AElementi - Una Questione Di Principio

Copertina 7

Info

Genere:Prog Rock
Anno di uscita:2017
Durata:44 min.
Etichetta:Andromeda Relix / Lizard Records
Distribuzione:GT Music

Tracklist

  1. PRINCIPIO
  2. LONTANANZA
  3. VUOTO
  4. STRANIERO
  5. DELIRIO
  6. VOCE
  7. ADDIO

Line up

  • Daniele Lulli: guitars
  • Francesca Piazza: vocals
  • Manuele D’Anastasio: drums
  • Angelo Celani: bass
  • Dario Pierini: keyboards
  • Giordana Sanfilippo: backing vocals
  • Carlotta Sanfilippo: backing vocals

Voto medio utenti

Rock, pop e prog, il tutto amalgamato attraverso le favolose difficoltà fonetiche incarnate dalla lingua italiana … ci hanno provato in parecchi a far funzionare un’alchimia piuttosto complicata da realizzare, spesso con risultati abbastanza controversi.
Seguire l’esempio di P.F.M., Banco e Le Orme, che nel corso della loro lunga e variegata carriera hanno saputo anche “giocare” con le melodie più “mainstream”, è sicuramente un’impresa ambiziosa e ricca d’insidie, ma dopo l’ascolto attento di “Una questione di principio”, opera prima degli Ælementi, mi sento di sostenere con convinzione la scelta espressiva di quest’abile e preparata formazione romana.
Patrocinati dall’autorevole connubio Andromeda Relix / Lizard Records, i capitolini giungono al sospirato esordio a distanza di più di dieci anni dalla fondazione e dimostrano la loro notevole maturità attraverso un disco molto ben congeniato, suonato da ottimi musicisti e cantato con versatilità e intensità interpretativa da un’eccellente voce femminile.
Francesca Piazza, Daniele Lulli, Manuele D’Anastasio, Angelo Celani e Dario Pierini sfuggono i trabocchetti disseminati lungo il tracciato musicale selezionato e sfornano un albo molto godibile, in cui nulla appare artefatto e dove suoni e parole s’incastonano quasi sempre con fluidità e istantaneità, senza per questo mortificare le variazioni tipiche della scuola progressiva.
La splendida “Lontananza”, “Vuoto”, con le sue accattivanti scorie funky, e la cangiante “Straniero” sono testimonianze importanti del conseguimento di un delicato equilibrio tra fantasia, poesia e “cantabilità” e se “Delirio” sconta un pizzico di eccessiva leziosità, tocca a “Voce” e alla carica suggestiva di “Addio” riportare la barra sulla giusta direzione, pilotata da strutture armoniche palpitanti, coinvolgenti e pregne di feeling.
Frammenti sparsi di luccicante prog-metal completano il quadro stilistico di un lavoro solo apparentemente “semplice”, fatto di canzoni che vi troverete a “canticchiare” subito dopo averne apprezzato l’elevato valore artistico.
Recensione a cura di Marco Aimasso

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