Copertina 7

Info

Demo
Anno di uscita:2012
Durata:22 min.

Tracklist

  1. WASTELAND
  2. THEATRE OF TRAGEDY
  3. THE PRISONER
  4. SINESTESY

Line up

  • Giusy Tiso: vocals
  • Mariacarmela Li Pizzi: violin
  • Alessandro Salza: guitars
  • Eleonora Balaceanu: bass
  • Carmine Savino: drums

Voto medio utenti

I Silent Grave suonano gothic-metal e hanno una cantante che agisce (con dovizia) indugiando spesso in un approccio da “soprano”.
Se ci si fermasse alle “apparenze” e ci si affidasse ai “pregiudizi”, si potrebbe pensare a un gruppo poco “creativo”, che si affida ad un trend ancora assai diffuso per cercare di conquistare una qualche forma di visibilità.
In realtà, i campani, pur confermando la loro appartenenza di “genere”, non danno praticamente mai l’impressione di subire oltremodo i suoi dogmi fondamentali, evitando l’uso di tastiere enfatiche e growling e cercando una “propria” via nelle pieghe di una formula ampiamente consolidata e assodata.
E poi scrivono le loro canzoni con un notevole gusto espressivo, dotandole di una vocazione tra lo spleen, l’esotico e il folk alquanto suggestiva, capace di evocare solo in “lontananza” Nightwish, Epica ed Evanescence, ed aggiungendo alle suggestioni uditive anche vaghi bagliori di My Dying Bride e Orphaned Land, per un quadro sonoro complessivo piuttosto coinvolgente e convincente.
La presenza del violino di Mariacarmela Li Pizzi fornisce un contributo importante in fatto di fascino arcano e tuttavia non meno decisiva appare la chitarra di Alessandro Salza, artefice di un efficace trait d’union tra melodia, aggressività e poesia.
Sottolineata la valente prova della sezione ritmica, non rimane che tornare sul ruolo “frontale” di ogni formazione musicale, forse addirittura più decisivo quando si tratta di questi lidi stilistici: Giusy Tiso affronta con sufficiente temperamento l’impegno e piace per timbro, capacità interpretative e perché non scade mai in una prestazione forzatamente evocativa o ampollosamente teatrale.
“Silkworm”, così, offre quattro pezzi riusciti e attraenti, oscillando tra la maggiore immediatezza di “Wasteland”, il groove malinconico e greve di “Theatre of tragedy”, le fluttuazioni tenebrose di “The prisoner” (probabilmente il momento globalmente più debole, eppure contraddistinto da una vibrante seconda parte strumentale) e le digressioni celtic-goth-doom di “Sinestesy”, un gioiellino dal pathos tangibile e dal consistente carisma, degno senza dubbio alcuno di futuri approfondimenti.
I Silent Grave, in conclusione, meritano una chance … prima di tutto d’ascolto e poi magari di un patrocinio discografico che possa contribuire a far maturare ulteriormente una personalità già ben indirizzata.
Recensione a cura di Marco Aimasso

Ultime opinioni dei lettori

Non è ancora stata scritta un'opinione per quest'album! Vuoi essere il primo?

Ultimi commenti dei lettori

Non è ancora stato scritto nessun commento per quest'album! Vuoi essere il primo?
Queste informazioni possono essere state inserite da utenti in maniera non controllata. Lo staff di Metal.it non si assume alcuna responsabilità riguardante la loro validità o correttezza.