Copertina 7,5

Info

Anno di uscita:2004
Durata:51 min.
Etichetta:MTM Music
Distribuzione:Frontiers

Tracklist

  1. FEEDING THE FIRE
  2. BIRTH OF THE SUN
  3. PRISONER
  4. WHATEVER COMES
  5. MOTHER OF DARKNESS
  6. BLOODSUCKER
  7. THE ROAD WE WALKED ON
  8. DANCE INTO THE FIRE
  9. THE GATES OF HELL
  10. I WON'T BE A FOOL NO MORE
  11. FEEDING THE FIRE (VIDEO BONUS TRACK)

Line up

  • Bob Harris: lead vocals
  • Alessandro Del Vecchio: keyboards
  • Matteo Carnio: guitar
  • Christian Grillo: bass
  • Francesco Jovino: drums
  • Jeff Scott Soto: background vocals, vocals on "prisoner"

Voto medio utenti

Nati in Italia nel 2002 gli Edge Of Forever fanno oggi sfoggio di una formazione internazionale che vanta Bob Harris (ex Zappa, Vai e oggi negli Axe) alla voce, Alessandro Del Vecchio (in passato collaboratore di nomi quali Glenn Hughes, Tony Franklin, Bruce Kulick e Timemachine) alle tastiere, Matteo Carni alla chitarra, Christan Grillo al basso e Francesco Jovino alla batteria.
Magistralmente prodotto da Marcel Jacob, bassista dei Talisman ed ex Rising Force alla corte di Malmsteen, "Feeding The Fire" ospita ai background vocals il guru dell'AOR Jeff Scott Soto, compagno di Jacob tra le fila dei Talisman e solista attualmente in grande ascesa.
L'opener e title-track "Feeding The Fire" (presente nella release anche in formato video) svolge il compito di servire da biglietto da visita con il suo chorus AOR capace di agganciare immediatamente l'ascoltatore e l'ugola di Harris in gran forma che a tratti ricorda Glenn "The Voice Of Rock" Hughes. Il drumming preciso e pulito, le possenti tastiere e le chitarre in perfetto stile Malmsteen -meno invasive, da considerarsi un grande pregio- accompagnano ogni singolo brano dell'album. Inoltre grazie alla produzione di Jacob il basso è messo in evidenza e regala ulteriore spessore ad ogni esecuzione. Segue "Birth Of The Sun" attraversta da due notevoli assolo di chitarra e tastiere, anch'essa titolare di un ritornello molto orecchiabile. "Prisoner" è un indiscutibile capolavoro, non solo grazie alla partecipazione di Soto che duetta splendidamente con Harris, ma soprattutto grazie a una perfetta combinazione di chitarre e tastiere e un tono solenne e maestoso. I cori anthemici e le melodie sontuose ricordano i Royal Hunt di Paradox e non c'è strumento che non sia al posto giusto. In "Whatever Comes" il cantato di Harris ricorda Paul Rodgers (Free, Bad Company), peccato per il ritornello troppo ripetitivo nel finale.
Intro spettacolare per "Mother Of Darkenss" power ballad retta da uno straordinario lavoro di keyboards (che nulla hanno da invidiare ai vari Jens Johansson o Andre Andersen), anch'essa tributo ai Royal Hunt e ai primi Rising Force. Le melodie si rincorrono nel chorus magistralmente costruito, aperto da una strofa simile alla prima parte del ritornello di "Stargazer" dei Rainbow di Ronnie James Dio.
Il basso apre l'up-tempo "Bloodsucker", brano che vede Soto rendersi ben udibile nel chorus e un assolo di tastiere che corteggiano gli anni '70. Tecnicamente impeccabile, degno di particolare nota l'assolo di chitarra, "Bloodsucker" resta però troppo legato ai cliché (anche nel titolo!).
Seguono la ballad "The Road We Walked On", con una grande l'interpretazione di Bob Harris, piena di sentimento e "Dance Into The Fire", brano AOR in realtà più debole rispetto al resto. "The Gates Of Hell" poggia su uno splendido tappeto di tastiere e chitarre degno dei primi dischi dei Rising Force mentre la track in chiusura "I Won't Be A Fool No More" torna con un balzo ai gloriosi anni '70 facendosi annunciare da un veloce drumming.
Ci troviamo dunque al cospetto di un album ben prodotto e ottimamente suonato; non ci sono anelli deboli nella formazione degli Edge Of Forever che dimostrano di essere una band solida pronta a conquistare tanto il mercato italiano quanto quello internazionale.
A presto dal vivo, speriamo!
Recensione a cura di Elena Mascaro

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Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 13 lug 2010 alle 21:39

Alessandro Del Vecchio è maestoso

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