Copertina 8

Info

Genere:Prog Rock
Anno di uscita:2013
Durata:50 min.
Etichetta:Self-Produced

Tracklist

  1. THE OTHER SIDE
  2. INFESTATION
  3. WHEN THERE'S LOVE
  4. A GREAT FIND
  5. COLD RADIATIONS
  6. EMERGENCY
  7. KEEP ON SINGING
  8. COMPLICATIONS
  9. COMMUNICATION SWITCHED OFF
  10. OUR AFFAIR
  11. SHE'S GONE CRAZY
  12. THIS SIDE
  13. FINAL ONE

Line up

  • Walter Bosello: vocals, all instruments

Voto medio utenti

Il gruppo si chiama Oniric, il disco si chiama "Gaia"..non so voi, ma a me son venute in mente due parole in relazione: Prog e Power. Bene, sul primo ci ho beccato in pieno, sul secondo assolutamente no, ma non è affatto un male.

Anzi.
Gli Oniric (Project) sono un progetto solista di Walter Bosello, voce dei triestini Soundrise, il quale ci presenta questo suo settimo lavoro, un disco davvero notevole nel quale navigano e sguazzano diverse influenze e diversi generi, riassunti in quello che possiamo definire un Prog Rock di alta classe, spruzzato qua e la da note funk e metal, avvicinabile coi dovuti paragoni alle produzioni recenti di Neal Morse.
Il buon Walter, per Oniric, fa di tutto, nel più puro spirito del "Me la canto e me la suono". E lo fa davvero, occupandosi della stesura dei testi, del suonare e del cantare, il tutto in maniera assolutamente eccellente: strutture dei brani mai banali ma allo stesso tempo non eccessivamente arzigogolate e cervellotiche, suonate benissimo e interpretate alla grande, grazie ad una voce che non eccellerà forse per range ma che è sempre perfettamente intonata, calda e adeguatamente "colorata". Una voce leggera per approccio, mai aggressiva e completamente sui e nei pezzi.
Il disco, manco a farlo apposta, è un concept sul rapporto tra l'Uomo e la Natura, vista come entità senziente, come da "Ipotesi Gaia", così da poter analizzare un rapporto realmente binario.
E fin dal primo brano "The Other Side", quasi un intro, possiamo apprezzare l'eclettismo di Walter e dei suoi brani, in una traccia che strizza l'occhio, per suoni e vocalizzi, addirittura ai Quintorigo di John De Leo. C'è poi tanta elettronica nei brani di "Gaia": "Cold Radiations" a volte sembra quasi un brano dei Depeche Mode, con quei bassi sparati a mille soprattutto nella strofa, in un approccio decisamente ottantiano.
E' un lavoro che fatica a sembrare italiano (pregio o difetto giudicatelo voi), suonando dannatamente british nel suo incedere.

Ma british non è: "Gaia" è italiano al 100% ed è uno di quei lavori per cui, da italiani, dobbiamo andare assolutamente fieri. Incredibile come un talento così cristallino non abbia ancora un'etichetta mentre cagate pazzesche [cit.] girano libere e con le spalle coperte. D'altronde sono gli One Direction primi nelle classifiche di vendita, quindi chi è nell'errore? Chissà..

Quoth the Raven, Nevermore..
Recensione a cura di Andrea Gandy Perlini

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