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Info

Genere:Death Metal
Anno di uscita:2017
Durata:54 min.
Etichetta:Nuclear Blast

Tracklist

  1. AWAKEN FROM THE DARK SLUMBER (SPRING)
  2. THE FOREST THAT WEEPS (SUMMER)
  3. ETERNAL DARKNESS (AUTUMN)
  4. LONELINESS (WINTER)

Line up

  • Jari Mäenpää: vocals, studio guitars, programming
  • Kai Hahto:drums
  • Jukka Koskinen: bass
  • Teemu Mäntysaari: guitars
  • Asim Searah: guitars

Voto medio utenti

Inserito il 21 lug 2017 alle 13:55

Tutti a sfregarsi le mani in attesa di questo "capolavoro", e ora?

(Modificato il 21 lug 2017 alle 13:55)
Inserito il 21 lug 2017 alle 16:05

Tutti a sfregarsi le mani in attesa di questo "capolavoro", e ora? eh eh eh già Frank...l'unico commento è di chi non ama i Wintersun.. curioso....

Inserito il 21 lug 2017 alle 19:53

beh è un genere che bisogna amare... per poterlo "capire"... ovviamente chi è lontano da questo tipo di sonorità non lo apprezzerà lo ascolterà con superficialità o quantomeno potrà dire che è bello, per poi finire nel dimenticatoio dopo qualche ascolto..

Inserito il 23 lug 2017 alle 11:52

purtroppo non ho avuto ancora modo di ascoltarlo a dovere e con la giusta concentrazione ma i primi due ascolti mi hanno fatto godere non poco...

Inserito il 24 lug 2017 alle 10:57

sempre stati i migliori del nuovo metal....SENZA ALCUN DUBBIO..stratosfera !!!

Inserito il 24 lug 2017 alle 20:53

Un grande grande album, Jari continua a dimostrare di essere un gran compositore, regalandoci un ottimo proseguio del capolavoro Time...poi se uno ascolta solo brutal death vomit stograncazz metal, mi pare anche stupido che intervenga a fare il grosso...album da avere per chi ama il genere

Inserito il 26 lug 2017 alle 12:47

il brutal è solo pattume...questa è grande composizione....e inventiva!!

Inserito il 28 lug 2017 alle 13:40

La prima impressione è stata deludente, gli ascolti successivi hanno confermato che i Wintersun, almeno dal mio punto di vista, hanno fatto non uno, ma almeno 1000 passi indietro rispetto al bellissimo Time I. A volte sembrano scimmiottare i Dimmu Borgir più sinfonici, altre volte strizzano l'occhio al gothic più commerciale, le splendide aperture melodiche di Time I si sono trasformate in cori da stadio (nel senso proprio dei tifosi ubriachi), pacchiani e fuori luogo. Non salvo proprio niente di questo disco...

Inserito il 28 lug 2017 alle 14:59

boh... a me continuano a sembrare roba di plastica.

Inserito il 29 lug 2017 alle 23:50

boh... a me continuano a sembrare roba di plastica. Si, non avevo dubbi, è anche vero che a te suona di plastica qualsiasi cosa che abbia un minimo di melodia catchy o che non abbia un "vocalist" a cui abbiano strappato lo scroto senza anestesia...quindi il tuo parere su album che ti fanno schifo a prescindere ancora prima di aver ascoltato una nota è lievemente poco oggettivo

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