Pyre - Human Hecatomb (reissue)

Copertina 8

Info

Genere:Death Metal
Anno di uscita:2018
Durata:65 min.
Etichetta:Redifening Darkness

Tracklist

  1. MERCILESS DISEASE
  2. FAR BEYOND THE UNKNOWN
  3. LAST NAIL IN YOUR COFFIN
  4. POSSESSED
  5. FLESH TO POLES
  6. UNDER THE DEATH REIGN
  7. WE CAME TO SPILL THY BLOOD
  8. CURSED BLOODLINE
  9. DISTURBIA
  10. FAR BEYOND THE UNKNOWN (DEMO)
  11. FLESH TO POLES (DEMO)
  12. CURSED BLOODLINE (DEMO)
  13. WE CAME TO SPILL THY BLOOD (DEMO)
  14. NOCTURNAL HELL (SLAUGHTER COVER)

Line up

  • Dym Nox: Bass, Vocals
  • Kannib Maledik: Drums
  • Roman Rotten: Guitars
  • Fred Obsinner: Guitars

Voto medio utenti

Sia come scribacchino, sia come semplice fruitore, mi è capitato innumerevoli volte di avere fra le mani lavori derivativi che, seppur rifacendosi a modelli e stili già consolidati nel tempo, mancavano di quella freschezza, di quella “felice intuizione” da renderli godibili ed attuali.

Ma – c’è sempre un ma – ,a volte, ti capita di incrociare l’eccezione alla regola. Non importa se l’ascolto ti arriva da parte di amici o perché pescato casualmente fra i titoli che regolarmente ci arrivano da recensire o perché il caso ha voluto che finisse fra i suggeriti da Youtube, quel disco possiede le qualità per imporsi fra una marea di cloni.
È questo il caso dei russi Pyre che, con “Human hecatomb”, riescono ad esser più svedesi degli svedesi stessi. Ebbene sì! “Human hecatomb” è il disco che gli Entombed A.D. non hanno mai scritto e mai registrato ai Sunlight Studios in un tripudio di midrange, in una esaltazione del Boss hm-2 (o del Behringer hm300 se non avete troppi soldi in tasca). In più aggiungete una piccola dose “rubata” agli Asphyx, specie nel modo di cantare del singer Dym Nox derivato dallo stile inconfondibile del grande Martin Van Drunen.

I famigliari suoni a zanzara, le note lunghe alternate ai riff taglienti, il D-beat… tutti gli elementi della Scuola Svedese trovano la loro giusta collocazione nelle canzoni proposte nel cd. Prendete ad esempio la seconda traccia “Far beyond the unknown”: durante lo scorrere dei secondi verrete letteralmente trasportati nel 1991, all’epoca dell’uscita di “Clandestine”.

E questo “senso di beatitudine” pervade l’intero cd senza cali, senza storpiature o brutture di alcun genere, il songwriting complessivo è valido e abbondante, la registrazione impeccabile nel ricreare fino all’ultimo dettaglio il sound di quegli anni.

La versione riproposta in commercio, contiene come bonus la versione demo di quattro bani finiti poi sul disco più la cover di “Nocturnal hell” degli Slaughter per un totale di oltre 60 minuti di musica da spararsi tutta di un fiato per poi ripremere il tasto play del lettore.

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