Copertina 5

Info

Anno di uscita:2017
Durata:46 min.
Etichetta:Nuclear Blast
Distribuzione:Audioglobe

Tracklist

  1. MACHINE MESSIAH
  2. I AM THE ENEMY
  3. PHANTOM SELF
  4. ALETHEA
  5. ICEBERG DANCES
  6. SWORN OATH
  7. RESISTANT PARASITES
  8. SILENT VIOLENCE
  9. VANDALS NEST
  10. CYBER GOD

Line up

  • Derrick Leon Green: vocals & guitars
  • Andreas Rudolf Kisser: guitars
  • Paulo Xisto Pinto Jr.: bass
  • Eloy Casagrande: drums

Voto medio utenti

I Sepultura quest’anno compiono 33 anni di carriera e, per quel che mi riguarda, hanno 20 anni di troppo, dal quel 1997 che vide l’abbandono di Max Cavalera.
Avrebbero dovuto sciogliersi e invece hanno deciso di proseguire, inanellando una serie infinita di album mediocri.
Machine Messiah” è il 14° album in studio della discografia della band di Belo Horizonte che nulla aggiunge a quanto già fatto in passato.
Chiariamoci subito, non voglio fare per l’ennesima volta la parte del fan deluso rimasto ai tempi di “Roots”, ma sfido chiunque a trovare validi motivi per acquistare un disco dei Sepultura nel 2017.
Certo, si obietterà, il giudizio va dato qui ed ora, senza scomodi paragoni con il passato, ma è altrettanto vero che non si può non tenere conto di ciò che c’è in giro, e in giro c’è sicuramente tanta, ma tantissima, musica più eccitante ed emozionante dei Sepultura del 2017.
Machine Messiah” è un disco he al netto di certe influenze tipicamente heavy, soprattutto negli assoli, che riportano le lancette indietro di 25 anni, al netto di alcune trovate d’effetto, come il mood orientaleggiante di “Phantom Self” e certi inserti di tastiere di “Sworn Oath”, ha davvero poco da offrire.
Vogliamo parlare della cattiveria “agonistica”? Se “I Am The Enemy” è il frutto di tale cattiveria allora è meglio gettare subito la spugna, un pezzo che è alquanto inoffensivo, come possono esserli dei quasi cinquantenni che non hanno più la grinta, la verve, gli “’occhi della tigre”, che potevano avere a 20 anni.
Aggiungo che un pezzo come “Alethea” o “Sworn Oath” hanno un buon groove, ma giusto per citare qualcosa di positivo e non dirne solo male.
Il giudizio definitivo si aggira dalle parti della mediocrità, anche se c’è chi cercherà di convincervi che i Sepultura questa volta hanno azzeccato il disco buono, come non lo azzeccavano da anni. Peccato che sono anni che la band non faccia un disco non dico degno di essere acquistato, ma di essere addirittura ascoltato. Ma come diceva il vecchio adagio, “de gustibus…”.
Chiudo rimarcando ancora una volta la delusione nel non provare alcuna emozione ad ascoltare un pezzo dei Sepultura, band che una volta era una certezza, che ha accompagnato la mia crescita musicale e non.
Recensione a cura di Luigi 'Gino' Schettino

Ultime opinioni dei lettori

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Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 18 gen 2017 alle 14:37

Non ce l'avevo con te direttamente Dope, ma in generale contro un po' tutti quelli che smerdano "Roots" ... ci sono almeno 5-6 brani allucinanti, tra cui "Cut-Throath" che oltre ad essere un pezzo spacca tutto dal riff abrasivo ha anche un testo mica male (cosa molto rara nel metal) ... comunque sia quando si parla dei Sepultura bisogna coniugare tutti i verbi al passato perché quelli attuali sono degni di aprire giusto per le Baby metal ... (o come cazzo si chiamano)

Inserito il 18 gen 2017 alle 11:03

I Seps che diventano i cugini sfigati dei Machine Head é davvero triste... comunque questo é solo l'ennesimo inutile album di una band che si sarebbe dovuta sciogliere dopo "Roots" , un album che, a differenza di molti, ritengo fondamentale nella storia del metal. Da qui a piacervi per forza ce ne passa ma negarne l'importanza é un po' fazioso... Infatti ho scritto che Roots è il disco di merda più IMPORTANTE della storia del metal. ;-)

Inserito il 18 gen 2017 alle 11:00

I Seps che diventano i cugini sfigati dei Machine Head é davvero triste... comunque questo é solo l'ennesimo inutile album di una band che si sarebbe dovuta sciogliere dopo "Roots" , un album che, a differenza di molti, ritengo fondamentale nella storia del metal. Da qui a piacervi per forza ce ne passa ma negarne l'importanza é un po' fazioso...

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