Copertina 6,5

Info

Genere:Power Metal
Anno di uscita:2018
Durata:55 min.
Etichetta:Underground Symphony

Tracklist

  1. CLOCKWORKS
  2. THE GATES OF CHRONOS
  3. SYMPHONIES OF THE DREAMS UNTOLD
  4. THE LAST DYING EMBER
  5. OF DUST AND FLOWERS
  6. FACES
  7. INNOCENT AND LOST
  8. THE ASCENT
  9. TIME OF YOUR LIFE
  10. REVELATIONS
  11. HOMELAND

Line up

  • Filippo Tezza: vocals
  • Eddie Thespot: guitars
  • Davide Baldelli: keyboards
  • Xavier Rota: bass
  • Michele Olmi: drums

Voto medio utenti



Italianissimi provenienti da Brescia, e Chronosfear sono autori di un power/symphonic metal che richiama in modo palese band del calibro di 

Stratovarius, Symphony X, Sonata Arctica, Dream Theater, Nightwish, Kamelot, Edguy, Gamma Ray, come del resto si può vedere leggendo la presentazione sulla loro pagina Facebbok




I CHRONOSFEAR nascono a Brescia nel lontano 2003 con il nome di "Wings of Destiny", dalla mente di Michele Olmi, dediti alla riproposizione di cover power metal dei grandi nomi della scena (Gamma Ray, Rhapsody, Stratovarius, Sonata Arctica ecc).
Successivamente a diversi e numerosi cambi di line-up, la band riprende vita con il nome di CHRONOSFEAR nel 2012, con il solo Michele rimasto dalla formazione originale, intenzionato a portare on-stage una band di power metal sinfonico con brani originali.
Un primo demo di tre pezzi viene registrato nel 2013, dopodichè tutti i componenti, ad eccezione di Olmi, lasciano la band. Tra il 2015 e il 2016, i CHRONOSFEAR trovano finalmente la propria stabilità nella formazione attuale, composta da Michele Olmi (batteria, anche in Spellblast e nel solo-project Just A Dreamare), Davide Baldelli (tastiere), Xavier Rota (basso, anche in Spellblast) Filippo Tezza (voce, anche in Empathica e progetti solisti Tezza F. e Silence Oath) e infine Edoardo Lamacchia, ultimo entrato nella band nel novembre 2016.
Una line-up finalmente compatta e vincente, composta da musicisti preparati e con diverse esperienze nel campo musicale. Nell'estate del 2017 è stata conclusa la composizione del primo disco ufficiale, mentre la band si prepara alle registrazioni e ai primi concerti.
Personalmente nei nomi citati ho trovato molte più similitudini nei Symphony X, Kamelot, e Sonata Arctica, che ad esempio in band di stampo tipicamente più Power quali Helloween e Gamma Ray.



Diciamola tutta, i nostri sono stati capaci di realizzare undici canzoni davvero ben fatte, probabilmente qualcuno potrebbe storcere il naso e dire che non è “nulla di nuovo” e forse sarà anche così, ma ad ogni modo non si tratta della solita minestra riscaldata, come visto fra in passato da altre band, se poi consideriamo che questo il debut album per i Chronosfear, non posiamo che applaudire questi ragazzi per il lavoro svolto.

Come dicevo, in questo prodotto troviamo una miscela di Power che ben si amalgama col lato, forse troppo accentuato, più Symphonic Metal della band.

Il risultato finale comunque è un’alchimia che risulta gradevole e che supera ampiamente l’esame del “primo ascolto” andando a riprendere l’album anche dopo diversi giorni, soprattutto per “riscoprire” episodi come la ballad (che poi ballad non è) “Innocent and Lost” in cui con le dovute proporzioni, pare di ascoltare un vecchio pezzo dei Dream Theater o la open track “Clockworks”.



Fra gli altri brani presenti in "Chronosfear" dobbiamo assolutamente citare “Time of your Life” con quel suo incedere fra l’epico e il power nel senso più classico del termine e 
la successiva “Revelations” che conferma quanto di buon sentito fino a questo momento.

Un discorso a parte meriterebbe invece la conclusiva “Homeland” (questa volta si, è una vera ballad) che chiude l’album in modo davvero autorevole e non è sempre facile riuscirci con una ballad.

"Chronosfear" è un album tagliato su misura per tutti i cloro che amano il genere Symponic Metal, enfatizzato seppur in modo intelligente. 


E' un lavoro che forse, anzi certamente, nulla aggiunge al panorama musicale attuale, ma che trattandosi di un debut album e considerando la promozione che i ragazzi della band stanno facendo del loro lavoro, merita senza alcun dubbio un giudizio più che positivo, se poi aggiungiamo che si tratta ancora una volta di una band Made in Italy
Recensione a cura di Fabio De Carlo

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