Copertina 8

Info

Anno di uscita:2002
Durata:50 min.
Etichetta:Tatra
Distribuzione:Audioglobe

Tracklist

  1. LAST CALL FOR LIFE
  2. ANGOR VACUI
  3. DISTANCE
  4. A TAINTED RETROSPECTIVE
  5. PERCHÈ IL MIO AMORE
  6. NUMANA
  7. NO REDEMPTION
  8. I STAND NOWHERE
  9. REAPING THE ANGEL
  10. UNDER MONOCHROME RAINBOW

Line up

  • Andrea Stefanelli: vocals
  • Alis Francesca Bos: vocals
  • Daniele Bovo: guitars, piano
  • Diego Danelli: bass
  • Elisa Carrera: drums
  • Andrea Bellucci: programming
  • Roberto Mammarella: keyboards, guitar

Voto medio utenti

Dopo sei anni di silenzio, dovuti ai vari singoli progetti dei membri ed ai vari cambiamenti in seno alla band stessa, tornano i Monumentum, combo divenuto oggetto di culto dopo lo splendido Gothic/Doom Masterpiece 'In Absentia Christi', targato appunto 1994. I Monumentum del 2003 non sono però gli stessi di quell'epoca, anche a livello mentale e compositivo, ed 'Ad Nauseam' lo dimostra, ma non per questo siamo davanti ad un platter scadente o privo di mordente…anzi, se proprio lo volete sapere da subito, qua siamo ad un livello musicale e compositivo altissimo…qualcuno diceva "chi sa....sa"…ed i Monumentum sanno. Le 10 tracks presentate su questo affascinante dischetto (anche graficamente parlando, l'artwork è eccellente) sono 10 chicche di rara fattura, ove accanto ad una soffusa elettronica di base, multicolore e mutevole nel suo leggero incedere, si propongono morbide chitarre filtrate, incisive ma mai logoranti o fastidiose, un basso pulsante, caldo e tondo (in puro New Wave Style), una batteria oscura e tenebrosa e due voci (quella di Andrea dal tono Dark/Wave e quella più cristallina e suadente di Francesca) estremamente preparate, espressive e coinvolgenti, capaci di condurre l'ascoltatore attraverso le complesse trame del suono dei Monumentum, ora più psichedelico, ora più elettronico, ora più trip-hop oriented, ora più oscuro e cerebrale, senza mai tralasciare la matrice gotica e dark che rimane sempre estremamente presente per tutta la durata dei 50 minuti...ma la cosa che forse più stupisce è l'ottimo songwriting di ogni singola song, capace di incastrarsi alla perfezione con quella precedente e con quella successiva, creando così un castello musicale che si fa apprezzare non solo per l'ottima fattura dell'intera costruzione, ma anche per l’estrema raffinatezza e ricercatezza di ogni singolo mattone. Come sei anni fa, i Monumentum risultano avanti rispetto al trend attuale...una band che apre strade, non che segue i battitori.
Recensione a cura di Massimo 'Whora' Pirazzoli

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