Copertina 5,5

Info

Anno di uscita:2016
Durata:47 min.
Etichetta:Frontiers

Tracklist

  1. ALL THE WAY
  2. BLUE DOG
  3. SOMEDAY
  4. DON'T TOUCH THE NIGHT
  5. RENEGADE
  6. FLYING HIGH
  7. SINCE YOU ARE GONE
  8. THEY WON'T COME BACK
  9. FRONTLINE
  10. WE BOLTH HAD OUR TIME
  11. WHY
  12. SING ALONG

Line up

  • Claus Lessmann: lead vocals
  • Michael Voss: guitars, vocals
  • Robby Boebel: guitar
  • Francis Buchholz: bass
  • Axel Kruse: drums

Voto medio utenti

Cosa ci si puo’ legittimamente aspettare da un “supergruppo”? Un “superdisco”, direte voi.
Che si tratti di una all-star band siamo d’accordo, nelle fila dei Phantom 5 militano infatti grandi nomi quali Claus Lessman e Michael Voss ( ex Bonfire, Casanova, Mad Max), Robby Boebel ( Frontline), Axel Kruse (Jaded Heart) e Francis Buchholz (Scorpions), insomma la creme del melodic-metal teutonico.
Che da ciò però derivi un album degno di passare alla storia, beh, mi spiace ma non è questo il caso. Sarò onesto, su queste gloriose pagine ho recensito altri album AOR di “super-gruppi” ( Resurrection Kings, Cats In Space, Blood Red Saints … ) ed alcuni di essi li ho piazzati pure come top album. Con questo debut full length omonimo del gruppo tedesco, invece, c’è qualcosa che non mi convince, c’è una scintilla che si è accesa ma che non è diventata fuoco ardente. Sia chiaro, non si discutono le capacità esecutive dei musicisti o la produzione, praticamente perfetta e addirittura fin toppo levigata, quello che rende il lavoro un po’ debole sono le canzoni in se, troppo scontate, prive di mordente, senza spunti di reale interesse. Non si pretendevano stravolgimenti ( peraltro incomprensibili visto i musicisti coinvolti ) ma che almeno le canzoni rimanessero in mente, questo si, magari sorrette da chorus da cantare a squarciagola, da orchestrazioni, da riff potenti e degni di nota. Su Phantom 5 invece accanto a pezzi sicuramente di buona fattura ( l’opener “All The Way”, “Blue Dog” e “Someday” che rimandano negli arrangiamenti al periodo mainstream dei Whitesnake e le piu’ rocciose “We Both Had Our Time” e “Flying High” nelle quali finalmente le chitarre ruggiscono ), troviamo troppi brani nella media che scorrono via facendo troppi prigionieri lungo la strada. Ma brani nella media ce li saremmo aspettati da altri gruppi, non dai Phantom 5, la stessa voce del buon Lessman risulta qui troppo monocorde, priva di quel pathos che il genere richiederebbe. Mi spiace dirlo, ma le aspettative per questo debut album erano nettamente superiori, speriamo che il seguito, se ci sarà, risulti piu’ ispirato.
Recensione a cura di Marco ’Metalfreak’ Pezza

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