Copertina 7,5

Info

Genere:Gothic Metal
Anno di uscita:2017
Durata:52 min.
Etichetta:Pride & Joy Music

Tracklist

  1. THE KEY
  2. THE SONG OF THE UNIVERSE
  3. EMPTY WORLD
  4. ARE YOU GONE?
  5. TWIN FLAMES
  6. A REVERIE
  7. MY REALM
  8. LOST CHILD
  9. IMAGINARY WORLD
  10. NO MORE
  11. TRIP OF DESTINY
  12. I'M YOU
  13. POETS (CALLIOPE)

Line up

  • Angela Di Vincenzo: vocals
  • Andy Menario: guitar
  • Michele Raspanti: bass
  • Nicola Corrente: drums
  • Henrik Klingenberg: keyboards

Voto medio utenti

The key to the world” è un disco di symphonic power metal e i suoi autori, i Secret Rule, sono guidati da una fascinosa cantante.
Lo diciamo subito a scanso di equivoci, o meglio lo ricordiamo a beneficio dei lettori più distratti, giacché questa, pubblicata di recente per la Pride & Joy Music, è la terza fatica sulla lunga distanza dei romani.
Una volta precisata l’appartenenza stilistica e la tipologia della formula espressiva, entrambe di grande successo e diffusione, è anche necessario sottolineare come la proposta dei nostri non si limiti esclusivamente a riciclare atmosfere e sonorità note e come anche quando lo stereotipo è abbastanza incombente, ci sia sempre un “qualcosa” in grado di distinguerli dalla massa.
La chiamerei “sensibilità artistica” ed è la capacità di variare con gusto innato il proprio songwriting, muovendosi tra le pieghe del genere in maniera sempre equilibrata e piuttosto convincente, evitando che l’effetto cliché e il rischio del “troppo sentito” finiscano per affossare la fruizione dell’opera.
Potenza, magniloquenza, groove e ammiccamenti tra pop ed elettronica si combinano in un programma complessivamente di pregevole livello, pilotato dalla duttile e intensa laringe di Angela Di Vincenzo e da intrecci melodici intrisi d’immediatezza, passionalità e forza, risultato di una consapevolezza, di una coesione e di un’esperienza ormai parecchio consolidate.
La presenza di ospiti prestigiosi come Henrik Klingenberg (Sonata Arctica), Henning Basse (Firewind, MaYan) e Ailyn Giménez (ex Sirenia), assieme all’ottimo lavoro in cabina di regia di Tue Madsen (The Haunted, Moonspell, Dark Tranquillity, ...) e Fabio D’amore (Serenity) rafforza ancora una volta il carattere “internazionale” del prodotto, ma ormai è evidente che i Secret Rule hanno i mezzi per sfidare ogni forma di concorrenza e sono attrezzati per attrarre un pubblico vasto e pure attento ai dettagli (ehm, se ancora esiste …).
Il clima enfatico di “The song of the universe” e “Trip of destiny”, il fascino gotico di “Empty world”, "Lost child” e “Poets (Calliope)” e poi ancora la possente attrattiva garantita dalle frenesie ammaliatrici di "Imaginary world” (feat. Ailyn), dalla struggente "No more” e dal brillante tocco electro di “I’m you” rappresentano le peculiarità più appassionanti di un programma che si segnala anche per l’ardore cibernetico di “Are you gone?” e per la melodrammaticità di "My realm”, abili a sfuggire per un “soffio” la ridondanza kitsch.
In un settore dove la sterilità da “uso & abuso” è abbastanza comune, i Secret Rule continuano ad apparire una realtà importante e interessante, fedele ai dogmi senza eccedere nelle ovvietà e soprattutto capace di scrivere e suonare canzoni coinvolgenti ed emozionanti.
Ciò detto, è mia opinione che la piena “maturità” della band non sia ancora arrivata e che Andy Menario e i suoi pards possano riservarci ulteriori significativi sviluppi creativi … io ci conto … non mi deludete, eh?
Recensione a cura di Marco Aimasso

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