Copertina 6

Info

Anno di uscita:2005
Durata:49 min.
Etichetta:Albert
Distribuzione:Frontiers

Tracklist

  1. BREATHE FOR ME
  2. MY WORLD
  3. THE WAY YOU HATE ME
  4. ALIVE
  5. SWEET RESORT
  6. SILENCE WHEN YOU'RE BURNING
  7. PERFECT SNEER
  8. SHUT ME DOWN
  9. FINAL ALIBI
  10. STAND UP
  11. PARAGON
  12. HAPPYSONG

Line up

  • Kevin Brown: vocals
  • Ian Pellman: guitar
  • Chris Drinkwater: bass
  • Rupert Mann: drums

Voto medio utenti

Quando ascolto dischi come questo "Sweet resort" dei britannici Happylife, ho sempre la nitida impressione di avere a che fare con un abile assemblaggio da laboratorio, "scientificamente" studiato per avere successo in quelle classiche operazioni di "fishing" indirizzate fondamentalmente al pubblico più giovane.
Pop, mainstream rock, influssi naif-dark, suggestioni post-grunge, una spruzzata d'emo-rock (che non fa mai male) e un po' d'effettistica elettronica qua e là, il tutto arrangiato, prodotto e registrato in maniera impeccabile, sono il risultato finale degli studi attenti degli Happylife, i quali ci offrono un prodotto che sembra fatto apposta per ottenere un ampio consenso tra le frange del "popolo di MTV": non troppo duro da "spaventare", né eccessivamente morbido da perdere la sua carica "alternativa".
Il Cd non è da buttare, intendiamoci e, come anticipato, la competenza nel "montaggio" sonoro evidenziata dai nostri è piuttosto rilevante, ma il loro cocktail shakerato di Placebo, Feeder, Muse, Foo Fighters, con una spolverata di Jimmy Eat World, non convince pienamente e benché sia un discreto esempio di "imitazione ponderata", quello che manca davvero in questo lavoro è la spontaneità, una caratteristica che, per esempio, sembra almeno essere presente nell'esibizione dei Serafin, un altro gruppo inglese che per alcune similitudini "ispirative", può essere in qualche modo accostato a questi Happylife.
"Breathe for me" (Brian Molko si sta ancora chiedendo quando mai ha scritto questo brano e soprattutto perché non sta ricevendo le royalties!), le melodie corpose e le linee vocali appassionate di "My world", l'emo-zionalità di "The way you hate me", le variazioni di "Shut me down", l'atipica ballata "Final alibi", la gradevole "Stand up" e la muscolare "Paragon" sanno anche come stimolare sensazioni positive in cuore e cervello dell'ascoltatore, ma sul dischetto nel suo complesso aleggia un po' troppo questo "fastidioso" senso d'artificiosità e la volontà pressoché esclusiva di indirizzare i propri sforzi creativi alla ricerca di un effetto che possa essere a tutti i costi appetibile per le nuove generazioni.
Personalmente, riserverei i miei soldi per acquisti rivolti ad esibizioni musicali più genuine e fantasiose, ma non mi stupirebbe affatto vedere gli Happylife, con l'aiuto di una promozione adeguatamente "cool", gratificati da buoni risultati nelle solite "alternative charts" internazionali.
Recensione a cura di Marco Aimasso

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