Voodoo Hill - Wild Seed Of Mother Earth

Copertina 6,5

Info

Anno di uscita:2004
Durata:53 min.
Etichetta:Frontiers
Distribuzione:Frontiers

Tracklist

  1. MAKE BELIEVE
  2. DYING TO LIVE
  3. STILL EVERGREEN
  4. ATMOSPHERE
  5. WILD SEED OF MOTHER EARTH
  6. MY EYES DON'T SEE IT
  7. CAN'T STOP FALLING
  8. NOTHING STAYS THE SAME
  9. SOUL PROTECTOR
  10. SHE CAST NO SHADOW
  11. 16 GUNS

Line up

  • Dario Mollo: guitars
  • Glenn Hughes: vocals
  • Roberto Gualdi: drums
  • Dario Patti: keyboards
  • Fulvio Gaslini: bass

Voto medio utenti

Il nome di Dario Mollo inizia a farsi sentire nel lontano 1981 come appartenente alla line-up dei Crossbones. Nell'86, con la produzione di Kit Woolven (Thin Lizzy, Cradle Of Filth, UFO), incide un brano per la raccolta "Italian Rock Invasion" e negli anni successivi firma prestigiose collaborazioni con mostri sacri quali Glenn Hughes, Tony Martin (Black Sabbath) e Don Airey (Deep purple, Rainbow, Ozzy Osbourne) e produce band tra le quali Anathema e Lacuna Coil. Nel frattempo allestisce un suo studio di registrazione che è oggi usato da molte band.
L'avventura Voodoo Hill inizia nel 2000 con un self-titled album e una line up che vede Glenn Hughes alla voce, Dario Mollo alle chitarre, Roberto Gualdi alla batteria, Dario Patti alle tastiere e Max Matis al basso, e continua oggi con "Wild Seed Of Mother Earth" e una formazione che vede l'arrivo del nuovo bassista Fulvio Gaslini.
"Wild Seed" è più hard rispetto al debut e la produzione è nettamente migliorata, soprattutto per quanto riguarda le chitarre che vantano un suono meno metallico. Per il resto i Voodoo Hill rispettano la formula che aveva procurato al loro self-titled il titolo di migliore album Hard Rock dell'anno 2000.
L'opener "Make Believe" rappresenta un inizio piuttosto accattivante grazie alla indiscussa maestria di Mollo, ai cori orecchiabili e a un riff di chitarra che ricorda Van Halen mentre la successiva ed energica "Dying To Live" vede Hughes alternare fraseggi durissimi a momenti più soft.
"Still Evergreen" è un up-tempo in bilico tra passato e presente, l'assolo di chitarra è veloce e incisivo, in contrasto con i morbidi cori, ma il brano non offre purtroppo altre particolari attrattive. "Atmosphere" segue lo stile della precedente, l'intro di chitarra è ben strutturato ma il ritornello risulta debole.
La title track riserva finalmente uno spazio al basso all'interno dell'intro; il ritmo rallenta e il brano assume toni lugubri. Hughes si esibisce in acuti molto alti e, nel complesso, questa è una track ben riuscita, attraente.
"My Eyes Don't See It" e "Can't Stop Falling" mancano di mordente, A "Can't Stop" si può solo riconoscere il merito di aver messo in evidenza le tastiere per qualche fugace secondo. "Nothing Stays The Same" ospita un bel lavoro da parte del bassista Fulvio Gaslini e le tastiere tornano a farsi sentire. Le strofe sono melodiche mentre il chorus accelera lievemente. In "Soul Protector" Hughes ricorda Roland Lee Gift, vocalist dei Fine Young Cannibals; i cori sono quasi lirici e le sei corde abilmente distorte per l'assolo. "She Cast No Shadow" è candidata a finire presto nel dimenticatoio, mentre per "16 Guns" i toni si addolciscono e le tastiere ricompaiono. L'assolo di chitarra stacca dal resto del brano movimentandolo e gli anni '70 echeggiano tra le note.
Non ci sono dubbi sul fatto che "Wild Seed Of Mother Earth" sia un album che ospita dei grandi talenti, ma non è immune da errori di produzione che appiattiscono e mettono poco in risalto basso, batteria e tastiere.
In effetti questo avrebbe potuto avere il titolo di "Hughes-Mollo Prject" vista la propensione a dare risalto solo a voce e chitarra.
Si tratta di un album di hard rock classico, è vero, ma un tocco di innovazione non avrebbe guastato: nomi del genere avrebbero potuto scrivere brani di ben altro livello se non avessero scelto di abusare di una formula già ampiamente collaudata negli anni...anzi, nei secoli!
Recensione a cura di Elena Mascaro

Ultime opinioni dei lettori

Non è ancora stata scritta un'opinione per quest'album! Vuoi essere il primo?

Ultimi commenti dei lettori

Non è ancora stato scritto nessun commento per quest'album! Vuoi essere il primo?
Queste informazioni possono essere state inserite da utenti in maniera non controllata. Lo staff di Metal.it non si assume alcuna responsabilità riguardante la loro validità o correttezza.