Copertina 8

Info

Anno di uscita:2018
Durata:65 min.
Etichetta:Metal Blade Records

Tracklist

  1. NAIL THEIR TONGUES
  2. TO HELL OR THE HANGMAN
  3. WHERE LIE THE GODS
  4. EXILE AMONGST THE RUINS
  5. UPON OUR SPIRITUAL DEATHBED
  6. STOLEN YEARS
  7. SUNKEN LUNGS
  8. LAST CALL

Line up

  • Alan Nemtheanga: vocals
  • Ciaran MacUiliam: guitars
  • Michael O' Floinn: guitars
  • Pol MacAmlaigh: bass
  • Simon O' Laoghaire: drums

Voto medio utenti

Chedupalle con ste battaglie ideali e coi dilaniati al suolo.
Prosegua pure il paganesimo elettrico e "il culto" del rifiuto (apparentemente coraggioso) della contemporaneità (secolare!!)
ma senza di VOI: Illustri lettori di metal.it
Non c'è altro da ribadire. Il celtic-metal è ufficialmente, un pezzo di prato umido d'estate e una zolla di permafrost invernale, che non lascerà che vermi e insetti contemplatori.
Ovviamente parlo a Vanvera.

Primordial di nome e di dischi.
La band irlandese dall'epicafacile E dalle profonde lande interiori continua a stupire decennio dopo decennio e con EAtR ci trasporta nel nocciolo di ogni Rovina.
Quest ultimo lavoro è un miscuglio molecolare mercureo (ghisa...iridio...)
e furente. Ha l'enorme pregio di esser portatore di melodie universali che amalgamano i popoli metallici della terra e che fanno del ferro uno statuto-sociale imponente, veementemente equanimizzante.
Qualche evocazione arcaica e le solite pennate stilistiche riempiono le membra di linfa e le coclee di liquidi puri.
È pressoché difficile non coniugare rammaricare perché qua e là qualcosa non torna. Avete presente quelle pellicine che passano dal rossore del dito alla paura della sofferenza?
Ecco...
Seppur siamo e restiamo accanto ad Un gruppo immenso che incarna forze distanti, coraggiosi strazi, e imminenti (medesime) sconfitte.
I P., inoltre, pianificano un'anima dispersa, vacua, altrimenti inesistente.
I nostri riescono una volta ancora a sublimare le corde tese e a far collassare le note assurde all'altezza del petto.
I suoni sono organizzati per cartelle e quindi qualcosa della personalità musicale può ammorbare.
L'oggettività del carisma e dello spirito [superiore] si tocca ,quando, nella stessa canzone si sentono vivi i morti e soavi (tangibili) I simboli [ - W. Dane in bilico tra alcune suggestioni Åkerfeldtiane
fuse al piombo delle divagazioni fuligginose degli sconosciuti geniali Anacrusis...]
Anche i "miglior" Andreas Hedlund (M. Barrow) aleggiano come egregore attorno a N. Nemtheanga.
Tutto è ricco, profondamente livido e incantenvole. Unico. Teso ad essere altrove e ovunque: inarrivabile a "chi" canti le gesta senza comprendere cosa sia La caduta (« dharme cārthe ca kāme ca mokṣe ca bharatarṣabha
yad ihāsti tad anyatra yan nehāsti na tat kva cit »)

Album della settimana. Torniamo... (Da) DOPE!
Recensione a cura di Marco Pastagakio Regoli

Ultime opinioni dei lettori

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Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 06 apr 2018 alle 21:14

davvero bravissimi e ahimè sottovalutati

Inserito il 06 apr 2018 alle 08:56

Li adoro ! Mai Banali, mai ripetitivi, potenti e malinconici al contempo. Per me nella loro proposta quasi unici.

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