beast", manifesto delle tendenze attuali mostrate da Danzig. Un live interessante, impreziosito da un buon sound (eccezion fatta per la performance del 2000, registrata e da una performance complessiva decisamente soddisfacente, anche se forse troppo priva di quell'energica ed oscura carica che la band mostra di possedere sui propri lavori in studio. La voce del tenebroso Glen, come al solito, è da amare od odiare: pungete, profonda e vibrante, ma allo stesso tempo sgraziata ed amara. Questo disco quindi, otre che essere consigliato ai fan più accaniti, potrebbe essere anche un buon punto d'inizio per coloro i quali non siano mai stati introdotti alle cupe sonorità della band anche se, fossi in loro, preferirei fare mia la passata discografia del personaggio in questione.
Recensione a cura di Francesco 'HWQ' Bucci

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