Copertina 6

Info

Genere:Gothic Metal
Anno di uscita:2004
Durata:46 min.
Etichetta:Karmageddon Media
Distribuzione:Audioglobe

Tracklist

  1. BITTERNESS
  2. PICTURE OF DORIAN GRAY
  3. DEMENTIA
  4. PHONEY ICONS
  5. IN THE THROES OF APOCALYPSE
  6. LES MEANDRES DE L'AME
  7. ABSTRACT SENSES
  8. THE GRIEVOUS MUSICIAN

Line up

  • Céline De Kerliviou: vocals
  • Fabien Longeot: guitars, vocals
  • Jean Suire: guitars
  • Aurélien Guyot D'Amfreville: bass
  • Cathy Bontant: keyboards
  • Nicolas Joyeux: drums

Voto medio utenti

I francesi Ad Vitam Aeternam sono una gothic metal band che si è formata nel 1999. "Abstract senses" è il loro disco di debutto, un lavoro che ci fa idealmente tornare alla seconda metà degli anni novanta, quando gruppi molto simili a questo spuntavano come funghi e imperversavano a destra e a manca. Sinceramente non ho un ricordo positivo di quel periodo, un po' perché il genere in questione non è mai stato uno dei miei preferiti, e poi perché molte delle formazioni di cui parlavo erano di scarso valore... Gli stessi Theatre Of Tragedy (dai più considerati dei numi tutelari di questo stile musicale) non mi hanno mai convinto granché (specie agli inizi della carriera), ma non posso certo negare che abbiano rappresentato un vero e proprio esempio da seguire per molte altre band. Questo sestetto ha diverse cose in comune con i norvegesi e ci propone materiale abbastanza scontato, infatti le composizioni presenti nel cd sono basate sulla sovrapposizione tra sonorità marcatamente heavy e musica classica, il tutto accompagnato dal solito alternarsi tra vocals aggressive (maschili) e angeliche (femminili). Non si può certo dire che il gruppo non sia riuscito a creare brani gradevoli e orecchiabili, però da qui ad affermare che questo è un album che lascia il segno ce ne corre... Il problema è che "Abstract senses" non ha nulla che lo renda davvero particolare: non emoziona più di tanto e quando finisci di sentirlo hai un po' l'impressione di aver ascoltato otto volte (questo è il numero totale delle tracks) la stessa canzone! Proprio per questo motivo sarebbe difficile parlare di pezzi migliori o peggiori di altri, difatti il livello è più o meno lo stesso dall'inizio alla fine, senza brutte sorprese ma neanche momenti esaltanti. Uno degli aspetti che ho maggiormente apprezzato tra quelli che caratterizzano il disco è la voce della soprano Céline De Kerliviou (davvero molto bella), ma a mio parere è stata mixata a volume un po' troppo basso rispetto a quello degli strumenti. Per quanto riguarda invece il cantato brutal death, beh direi che non è nulla di eccezionale e che la sua presenza non ha contribuito molto alla buona riuscita del cd. Insomma, se siete dei veri fanatici di gothic metal potrete trovare interessante questa release, ma se invece siete tra coloro che sono scettici nei confronti delle band dedite a questo genere vi conviene tenervi alla larga dagli Ad Vitam Aeternam...
Recensione a cura di Angela 'Grendel' Benemei

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