Dream Theater - Score – 20th anniversary world tour

Copertina 8,5

Info

Anno di uscita:2006
Durata:non disponibile
Etichetta:Rhino
Distribuzione:Warner

Tracklist

  1. THE ROOT OF ALL EVIL
  2. I WALK BESIDE YOU
  3. ANOTHER WON
  4. AFTERLIFE
  5. UNDER A GLASS MOON
  6. INNOCENCE FADED
  7. RAISE THE KNIFE
  8. THE SPIRIT CARRIES ON
  9. SIX DEGREES OF INNER TURBULENCE
  10. VACANT
  11. THE ANSWER LIES WITHIN
  12. SACRIFICED SONS
  13. OCTAVARIUM
  14. METROPOLIS
  15. THE SCORE SO FAR… (20TH ANNIVERSARY DOCUMENTARY)
  16. OCTAVARIUM ANIMATION
  17. ANOTHER DAY (LIVE IN TOKYO – AUGUST 26TH 1993)
  18. THE GREAT DEBATE (LIVE IN BUCHAREST – JULY 4TH 2002)
  19. HONOR THY FATHER (LIVE IN CHICAGO – AUGUST 12TH 2005)

Line up

  • James LaBrie: vocals
  • John Petrucci: guitars, vocals
  • John Myung: bass
  • Mike Portnoy: drums, vocals
  • Jordan Rudess: keyboards

Voto medio utenti

“Score”: una parola che, nella lingua anglosassone, riveste vari significati: “score” è il foglio musicale, dove sono scritte le partiture; ma è anche un termine usato per indicare un ventennio, e proprio un ventennio di attività è quello che si festeggia con questo cd/dvd in casa Dream Theater; “score”, infine, è usato anche per significare una meta, un obiettivo raggiunto. Tanto per cambiare, amici ed amiche… vi aspettavate di meno da Portnoy & Co.? Come direbbe qualcuno, “cominciamo bene”: la tanto amata abitudine di infarcire i lavori dei Dream Theater con suggerimenti, frasi criptiche, enigmi più o meno celati, comincia dal titolo di questa release live, una vera sorpresa per i sempre più affamati fans, che poco hanno dovuto aspettare da quel 1 Aprile 2006, data dell’esibizione finale della band alla Radio City Music Hall di New York City. Uno spettacolo decisamente pregno di sorprese, dalla scaletta, all’esibizione, alla “chicca” finale… ma procediamo con ordine.
Il concerto (racchiuso nei 3 cd e nel dvd 1) inizia con un filmato che ripercorre le tappe della band dai primi giorni ad oggi, sulle note finali di “In the name of God”, ultima song di “Train of thought”. Come da abitudine, quella song è collegata alla prima del nuovo disco… “The Root of all Evil”, che, dopo le adrenaliniche scariche sui timpani della batteria, esplode con potenza ed energia straripante. Subito qualche annotazione: la band è in palla, gasata al punto giusto; John Myung, signori, si muove, ed accenna per giunta ad espressioni facciali…. Siamo di fronte ad un miracolo. Petrucci, poi, sembra l’uomo lupo, e lo zio Mike fa un nuovo giochetto con le bacchette… Neil Peart docet. La grande novità, però, è l’attitudine, ecco la vera differenza con le altre riprese da me viste: c’è attitudine, i cinque sorridono, si guardano, si fanno cenni d’intesa… se non fosse assurdo direi che qui c’è un lavoro a livello di psicologi, dietro! E poi, su tutto, il vero protagonista di questo dvd/cd: JAMES LABRIE. Rinato, allegro come mai, con un range vocale da tempi d’oro, e lo testimonia l’incredibile scaletta proposta. Infatti, dopo la catchy “I walk beside you”, i nostri si lanciano in un viaggio a ritroso nel passato, dai tempi dei Majesty, pescando un pezzo per ogni disco, e che pezzi: “Another Won”, “Afterlife”, “Under a glass moon” (MIO DIO!), addirittura “Innocence faded”, una di quelle songs considerate tabù per la prova vocale… beh, James è tornato a cantare davvero, e come! Sempre in nota, le sbavature sono ridotte al minimo, complice una diversa tecnica esecutoria e le meraviglie della terapia riabilitativa a cui si sottopone ormai dal lontano 1998. Semplicemente da applausi. Altro bonbon della scaletta, i due brani “inediti”, o quasi, ossia la succitata “Another Won” dal demo dei Majesty, embrione dei Dream Theater, e la bellissima “Raise the knife”, estratta dalle sessions di Falling into Infinity, disco che, sempre più, dimostra i danni che l’industria discografica può fare ad una band: possibile che tutti i pezzi esclusi siano meglio di una buona metà di quelli inseriti nel disco??? Ma, miei cari, siamo appena all’antipasto, che ci crediate o no. Il piatto forte, infatti, è il secondo tempo di questo incredibile concerto: i nostri, tanto per gradire, si/ci regalano nientemeno che la versione completa di “Six Degrees of Inner Turbulence”, 42 minuti di song/concept… e lo fanno accompagnati da un’orchestra sinfonica di 40 elementi, diretta dall’esperto Jamished Sharifi! Il risultato, manco a dirlo, è sorprendente. L’esperta mano di Jordan Rudess in fase di arrangiamento, qui può rivelarsi in tutta la sua grandezza; le parti si interfacciano perfettamente sul tappeto sonoro della song, con un’intro ed un apice finale da brividi. Non basta? I Dream Theater chiudono in bellezza: una evitabile ma suggestiva “Vacant”, le due delicate e struggenti “The answer lies within” e “Sacrificed sons”, e la magniloquente, strabiliante “Octavarium”, il tutto con orchestra alle spalle! Credetemi, vale davvero la pena ascoltare e percepire l’alone di grandezza che queste esibizioni emanano; Rudess, Portnoy, Myung e Petrucci sacrificano un po’ dei loro cliché virtuosistici in favore della musica d’insieme, in modo da dare respiro all’orchestra, ed il tutto gira ed esplode in un crescendo da togliere il fiato, con un superbo James LaBrie saldamente al timone della nave. Contenti? Sazi? Appagati? Manco per idea: ecco a voi, finale dei finali, la mitica “Metropolis” eseguita, per la prima ed unica volta nella storia, con l’intro suonato dal vivo, da band e orchestra… basta, me ne vado, non la recensisco più! No, và, resto… c’è ancora il bonus dvd da gustarci: un documentario realizzato dai nostri dalle stanze del Berklee College, dove tutto cominciò; interviste agli ex componenti della band (tranne Kevin Moore… devono starsi proprio sugli zebedei, mah…), una storia lunga vent’anni raccontata in un’ora, davvero suggestivo. In più, l’animazione che accompagna la parte strumentale di Octavarium è un gustoso cartoon che disegna i nostri come dei supereroi, intrappolati all’interno di un labirinto (“trapped inside this octavarium”!) a combattere con dei mostri-ragno per salvare James! Divertente. Ancora? Ma no… ma si, tre canzoni riprese live in tre momenti diversi della carriera (il mitico tour giapponese del ’93, il tour di “Six Degrees…” del 2002 ed il famoso Gigantour del 2005, quello organizzato da Mustaine e soci, per intenderci).
Tiriamo le somme. Questo dvd/cd è decisamente un prodotto di qualità, una prova (qualora ce ne fosse bisogno) che si può legare marketing e dedizione alla causa senza essere tacciati di pressappochismo. Il lavoro dietro questo prodotto è sicuramente enorme, dall’orchestra, ai documentari, al numero decisamente alto di telecamere dispiegate per la ripresa del tutto. Ci sono come sempre luci ed ombre, che tengo a mettere in evidenza:

LUCI
- la prestazione della band, James LaBrie su tutti
- la regia (di Mike Portnoy, e chi altri!)
- la location, un posto assolutamente suggestivo, enorme e colmo di gente carica e giustamente ‘rumorosa’
- la scaletta, semplicemente da sogno
- il documentario, tutto il materiale bonus

OMBRE
- la qualità audio e video, pur molto buona, non mi è sembrata eccelsa nei bilanciamenti tra gli strumenti e nel mastering(eccezione fatta per il 5.1, tarato molto bene)
- le luci, stavolta molto elementari e decorative, poco ‘di movimento’, per una band che, già di suo, si muove pochino
- l’orchestra: bravi, per carità, ma se prestate orecchio, in alcuni momenti ci sono scordature evidenti, soprattutto negli archi e nei corni; in più, a parte le sezioni “obbligate”, gli arrangiamenti non gridano al miracolo.

Le conclusioni, come sempre in uscite di questo calibro, vanno fatte con le pinze. Da fan della band, non posso che ringraziare il cielo di esserlo, vista l’enorme mole di materiale che i Dream Theater, veri stakanovisti del metal, producono. Da recensore il più imparziale possibile, sicuramente questo prodotto ha in sé alcune ‘chicche’ (nella scaletta, nell’orchestra e nel materiale bonus) che valgono pienamente l’acquisto. Voi che ne dite? Ai posteri l’ardua sentenza.

P.S. Se per caso foste, come me, degli appassionati di nuggets, ossia di quei misteriosi riferimenti numerici e non solo che riempiono l’intero “Octavarium”, beh, qui ce n’è a bizzeffe: i numeri simbolici 8 e 5 sono presenti in maniera massiccia, non casuale: 8 songs nella prima parte, 5 nella seconda (escluso l’encore), 5 canzoni dall’ultimo disco, 8 dai precedenti, e Octavarium è la song n°13, 8+5… meglio che la smetta, và, che poi mi ci metto pure io! Ogni tanto, mi farebbe bene uscire e andare al calcetto! Alla faccia di Dan Brown!
Recensione a cura di Pippo 'Sbranf' Marino
Dream Theater & Orchestra:esperimento riuscito

Sentire i brani celebri della band suonati da una vera orchestra era un sogno di molti fans e della band stessa.Anche se in effetti i Dream Theater sono già di per sé una piccola e funambolica piccola orchestra,il supporto sinfonico rende i loro brani più epici mostrandone la grandezza dal lato strettamente compositivo.Se solo mettessero meno soli sarebbero perfetti,ma questo è il Teatro del Sogno.Prendere o lasciare.

OMG

è bellissimo! I Dream Theater hanno classe! Loro si che sono dei signori musicisti! Ho visto anche il il dvd e sono grandiosi! John Petrucci è il massimo! Il mio preferito! Oh Yeah! Dream Theater Spaccano! **

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