Copertina 6,5

Info

Anno di uscita:2013
Durata:59 min.
Etichetta:logic(il)logic Records / Andromeda Dischi

Tracklist

  1. FROM THE UNIVERSE BEYOND
  2. HOME
  3. DRIFTING DREAMERS
  4. LET LIFE BE AN ORIGAMI
  5. NEVRO (TIC)
  6. BRAINSTORMING LINE
  7. FIRST DRAFT OF A LIFE
  8. WHEN THE KRAKEN COMES
  9. A FAREWELL TO GRAVITY
  10. CRISIS
  11. HIRANYALOKA

Line up

  • Marco Ciscato: vocals
  • Mirko Marchesini: guitars
  • Giuseppe Zaupa: guitars
  • Davide Pretto: keyboards, synth
  • Luca Capalbo: bass
  • Francesco Tresca: drums, percussions

Voto medio utenti

Tool, Porcupine Tree e Pain Of Salvation … a questo punto è assodato che per gli “emergenti” che guardano al versante più “moderno” e “alternativo” del prog-metal, sono questi i modelli fondamentali a cui ispirarsi.
Fin qui nulla di male, perché in tempi di stagflazione, la sfida “vera” ormai, anche in un genere che presenta maggiori velleità innovative di altri, forse non è tanto essere “originali” tout court, ma apparire freschi e vitali pur utilizzando modalità espressive “inventate” da qualcun altro.
Nel settore specifico, poi, i rischi di eccessivo ermetismo e di tecnicismo esasperato sono sempre in agguato, ed ecco che non è per nulla facile amalgamare con equilibrio le tentazioni “specialistiche”, i variegati elementi musicali e gli autorevoli influssi artistici.
Ora, per arrivare al soggetto della disamina e verificare da che “parte stanno” gli Hypnotheticall con il loro secondo full-length, vi propongo di ascoltare primariamente la quarta traccia del disco, emblematicamente intitolata “Let life be an origami”: ebbene i vicentini in questo pezzo sembrano proprio “piegare” alla loro sensibilità interpretativa gli insegnamenti dei “maestri” (alla succitata lista aggiungiamo pure contributi importanti di Rush e Sieges Even), realizzando un momento di grande e volubile suggestione sensoriale.
In altre situazioni mancano ancora un po’di fluidità e un pizzico di “messa a fuoco” globale, eppure “A farewell to gravity” si mostra nel suo complesso come un esempio abbastanza efficace di esplorazione creativo-emotiva, sviluppato sulle conclusioni ottenute nel medesimo campo da chi è arrivato prima e tuttavia avviato ad ulteriori interessantissime rivelazioni.
Altri significativi “indizi” di tale produttivo orientamento arrivano dai gorghi di “From the universe beyond”, dalle oniriche scansioni elettro-acustiche di “Drifting dreamers”, dal prog-rock fluttuante di “First draft of a life” e dagli effluvi celtico-esotici (?!?) di “Hiranyaloka”, mentre le schizofrenie di “Home” e “Crisis”, forniscono segnali contrastanti, apparendo verosimilmente vicine al conseguimento del risultato prestigioso, senza però centrarlo pienamente.
Gli Hypnotheticall dimostrano di possedere i mezzi e la maturità per puntare all’obiettivo di livello superiore … continuare a lavorare in questa direzione è auspicabile e doveroso, perché accontentarsi di essere “uno dei tanti” sarebbe davvero un peccato …
Recensione a cura di Marco Aimasso

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