Copertina 7,5

Info

Genere:Death Metal
Anno di uscita:2014
Durata:47 min.
Etichetta:Peaceville Records

Tracklist

  1. LET THE STILLBORN COME TO ME
  2. TOTAL DEATH EXHUMED
  3. ANNE
  4. CHURCH OF VASTITAS
  5. FAMINE OF GOD'S WORD
  6. MENTAL ABORTION
  7. BEYOND CREMATION
  8. HIS INFERNAL NECROPSY
  9. UNITE IN PAIN
  10. MY TORTURER
  11. GRAND MORBID FUNERAL

Line up

  • Jonas Renkse: Bass
  • Nick Holmes: Vocals
  • Per "Sodomizer" Eriksson: Guitars
  • Martin Axenrot: Drums
  • Anders "Blakkheim" Nyström: Guitars, Vocals (backing)

Voto medio utenti

Sebbene sia consapevole che limitare le considerazioni su “Grand Morbid Funeral” esclusivamente all’ingaggio di Nick Holmes come cantante al posto di Mikael Akerfeldt nella rinnovata incarnazione dei Bloodbath non sia un comportamento propriamente corretto, mi rendo conto che la querelle legata a questo tema riempirà le pagine – elettroniche e cartacee – dei giorni a seguire.
Dopo aver ascoltato più volte “Grand Morbid Funeral” mi trovo ad accodarmi a coloro che ritengono inappropriata la scelta del cantante dei Paradise Lost.
Il suo apporto all’economia dell’album è molto limitato; il growl (se di growl propriamente detto si può parlare) risulta poco incisivo, se non propriamente anonimo, quasi il buon Nick si limitasse a “leggere” i testi piuttosto che interpretarli con convinzione.
Non so se questo sia dovuto al fatto che il registro vocale di Nick Holmes non rientri più nei canoni death metal da un ventennio o perché non completamente in grado di calarsi nel physique du role richiesto per essere il frontman dei Bloodbath , ma a conti fatti lo stile scelto per le linee vocali è il punto meno convincente di “Grand Morbid Funeral”.
Rimango della personalissima convinzione che se i Nostri avessero ingaggiato un singer più in linea con quella che è la tradizionale Scuola Svedese, l’album avrebbe avuto non una, ma due marce in più.
Ma probabilmente non lo stesso riscontro mediatico…

Detto questo l’ultima fatica dei Bloodbath è morbosamente old school, pieno zeppo di riferimenti, citazioni ed ammiccamenti a i vari Entombed, Autopsy, Dismember, Vomitory della prima ora mettendo da parte i riferimenti ai Morbid Angel che invece caratterizzavano il precedente “The Fathomless Mastery”.
Malignamente mi vien da pensare che sia Anders Nyström che Per Eriksson morissero dalla voglia di ritornare a suonare in maniera così sporca e cattiva, in maniera così diversa, ma contemporaneamente convincente, dalla sua attuale proposta musicale.
L’album è molto, molto convincente, per nulla noioso e piatto, valorizzato da una produzione praticamente perfetta e calibrata che riesce nell’intento di coniugare potenza e marciume; la vera carta vincente giocata dai Bloodbath in questa mano.
“Grand Morbid Funeral” è uno di quei pochi lavori in cui ciascuno di noi può trovare la propria canzone favorita; si può scegliere la ‘dismemberiana’ operner “Let the stillborn come to me”, “Unite in pain” che sembra provenire direttamente dalle registrazioni di “Left Hand Path”, “Anne” dal mood segaossa, o l’apocalittica titletrack.
Rimane la curiosità di vedere come si comporterà Holmes in sede live con il repertorio dell’epoca Dan Swanö e Mikael Akerfeldt, ma nel frattempo son convinto che quest’album entrerà in molte classifiche di fine anno.

Ultime opinioni dei lettori

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Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 22 feb 2015 alle 14:50

Mi dispiace quasi ammetterlo ma per me è un discone, sarà la volta buona in cui smettono di essere "il gruppo in cui cantava quello digli Opetti".

Inserito il 29 nov 2014 alle 17:15

ma visto che sta a spasso (essendo i dismember sciolti, ahimè...), non potevano chiamare matti karki? cmq un nome di spicco, quindi pubblicità assicurata, ma tutt'altro livello rispetto a holmes, IMHO...

Inserito il 25 nov 2014 alle 15:15

Holmes eleva questo disco sopra la pletora di dischi copia/incolla del genere. Era ora, uno che canta in modo intelligibile, personale e non il solito porco sgozzato (che a me piace anche ma sant'iddio non c'è mica solo un modo di cantare in growl). E lo dice uno a cui i Paradise Lost hanno sempre fatto abbastanza cagare. Ebbravo Nicola.

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