Copertina 6

Info

Genere:Gothic Metal
Anno di uscita:2006
Durata:non disponibile
Etichetta:AFM
Distribuzione:Audioglobe

Tracklist

  1. STORM
  2. SILENCE
  3. ASHES AND DREAMS
  4. VOICES
  5. FADE
  6. BEGIN AND END
  7. SENSELESS
  8. EXILE
  9. DISINTEGRATION
  10. DEBRIS

Line up

  • Nell Sigland: vocals
  • Raymond István Rohonyi: vocals
  • Frank Claussen: guitars
  • Vegard K. Thorsen: guitars
  • Lorentz Aspen: keyboards
  • Hein Frode Hansen: drums

Voto medio utenti

Il nuovissimo album dei TOT inizia inaspettatamente con il singolo apripista che riporta in evidenza il lato heavy della band, la bella voce della nuova cantante (incredibile la somiglianza del timbro vocale con Liv Kristine e talora anche Anneke van Giersbergen dei The Gathering) ci introduce soavemente subito incalzata da chitarre distorte che probabilmente chi segue i TOT non si sarebbe aspettato dopo due album come musique e assembly. La band nonostante la lunga pausa di silenzio torna in pista miscelando i frutti dell'esperienza raccolti durante il loro lungo cammino discografico, il cantato maschile è quasi robotico e ricorda quei filtri usati nella voce negli anni 80 ed ha un andamento marziale più vicino al cantato tedesco che quello inglese, vocals maschili che sinceramente annoiano non poco. I brani che aprono il disco sono di rapida assimilazione e dinamicità, la voce di Nell conferma brano dopo brano che i TOT non hanno perso nulla dall'abbandono di Liv, anzi, forse lo spettro di influenze della nuova singer è ancor più ampio della sua rivale. Quello che però lascia l'amaro in bocca è che questo album, nonostante si faccia ascoltare piacevolemente, lascia purtroppo il tempo che trova, quasi come se fermandosi a riflettere ci si chieda se ancora ci sia bisogno di questi Theatre Of Tragedy, tanto per capirci, Storm non è un brutto album, è suonato da buoni musicisti che conoscono bene il genere che propongono, ma Storm non è velvet darkness they fear, non è neppure lo slancio coraggioso in un genere diverso come fù musique, tanto contestato o amato, è semplicemente un album sufficiente come tanti e forse troppi ne escono al giorno d'oggi nel genere metal gothico, tutto suona perfetto, tutto suona ben prodotto, ma dopo aver ascoltato un brano come Fade quello che ne rimane è poca cenere che sfugge attraverso le mani serrate di una band che ha saputo dare molto in passato ma che in termini di idee è giunta al capolinea. Un album roccioso chitarristicamente parlando, come mai forse prima d'ora per i TOT, ma poco consono alla loro gloriosa storia.
Recensione a cura di Dragula

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