Logar's Diary - Book II Parlainth - The Forgotten City

Copertina 7

Info

Genere:Power Metal
Anno di uscita:2006
Durata:57 min.
Etichetta:Metal Fortress

Tracklist

  1. PARLAINTH
  2. THE RESTLESS TROLL
  3. HIROB´S WORDS
  4. THE SPELLS
  5. CASKET OF THE LAST RESIDENT
  6. DARK DESTINY OF PARLAINTH
  7. SEANCE - REBIRTH
  8. CURSED SOUL
  9. TORGAK´S SPEECH
  10. BEARER OF LIGHT
  11. CIRCLE´S LAST LINK
  12. PARLAINTH´S DISCOVERY
  13. UNDER ONE SKY

Line up

  • Hagen Hirschmann: vocals
  • Steven Schubert: guitars
  • Christoph Uhl: guitars
  • Felix Gretzer: bass
  • Stefan Renner: drums
  • Michael Kwandt: keyboard

Voto medio utenti

Misteri della fede. Metallica.
Già nel 2001 i Logar's Diary avevano realizzato "Book I: Iostros", ottimo esordio totalmente autoprodotto, tuttavia prima di poter sentire qualcosa di nuovo dalla band berlinese sono dovuti passare fin troppi anni, dato che solo ora, grazie alla Metal Fortress, riescono a replicare con "Book II Parlainth - The Forgotten City".
Ancora un concept fantasy ed una proposta musicale sempre calzante al contesto lirico, anche se rispetto al primo album le influenze dei Blind Guardian ("Bearer Of Light" o "Casket Of The Last Resident") o Running Wild ("Torgak’s Speech") appaiono meno marcate e vengono bilanciate da un occhio di riguardo riservato a soluzioni che ricordano sempre più i Rhapsody (sin da subito con la scattante opener "The Restless Troll", "Hirob's Words" o anche "Dark Destiny Of Parlainth"). La voce di Hagen Hirschmann si è fatta più sicura, mantenendo quel caratteristico timbro roco e graffiante che il cantante tedesco riesce comunque ad ammorbidire, come avviene su "Cursed Soul", mentre sono invece le chitarre a non essere mai incisive ed in grado di dare maggior spessore alle canzoni.
E' ad ogni modo evidente la cura riservata al songwriting ed agli arrangiamenti, alla scelta di melodie, passaggi, atmosfere ricercate e di cori mai troppo (beh, per quanto concesso dal genere) scontati, che ad esempio risultano vincenti (ed avvincenti...) su canzoni come la cupa ed orchestrale "Seance – Rebirth", "Circle´s Last Link" (e qui non mancano alcuni passaggi davvero "cattivi") o sulla cangiante (si passa da sonorità folk ad altre rinascimentali) "Parlainth´s Discovery". Scelte queste che penalizzano l'immediatezza e l’impatto delle canzoni e che possono far affiorare parallelismi con quella che è stata l'evoluzione dei Blind Guardian.
Onestamente dopo "Book I: Iostros" mi aspettavo qualcosa in più dai Logar's Diary, ma si collocano sempre a livelli ben al di sopra della media, ed ora che la band si è stabilizzata con l'ingresso di un batterista in carne ed ossa e hanno finalmente trovato il supporto di una casa discografica, il loro passo dovrebbe diventare più spedito.
Recensione a cura di Sergio 'Ermo' Rapetti

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