Copertina 8,5

Info

Anno di uscita:2013
Durata:37 min.
Etichetta:Rage In Eden

Tracklist

  1. UNITED MACHINES
  2. DAWN OF STEEL
  3. HAMMER DOWN, BUILD UP
  4. ASSEMBLAGE/CONVOYS
  5. MECHANIC STATE
  6. DESTROY
  7. HOLY ARMOR
  8. EVOLVING
  9. THE POWER INSIDE (HOLY ARMOR EDIT)

Line up

  • Legionarii: all instruments

Voto medio utenti

Dietro il moniker I.R.O.N. si cela una nostra vecchia conoscenza, ovvero quel Legionarii che, l’anno scorso, tanto scalpore ha creato con la sua musica e il suo messaggio.
Il nostro, tuttavia, tiene a precisare che questo nuovo progetto non ha nulla a che vedere con quello principale, essendo basato su un sound che è completamente industrial. E qui corre una precisazione.
Oggigiorno il termine industrial ha un po’ perso di significato. Basta che una rock/metal band metta qualche sample o qualche beat siliceo nella propria proposta musicale per essere etichettati industrial. Ma originariamente l’industrial, concettualmente e musicalmente, era cosa ben diversa.
Musica proletaria, fatta da chi non aveva mezzi, perché appunto proletario/non abbiente, che quindi si accontentava di un aggeggio elettronico, in luogo di una più costosa chitarra/basso, per riprodurre una musica che prendeva spunto dalla civiltà industriale, e più propriamente dalle conseguenze deteriori di questa.
L’alienazione dei lunghi turni in fabbrica, a contatto con macchine fatte di acciaio dal clangore monotono, ripetitivo, freddo, in un’atmosfera plumbea, claustrofobica, dove l’uomo e la macchina divenivano un tutt’uno, e dove spesso la seconda uccideva il primo, quando non vi si fondeva. Questo tendeva a riprodurre la musica industrial primigenia.
Evolving” parte proprio da lì, dal rumore della catena di montaggio, dallo scintillio cupo delle macchine, dalla ruggine che incrosta gli ingranaggi, dal sordo battere del metallo su altro metallo. Un ritmo alienante, disturbante, dai toni bassi e cupi, che non lascia spazio alla speranza.
Tuttavia Legionarii arricchisce il sound di quel feeling marziale che gli è proprio, donando una certa epicità al rumore che crea.
Prendete “Hammer Down, Build Up”, un a vera e propria sinfonia industriale nella quale l’uomo e la macchina inscenano una polifonia di metallo, dove il nichel suona diverso dal titanio, e il cromo e il molibdeno si sposano alla perfezione.
È difficile descrivere singolarmente i pezzi, che, tuttavia, hanno il pregio di essere riconoscibili, sebbene tutti immersi in un bagno di claustrofobia che genererà sicuramente un forte senso di oppressione nell’ascoltatore.
Una critica possibile? Se avete ben compreso lo spirito dell’industrial primigenio avrete compreso che alla fine il risultato è un ibrido tra il calore del sangue e della carne umana e il freddo asettico del metallo. Beh, probabilmente su “Evolving” la prima componente è fortemente dimidiata. Se Legionarii si fosse recato in una fabbrica reale, per campionare i suoni industriali, probabilmente sarebbe riuscito a rendere più ‘viva’ la propria musica, perché pezzi come “Mechanic State” e “Destroy” sono antiumani, terrificanti, freddi come una barra d’acciaio immersa nell’azoto liquido.
Non so dirci se questo disco sia un capolavoro. Posso solo dirvi che l’immersione completa in questo concept vi procurerà un profondo disturbo.
Recensione a cura di Luigi 'Gino' Schettino

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Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 06 giu 2013 alle 09:52

TEribbile.......cagata

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