Copertina 5,5

Info

Genere:Heavy Metal
Anno di uscita:2017
Durata:56 min.
Etichetta:Sure Shot Worx

Tracklist

  1. HADRIAN CARRYING STONES
  2. THEY THAT WALK THE NIGHT
  3. FROZEN GODDESS
  4. GONE ASTRAY
  5. THE HOUR OF DYING
  6. THE KRAKEN
  7. CIMMERIA
  8. EARENDIL

Line up

  • S. Hamacher: bass
  • J. Zehner: drums
  • Max "Savage" Birbaum: guitars
  • K. Hamacher: guitars
  • A. Vornam: vocals

Voto medio utenti

Un disco particolare questo debut “Far From Light” dei tedeschi Lunar Shadow, che richiede piu’ di un ascolto per essere assimilato ma che anche dopo non e’ di facile inquadramento. Non parliamo di prog complicato o di death ultratecnico, ma di un mix fra diverse influenze ufficialmente citate dalla band, quali Solstice, Dark Forest, Manowar, Bathory, Dissection , Slough Feg, un bel minestrone non c’è che dire, tuttavia il risultato finale, seppur apprezzabile per l’impegno profuso, risulta davvero troppo ostico. Non troviamo nessuna delle influenze citate come dominante anche se il tono epico delle composizioni rimanda in alcuni casi ai primi Manowar, con una durata dei brani che è mediamente troppo lunga però e questo è un punto a sfavore, che rende l’ascolto legnoso. Si parte con “Hadrian Carrying Stones” dall’iniziale arpeggio ( ogni canzone inizia con un arpeggio peraltro ) che ricorda un po’ “Rock Bottom” vecchia composizione dei Kiss, e si prosegue con altri brani che ricalcano un po’ tutti la stessa linea e cioè una melodia ababstanza semplice, riff metal impreziositi da un lavoro chitarristico (questo si!) davvero lodevole pieno di sovraincisioni, twin-guitars, assoli, una base ritmica piuttosto monocorde ed un cantato senza infamia nè lode, molto lineare e piatto. Le composizioni sono ricche di effetti di sottofondo ma non aiuta la produzione, davvero al minimo sindacale, ma forse questo è stato l’intento della band nel voler assicurare un suono piuttosto “raw”. Insomma, a conti fatti abbiamo di fronte un prodotto un po’ troppo difficile, sicuramente coraggioso nella sua proposta ed anche discretamente suonato, ma davvero mi chiedo quale possa essere il suo pubblico di riferimento…
Recensione a cura di Marco ’Metalfreak’ Pezza

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Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 12 mar 2017 alle 08:43

Devo dire che per apprezzare il cantato (molto pulito, con poco spessore ed inoffensivo) ci ho messo un po', così come continuavo ad immaginarmi il disco con una produzione differente, più muscolosa e profonda ma... poi ci sono entrato e canzoni come The Kraken ti fanno urlare a petto nudo.

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