Copertina 2

Info

Genere:Heavy Metal
Anno di uscita:2019
Durata:non disponibile
Etichetta:Magic Circle Music

Tracklist

  1. MARCH OF THE HEROES INTO VALHALLA
  2. BLOOD AND STEEL
  3. SWORD OF THE HIGHLANDS
  4. YOU SHALL DIE BEFORE I DIE

Line up

  • Joey DeMaio: bass
  • Eric Adams: vocals

Voto medio utenti

Sarò breve: questo EP è una cosa indegna, fa schifo e pure puzza.

01 intro dozzinale, finto-epica fatta al PC
02 una canzone che vuole essere metal e fiera ma è povera di idee come poche e priva di qualsiasi momento anche solo vagamente interessante
03 ballata con intro rubata paro paro da Howard Shore e LOTR.
04 pezzo abominevole "cantato" in maniera raccapricciante da DeMaio che ti lascia un'espressione come di: "ma davvero?"

Maestri della pochezza.

Ora, io non so se questo sia un pesce d'aprile di dubbio gusto ma, nel caso, citando l'amico Beppe: "il pesce puzza".
Questa uscita è una presa in giro totale e dimostra che gli ex-Kings of Metal abbiano abdicato da un pezzo e questo è quel poco (nulla) che rimane della loro gloria.

Dopo aver chiarito le cose, vi spiego meglio.

I Manowar (o quel che rimane di loro) sono infatti partiti con il loro tour d'addio e per tenere "caldi" i propri fan hanno ben pensato fi fare uscire qualcosa di "succulento": una serie di EP inediti, di cui "The Final Battle I " è, appunto, il primo.

Louis Marullo
ha ancora una gran voce (con dei limiti, certo) ma il resto della brigata dimostra l'incapacità di scrivere una canzone , anche banale, che riesca minimamente a funzionare.

La dignità è persa. Il glorioso ritiro dalle scene è stato compromesso (oltre che da questa pubblicazione aberrante) dall'infelice scelta di partire per il tour d'addio con mezza formazione presa da una tribute-band (poi parzialmente corretta con l'inserimento di Anders Johansson dietro le pelli) in grado di regalare un coinvolgimento pari a quello che si prova guardando un frigorifero vuoto.

Li ho amati fino a Kings of Metal, supportati fino a Warriors of the World ma farmi prendere in giro e pagargli la pensione, anche no.
Un EP che non vale la plastica su cui è stampato.

I nemmici del vero medol ce li abbiamo in casa e sono proprio loro, gli ex-Kings of Metal.
Recensione a cura di Francesco Frank Gozzi

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Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 05 apr 2019 alle 15:22

A me piacciono le tette delle cover

Inserito il 05 apr 2019 alle 13:48

@royaldave, guarda, penso che la merda rimanga tale anche se confezionata in una bella scatola col fiocco. Io preferisco raccontare il contenuto della scatola mettendoci una bella etichetta "attenti, non aprite!". Se tu preferisci parlare di quanto sia bella la scatola o aprire sperando che ci sia una torta, fai pure :)

Inserito il 05 apr 2019 alle 12:02

Commento cretino come pochi. Non è che per fare il critico (d'arte, di sport, di cinema, di letteratura, di auto/moto) bisogna essere artisti, sportivi, registi/sceneggiatori, scrittori o ingegneri meccanici.... Forse qualcuno dimentica una cosa: questa gente GUADAGNA su queste merdate, non le regala. E quindi fa parte del gioco prendersi elogi e insulti. Sono convinto che il 99% di chi si lagna di certe recensioni, scassa il cazzo a sangue sulla qualità del prodotto e gnè gnè gnè e tutto il cinema del mondo se uno stuzzicadenti su 150 è rotto o qualunque prodotto industriale del mondo non sia come deve essere (o come il suddetto pensi che debba essere). Basta leggere le minchiate su Tripadvisor o sui siti di e-commerce...... E la musica, per un professionista che ne campa, è la stessa cosa dello stuzzicadenti. Il recensore ha fatto capire che il disco è una porcata e una presa in giro: ognuno lo fa a modo suo, chi con le parole e chi col Fabuloso in mano.

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