Copertina 6,5

Info

Anno di uscita:2006
Durata:48 min.
Etichetta:Nuclear Blast
Distribuzione:Audioglobe

Tracklist

  1. KILLING MACHINE
  2. DEVIL ON THE RED CARPET
  3. PUBLIC ENEMY NO.1
  4. NO APPARENT MOTIVE
  5. HELL IS FOR HEROES
  6. WHEN HATRED COMES TO LIFE
  7. SO GRIM, SO TRUE, SO REAL
  8. BEHIND THE CHURCH
  9. BRANDED BY IRON
  10. BULLDOZER FRENZY

Line up

  • Johan Lindstrand: vocals
  • Pekka Kiviaho: guitars
  • Mikael Lagerblad: guitars
  • Marek Dobrowolski: drums
  • Robert Axelsson: bass

Voto medio utenti

Senza pretese cambiare il mondo della musica o di rimanere impresso nella storia, ecco che Johan Lindstrand ( ex vocalist dei The Crown ) si ributta in pista con questo suo nuovo progetto. gli One Man Army ( And The Undead Quartet ). Questa premessa serve subito a farvi capire che le dieci canzoni presenti in questo debutto sono altamente derivative, non aggiungono nulla sia alla carriera di Lindstrand sia alla scena death/thrash mondiale. Eppure il disco mi ha molto divertito, pur palesando evidenti limiti di personalità. A parte la potenza, che non guasta mai, e la precisione dei musicisti coinvolti, di questo " 21st Century Killing Machine " mi ha colpito la quantità industriale di solos presenti, e tutti di ottima qualità, oltre ad alcune linee vocali ben congeniate e bilanciate tra grinta e melodia. Assoli armonici, ispiratissimi, che rimandano agli anni d'oro del thrash, perfettamente amalgamati all'interno della struttura dei vari brani. Tutto il disco scorre fluido e l'unico pezzo un pò sottotono è il conclusivo " Bulldozer Frenzy ", che ha l'insistente puzzo del filler. ma è il solo brano veramente sbagliato, visto che tutta la tracklist viaggia tranquillamente sui binari di sufficiente qualità. Certo è che se cercate un dischetto di death/thrash da tramandare ai vostri figli e/o nipoti, con questi One Man Army cascate malissimo. Lindstrand e soci hanno forgiato un platter quadrato e coeso nell'intenzione di spaccarci i padiglioni auricolari, ma nulla più. Un lavoro che và premiato per la sua onestà e per la pregevolezza dei solos. Per il resto è tutto un susseguire di deja vù. Anche se piacevolissimi. Sufficienti, nulla più.
Recensione a cura di Andrea 'ELASTIKO' Pizzini

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