Copertina 6

Info

Genere:Death Metal
Anno di uscita:2012
Durata:51 min.
Etichetta:SG Records

Tracklist

  1. HALLS OF DEFORMITY
  2. WITHIN
  3. DIFFERENT VISION
  4. PSYCHOTIC FRAMES
  5. CHAINS OF ICONOCLAST
  6. SPEED CRUSHER
  7. SACRED FLAMES
  8. INFERNO 34

Line up

  • Grak: bass
  • Ruglud: drums
  • Mauro Mancinelli: vocals, guitars, synths

Voto medio utenti

Le origini degli Osseltion risalgono al lontano 2006, quando il polistrumentista Ulag mette insieme il suo progetto, a cui si aggiungono negli anni successivi anche il bassista Grak ed il batterista Ruglud. Il gruppo si cimenta in un genere da loro stessi definito "Extreme Deformed Metal", ovvero (cito testualmente dalla biografia ufficiale): "una miscela di Death, Thrash, Techno Death, Elettronica", che in questo album di debutto "Last Words" edito da SG Records viene esemplificato da 8 brani per 50 minuti di musica.
In realtà al proposta degli Osseltion non neccesiterebbe di un'etichetta così magniloquente, poichè di fatto il gruppo propone un death metal piuttosto canonico, con certamente qualche inflessione thrash metal rilevabile nel rifferama e qualche sample techno e inserto tastieristico sparso qua e là, tuttavia non così presenti nè decisivi a livello di suono da meritarsi una nomenclatura particolare. Al di là di queste considerazioni, "Last Words" si compone come già detto di otto brani della durata media piuttosto elevata, all'interno dei quali il gruppo si diverte a proporre riff e partiture di un certo spessore tecnico, proponendo soluzioni più estreme ma anche momenti meno irruenti e violenti, e senza tralasciare anche un certo groove. Tra i brani della tracklist spiccano certamente "Different Visions", "Within" e "Speed Crusher" (con tanto di voce pulita), che nonostante una durata tutt'altro che breve riescono a tenere alta la soglia di attenzione di chi ascolta.
L'esordio degli Osseltion è quindi un discreto esempio di death metal tecnico, pur essendo lontano dall'essere definito un capolavoro. Il consiglio per il futuro è quello di provare a dare maggiore spazio alla componente elettronica ed a renderla maggiormente presente all'interno dell'amalgama musicale, perchè allo stato attuale si tratta solamente di un orpello davvero poco significativo.
Recensione a cura di Michele ’Coroner’ Segata

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