Copertina 8

Info

Genere:Heavy Metal
Anno di uscita:2016
Durata:50 min.
Etichetta:SPV
Distribuzione:Audioglobe

Tracklist

  1. CONCUSSION PROTOCOL
  2. CHEMICAL SLAVES
  3. VICTIMS OF A DIGITAL WORLD
  4. CHASING THE PRIEST
  5. LAST OF OUR KIND
  6. 1000 YEARS
  7. CIRCLE OF SECRETS
  8. TAKE IT OR LEAVE
  9. BASTARDS
  10. EVERY BLESSING IS A CURSE
  11. LIFE FOR A LIFE

Line up

  • Nick Holleman: vocals
  • Geoff Thorpe: guitars
  • Thaen Rasmussen: guitars
  • Tilen Hudrap: bass
  • Larry Howe: drums

Voto medio utenti

Sul nostro forum, composto da vecchi nostalgici, reazionari e bacchettoni, un utente con gusti sopraffini e fuori dal circo mediatico delle label e delle mode che tentano di propinarci porcate immonde come capolavori del metal che avanza ha scritto di questo disco:
Degno successore dei loro primi 4 capolavori, probabilmente è già meglio di Words Of Mouth.
E qui scatta il mio personale quotone, con l'unica (forse) differenza che a mio parere già il precedente "Electric Punishment" era superiore all'ultimo disco cantato da quella leggenda che risponde al nome di Carl Albert.

"Concussion Protocol" è l'ennesima conferma della classe, della potenza e della perseveranza di una band sfortunata come quella di Geoff Thorpe e Larry Howe, unici testimoni di quei quattro capolavori composti tra il 1985 ed il 1992, quando il nome dei Vicious Rumors era nell'olimpo del metal, quello vero, quello che passerà alla storia e non quello morto e sepolto di oggi.

Per fortuna in questo Mar Morto attuale ci sono delle vecchie glorie che sanno portare avanti quel discorso, riproponendolo in maniera attuale e validissima, che sebbene non riesca più a muovere alcuna massa è intercettato dai pochi ma inossidabili intenditori della gloria che fu.

Rispetto al lavoro precedente escono di scena Goodwin al basso, sostituito da Tilen Hudrap, e soprattutto il fenomenale Brian Allen al microfono che negli anni di militanza nei VR aveva davvero svolto un eccellente lavoro. Per nostra fortuna il suo collega Nick Holleman, che insieme al suddetto Hudrap avevamo già avuto modo di conoscere in "Live You to Death 2 - American Punishment", si conferma un frontman fenomenale e ci fa un po' sorridere vedere il ragazzino 24enne (ebbene sì, nato nel 1992) accanto a Thorpe e Howe, che davano alle stampe "Welcome to the Ball" quando la signora Holleman dava alla luce Nick..

Detto questo, "Concussion Protocol" è una mazzata senza concessioni, passando dalle fulminee "Chasing the Priest" così come l'opener omonima e "1000 Years" (ne sono indubbiamente la maggioranza), le classicissime mid-tempos "Chemical Slaves" e "Last of our Kind" fino alle terremotanti note lentissime di "Victims of a Digital World" e la conclusiva "Life for a Life", forse la meno convincente del lotto, ma tutte disegnate con gran classe dalla coppia Thorpe/Rasmussen (alla fine anche lui nella band da più di dieci anni) e scandite da una sezione ritmica assolutamente eccelsa.

Alla fine non riesco a stabilire un netto vincitore tra questo "Concussion Protocol" ed il precedente "Electric Punishment", sono entrambi due album emozionanti, forse uno più equilibrato nel suo insieme mentre l'altro con più picchi qualitativi ma anche con qualche brano meno riuscito, entrambi cantati da meravigliosi interpreti e suggellati da assoli veramente magnifici da parte del vecchio Geoff. L'unico appunto che mi sentirei di fare è quello di sempre, a volte i brani insistono troppo sulla rocciosità a scapito della melodia e questo talvolta è un peccato, visto anche le loro capacità di inseguire linee più orecchiabili ma mai banali.

Fate largo alla vecchia scuola che ha ancora più di qualcosa da dire, quella che merita davvero, quella che ancora può insegnare al 95% della pietosa scena attuale cosa significhi davvero suonare HEAVY METAL nel 2016.
Recensione a cura di Gianluca 'Graz' Grazioli

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Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 18 set 2016 alle 21:14

D'accordo con tutto quello che hai detto, Graz. Si tratta senza dubbio di un gran bel disco ma ha qualche caduta di tono -come hai evidenziato- qualche brano piú monotono, statico, senza un gran mordente (soprattutto nella prima metà del lavoro) che, personalmente, abbassa il voto a 7,5

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