Armory - World Peace… Cosmic War

Copertina 7,5

Info

Anno di uscita:2016
Durata:42 min.
Etichetta:High Roller Records

Tracklist

  1. WORLD PEACE (INTRO)
  2. COSMIC WAR
  3. HIGH SPEED DEATH
  4. HELL'S FAST BLADES
  5. SPINNING TOWARDS DOOM
  6. WITHOUT DAYS, WITHOUT YEARS
  7. ARTIFICIAL SLAVERY
  8. PHANTOM WARRIOR
  9. FINAL BREATH
  10. SPACE MARAUDERS

Line up

  • Konstapel P.: vocals
  • G.Sundin: guitars
  • Ingelman: guitars
  • Anglegrinder: bass
  • Ace: drums

Voto medio utenti

Dopo l'intro (poco più di qualche effetto e declamazione buttati un po' li a caso) "World Peace", l'irruenza di "Cosmic War", un mix di "The Trooper" e "Agents of Steel", scaccia via ogni diffidenza, aprendo la strada a quello che si rivelerà un disco interessante e coinvolgente.
L'accenno agli Agent Steel, peraltro rafforzato dall'ambientazione Fiction Fantasy che caratterizza l'esordio di questa formazione svedese già a partire dalla sua copertina, è ancor più marcato su "High Speed Death", dove Konstapel P. si lancia lungo rotte spaziali che lo avvicinano a John Cyriis senza finire per sfigurare, anzi mostrando una versatilità non comune.

Ritmi già sostenuti ma che prendono velocità (direi warp drive fattore 5.5) con "Hell's Fast Blades" e "Spinning Towards Doom" ma anche con "Artificial Slavery" e "Phantom Warrior" (che non si fa mancare un pizzico di Motorhead), sempre a favore di uno Speed & Thrash attack degno di Abattoir, Helstar ed Exciter, con il il basso di Anglegrinder che pulsa alla grande e le chitarre di G. Sundin e di Ingelman che si sfidano e si intrecciano manco fossero spade laser.
Un po' di respiro con "Without Days, Without Years", almeno nelle sue prime battute, visto che poi si rivela un brano pesante e tosto (mi vengono in mente i Liege Lord), dove gli Armory non pestano sull'acceleratore, ed il cantante a dominare la scena, e lo fa più che discretamente sia quando sale con gli acuti sia quanto usa toni più profondi.
Sulla conclusiva "Space Marauders", gli Armory - come molti altri gruppi prima e sicuramente dopo di loro - piazzano la loro composizione più articolata e ambiziosa, anche per la sua durata, sforando i nove minuti. Ce lo si poteva aspettare, fortunatamente "Space Marauders" non si rivela un polpettone mal riuscito ma un gran bel pezzo, ben strutturato e arricchito da un guitarwork eccellente, con assoli (l'imprinting maideniano è palese) più che azzeccati e certi scatti repentini che vi scaraventeranno direttamente negli Eighties.

Bel modo di presentarsi, vedremo dove gli Armory saranno in grado di arrivare.


"Rotta, Capitano?". "Seconda stella a destra, e poi dritto fino al mattino".



I was born to review
Hear me while I write... none shall hear a lie
Report and interview are taken by the will
By divine right hail and write
Recensione a cura di Sergio 'Ermo' Rapetti

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